I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

I NOSTRI SANTI

A CURA DI PIERLUIGI CAMERONI, postulatore generale - postulazione@sdb.org

Coloro che ricevessero grazie o favori per intercessione dei nostri beati, venerabili e servi di Dio, sono pregati di segnalarlo a postulazione@sdb.org

IL SANTO DEL MESE
In questo mese di aprile preghiamo per la Causa di Canonizzazione della Beata Teresa Cejudo Redondo, martire, salesiana cooperatrice e socia dell'ADMA
Teresa Cejudo Redondo nacque in Pozoblanco (Cordoba - Spagna) il 15 ottobre del 1890, in una famiglia dalle profonde radici cristiane. Frequentò il collegio delle Religiose Concezioniste della città. Ancora giovane perse la madre e pertanto dovette abbandonare il collegio per curare i suoi fratelli più piccoli. Nel 1925 andò sposa all'architetto Giovanni Battista Caballero e il Signore benedisse questa unione con la nascita di una figlia. Fin da giovane fece parte dell'Azione Cattolica, delle Conferenze di San Vincenzo de' Paoli, di Confraternite religiose.
Quando i Salesiani giunsero in Pozoblanco, si fece entusiasta Cooperatrice e alla fondazione del gruppo locale dell'Associazione di Maria Ausiliatrice fu eletta segretaria. Seppe essere una cattolica attiva nella vita del suo paese: Dio, Patria e Famiglia erano i principi che la animavano. L'impegno diligente e lo spirito di sacrificio caratterizzarono la sua vita fino alla testimonianza suprema del martirio. Quando Pozoblanco cadde in potere del regime repubblicano Teresa fu arrestata a motivo della sua militanza cattolica. In carcere, mentre incoraggiava gli altri, fu udita pronunciare questa giaculatoria: “Gesù sull'altare, Gesù sulla croce, Gesù nell'anima, mille volte Gesù!”. Uscendo dal carcere per affrontare il supplizio, disse alle sue compagne di prigionia: “Arrivederci in cielo!”. Era il 15 settembre 1936. Al cimitero, luogo dell'esecuzione, volle morire per ultima per animare tutti i suoi 16 compagni con la speranza della vita eterna. Fu fucilata perdonando i suoi uccisori. È stata beatificata a Roma il 28 ottobre 2007 con altri 497 martiri spagnoli.

PREGHIERA

O Signore, Padre nostro, accogli le nostre preghiere
nel ricordo della Beata Teresa Cejudo Redondo,
e come un giorno accettasti il suo glorioso martirio
quando morì gridando: “Viva Cristo Re!,
fa che siamo fedeli alla nostra vocazione cristiana.
Per Cristo nostro Signore. Amen!

RINGRAZIANO
Dal 1993 condizioni atmosferiche umide e fredde mi causavano dolori forti e generalizzati a tutti gli arti della parte destra del corpo e all'area lombo-sacrale, mentre le dita della mano si gonfiavano e arrossavano. La deambulazione ne risultava compromessa e il respiro si faceva affannoso, così come il parlare. Questo comprometteva la mia qualità di vita. A metà ottobre 2017 ho ricevuto da una collaboratrice della Postulazione Generale Salesiana una decina del Rosario che era stata a contatto con le reliquie del beato don Titus Zeman, martire per la salvezza delle vocazioni. Da quel giorno, oltre a continuare a recitare il Rosario - come già in precedenza facevo - porto il “Rosario di Titus” nella tasca destra dei pantaloni, a contatto con la gamba così spesso malata. Sono ormai trascorsi 8 mesi, in cui spesso si sono ripresentate le medesime condizioni atmosferiche precedentemente causa di forti dolori: umidità, freddo, pioggia e neve... anche a Roma dove abito! E non ho più attestato alcuno dei problemi di salute che mi avevano afflitto per i precedenti 25 anni, senza che i medici potessero mai fare nulla. Ora le mie condizioni di salute sembrano non risentire più di quella umidità e freddo che lo stesso beato Titus patì quando mise in salvo i suoi seminaristi.
Paolo Labate, Roma

Sono italiano, abruzzese, e vivo qui a Barcellona (Spagna) da 25 anni, ero senza lavoro da due anni. A metà di gennaio di quest'anno (2018) entrai nella chiesa parrocchiale Maria Ausiliatrice di Barcellona, dove trovai un foglietto informativo del processo di canonizzazione del beato Stefano Sándor. Mi misi a leggerlo davanti al Santissimo e davanti al Signore mi sono messo a pregarlo di aiutarmi a trovare lavoro. Fu così che appena uscito della chiesa mi è arrivata una telefonata per fare un colloquio di lavoro. La bella sorpresa è che ho iniziato a lavorare giovedì 1° febbraio. Ho dato lode a Dio per donarci al nostro amico Stefano Sándor.
Mauro Gentile, Barcellona (Spagna)

Siamo una coppia di 47 anni lui e 42 lei sposati da circa un anno e mezzo. Abbiamo incontrato delle difficoltà per il dono di un figlio, superate per grazia di Dio e per intercessione di san Domenico Savio in pochissimo tempo e magnificamente. Io (Ornella) avevo letto che san Domenico è protettore delle mamme e delle culle; cercavo il suo abitino e non ero riuscita a trovarlo fino al giorno in cui conobbi don Gianni ai Salesiani di Caserta, mi fece leggere delle testimonianze sul Bollettino Salesiano e mi regalò l'abitino di san Domenico. Immediatamente lo misi al collo con fede e devozione e con Claudio ci recammo in pellegrinaggio a Fatima. Dopo circa un mese ero miracolosamente una mamma in attesa. Il 28 luglio 2018 è arrivato Domenico e ci ha cambiato la vita. Lode e gloria a Dio con i suoi angeli e i suoi santi.
Claudio e Ornella, Caserta

Nel periodo natalizio ho ricevuto un assegno per provvedere, l'antivigilia di Natale, alla cena dei poveri, organizzata dal gruppo “Divina Misericordia”, al quale appartengo. Purtroppo mi capitò di perdere il suddetto assegno; per oltre una settimana continuai a cercarlo, in tutti gli angoli della casa. Alla fine, angosciata per la perdita, avendo casualmente trovato un'immagine del venerabile Attilio Giordani, mi rivolsi a lui promettendo di comunicare la grazia se avessi ritrovato l'assegno. Non feci neppure in tempo a terminare questa preghiera, che prendendo in mano una borsa vidi nel suo fondo un pezzo di carta: era l'assegno. Provai un grande sollievo nel constatare una così immediata risposta alla mia preghiera. Continuerò ad invocare questo Venerabile a beneficio dei miei cari ed a farlo conoscere ad altre persone.
Tropeano Mimma - Milano