I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

CREATIVITÀ SALESIANA

SOPHIE LAURINGER TESTO E FOTO DA DON BOSCO MAGAZIN

(Traduzione di Marisa Patarino)

Il Don Bosco di Mattersburg e il Bar Savio

Nella regione del Burgenland, in Austria, c'è un Salesiano che non è un Salesiano. E la sua vita è un grande dono per tanti giovani nel nome di san Domenico Savio.

Don Günther Kroiss, nato nel 1970, lavora da diciassette anni a Mattersburg, una cittadina di 7300 abitanti vicino a Eisenstadt, il capoluogo della regione. Vienna dista poco meno di un'ora d'auto. Qui don Günther Kroiss, che naturalmente tutti conoscono, ha trovato il senso della sua vita.
La felicità di aiutare i giovani. E a Mattersburg ci sono tanti bambini e giovani che hanno bisogno di aiuto. Günther è qui per loro. Ha fondato l'Associazione Savio e coordina l'attività socio-educativa a favore dei giovani insieme a molti collaboratori.
Che ruolo ha qui don Bosco? Per un anno Günther ha seguito un percorso di formazione con i Salesiani a Benediktbeuern, in Baviera. La pedagogia della ragione, della religione e dell'amorevolezza di don Bosco, il Santo dei giovani di Torino, lo ha subito convinto. Perché non è entrato nella Congregazione Salesiana? «Monsignor Iby, che all'epoca era il nostro vescovo, mi chiese di assumere l'incarico di direttore spirituale dei giovani della diocesi e dunque avrei potuto lavorare secondo la tradizione di don Bosco».
E Günther prese sul serio questo impegno.

“I pilastri dell'associazione Savio sono sostenibilità, fratellanza, carità, consapevolezza”. Günther Kroiss

Oggi visitiamo l'Associazione Savio nella cittadina di Mattersburg. Il nome ricorda uno degli allievi più famosi di don Bosco: il giovane Domenico Savio è stato un buon amico per tanti e ha offerto un grande aiuto (si veda il riquadro). I progetti dell'Associazione cercano di seguire questo esempio: il “bar-studio” è aperto tre giorni la settimana. Quando lo visitiamo, i locali sono freddi. Günther non ha tempo per un saluto più prolungato, perché per circa venti minuti cerca di organizzare la riparazione dell'impianto di riscaldamento per domani. Thomas, un ragazzo di vent'anni, assume il ruolo di guida e presenta il progetto del “bar-studio” con competenza e pazienza. I bambini stanno consumando uno spuntino salutare: mangiano carote e bevono tè caldo. «I ragazzi, le ragazze e i loro genitori ci sono molto grati per la nostra presenza qui», dice Thomas. «Fungiamo da collegamento tra la scuola e i genitori. Il tempo che trascorriamo qui è il miglior contributo che possiamo offrire». Un responsabile dell'Associazione aiuta una studentessa a calcolare il volume di una piramide a base quadrata. Un ragazzo corregge il suo tema, in cui alcuni errori sono contrassegnati in rosso. L'obiettivo del lavoro in questo centro, il “bar-studio”, consiste nell'aiutare i ragazzi a terminare l'anno scolastico con un risultato positivo, ad apprendere valori come la pulizia, la cortesia e l'attenzione. I ragazzi più grandi aiutano i più giovani: anche questo è un principio di don Bosco. Inoltre, l'Associazione Savio contribuisce all'integrazione di bambini e giovani provenienti da tutto il mondo. Thomas esamina l'elenco dei giovani iscritti e spiega: «Assistiamo allievi provenienti dalla Turchia, dalla Bulgaria, dall'Ungheria, dall'Iran, dalla Slovacchia, dall'Egitto, dalla Macedonia, dalla Georgia, dalla Siria e dalla Thailandia».
Il bar-studio si trova a pochi minuti di distanza a piedi dal Centro Savio. L'Associazione ha rilevato cinque anni fa un bar ubicato in una vecchia casa ebraica nel centro di Mattersburg. Il bar è un luogo di incontro per i giovani ed è utilizzato per vari eventi. L'arredamento è gradevole e colorato: solo il ritratto del guerrigliero comunista Che Guevara non è più visibile. È stato sostituito da uno stendardo di don Bosco, che Günther stesso si è procurato dai Salesiani. Dieci giovani gestiscono il bar e sono visibilmente contenti. Per loro è un'opportunità per mettere a frutto i loro talenti e per acquisire competenze nell'ambito della gastronomia. Il tè allo zenzero è servito insieme a un biscotto al farro. Il menu dei cocktail è inappuntabile, il vino naturalmente proviene dalla regione e piccoli snack sono preparati nel bar stesso. Günther parla con i ragazzi della vendita dei biglietti per la lotteria di Natale.
Ricorda il ritiro con il Salesiano don Rudi Osanger e Maria Theres Welich della Casa Don Bosco di Vienna a cui il gruppo è invitato fra tre settimane. Durante la visita guidata dell'ampio locale, Günther spiega: «Abbiamo qualche problema per la nostra Associazione, la cui soluzione non sarà immediatamente affrontata a livello regionale. I pilastri dell'associazione Savio sono sostenibilità, fratellanza, carità, consapevolezza».
Dove è nata l'attenzione per il mondo del sociale a cui il sacerdote si sente chiamato? «Penso di averne fatta esperienza a casa, nella mia famiglia di origine. I miei genitori hanno sempre offerto il loro aiuto. Quando c'erano profughi bisognosi di aiuto, trovavano ospitalità da noi». La peculiarità dell'Associazione di Mattersburg è certamente la partecipazione dei giovani: «Come avveniva al tempo di don Bosco e del suo allievo Domenico Savio, affrontiamo insieme le varie situazioni e restiamo uniti anche quando si presentano difficoltà». È questa la ragione per cui i due Santi sono stati scelti come protettori dell'istituzione, cui è stato dato il loro nome. Günther spiega che i nomi sono stati scelti per il loro significato: «Per don Bosco era anche molto importante la fiducia in Maria. Qui è più difficile stimolare l'attenzione per la Madre di Dio. Ci sto ancora lavorando», dice Günther sorridendo.