I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LA LINEA D'OMBRA

ALESSANDRA MASTRODONATO

In cerca di... domande!

Alle domande più frequenti,/ alla paura, alla necessità,/ alla bellezza di un tramonto, / al mio bisogno di semplicità / A quello che non so capire, / a tutto quello che verrà... / Gli alberi, le foglie, il sole, un temporale / e io cerco una risposta.

Come diceva Carl Gustav Jung, «io sono una domanda per il mondo». Per quanto possiamo, talvolta, lasciarci sopraffare da quell'arida indifferenza che sembra diventata la cifra distintiva del tempo presente, non potremo mai mettere completamente a tacere il nostro bisogno di interrogare la realtà che ci circonda. La bellezza mozzafiato di un tramonto, la profondità degli spazi siderali, il mistero della vita che rinasce, il senso ultimo del nostro essere nel mondo: ogni cosa intorno a noi accende la nostra curiosità, interpella la nostra intelligenza, suscita in noi domande irriducibili che si scontrano con l'imperscrutabilità dell'esistenza. Un'insaziabile attitudine interrogante che è propria dell'uomo nella sua stessa essenza e che lo ha accompagnato lungo i secoli, alimentando il suo desiderio di sapere e di conoscenza.
Eppure nella presente fase storica, in cui pure sembrano moltiplicarsi le possibilità di accesso alle risposte, si ha spesso l'impressione che siamo sempre meno abituati a porre e a porci domande che siano davvero audaci e significative. Ciò è vero soprattutto per i giovani adulti che, a dispetto dell'inquietudine profonda che non di rado sperimentano nella loro quotidianità, sembrano aver rinunciato a portare il peso di un interrogarsi cui non riescono a dare uno sbocco positivo. Di fronte alla complessità crescente e alla scarsa intelligibilità della realtà che li circonda, in molti faticano a costruire ipotesi e schemi interpretativi efficaci, e preferiscono pertanto evitare di sollevare quesiti di cui non conoscano già a priori la risposta, confermandosi nella convinzione che l'esercizio del dubbio è un'azione pericolosa e destabilizzante.
Questo dipende, forse, dalla difficoltà a formulare le proprie domande in modo corretto e costruttivo, giacché il modo in cui gli interrogativi vengono posti è determinante per la possibilità di pervenire ad un risultato convincente. Ma, soprattutto, è il frutto dell'incapacità di tanti giovani di accogliere la propria inquietudine come il segnale di una ricerca di senso matura ed esigente, protesa ad andare alla radice delle cose per illuminare l'esistenza nel suo complesso.
Se è vero, infatti, che la realtà è irriducibile ad una spiegazione univoca e schematica e che i quesiti fondamentali che agitano il cuore sono spesso privi di una soluzione definitiva e pacificante, non si può però dimenticare che una delle conquiste più impegnative dell'adultità è proprio la consapevolezza che le sole risposte realmente utili sono quelle che propongono nuove domande. Ogni risposta rappresenta sempre, che ci piaccia o meno, un protendersi verso un'ulteriore domanda, un affacciarsi su ipotesi nuove ed impensate, un proiettarsi su un diverso sistema di significato. E anche se questo può apparire un cammino problematico e faticoso, costituisce altresì uno stimolo a non accontentarsi mai di spiegazioni affrettate e superficiali e a riattivare il desiderio di allargare i propri orizzonti di senso e mettersi in marcia nella ricerca della verità.
Come ha ammonito qualcuno un po' di tempo fa: «Vivi le domande ora. Forse poi, in qualche giorno lontano nel futuro, inizierai gradualmente, senza neppure accorgertene, a vivere a tuo modo nella risposta».

A tutto quello che non basta,
a tutti gli alibi, alla verità,
a quello che non hai mai chiesto,
ad ogni dubbio che si accenderà.
Al cielo azzurro dietro a un vetro,
ad uno sguardo che si è perso ormai,
all'innegabile paura
che questa vita non mi basterà...
Gli alberi, le foglie, il sole, un temporale
e io cerco una risposta,
cerco una risposta.
La strada dove ogni cosa va a finire
troverò tra le tue braccia...
La strada dove ogni cosa può cambiare
troverò, troverò.
Cerco una risposta...
A tutto quello che non resta,
a quello che poi si dimentica,
ad un'idea che gira in testa,
a cosa chiede il mio DNA.
Alle domande più frequenti,
alla paura, alla necessità,
alla bellezza di un tramonto,
al mio bisogno di semplicità.
A quello che non so capire,
a tutto quello che verrà...
Gli alberi, le foglie, il sole, un temporale
e io cerco una risposta,
cerco una risposta.
La strada dove ogni cosa va a finire
troverò tra le tue braccia...
La strada dove ogni cosa può cambiare
troverò, troverò.
Cerco una risposta...

(Samuel, La risposta, 2016)