I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LE CASE DI DON BOSCO

MARIAGRAZIA NUCERA

Un faro salesiano brilla a Bova Marina da 120 anni

Storia di un'opera salesiana amata e salvata più volte dalla gente.

Bova Marina 1898. Non esiste ancora un comune ma solo un esiguo numero di povere case di pescatori disseminate lungo le sponde del torrente Siderone e lungo il litorale del mar Jonio, ma lo spirito di don Bosco e il carisma salesiano già aleggiano nell'aria nel piccolo centro della Magna Grecia.
Si può ben immaginare che la realtà bovese di fine '800, appaia molto simile a quella che ispirò l'operato di don Bosco a Torino: una realtà intrisa di povertà spirituale e materiale, costituita da gente umile, da pescatori e uomini della terra, analfabeti e con difficoltà sociali dovute alla realtà del tempo.
L'attenzione dei Salesiani si rivolge alla Calabria con don Rua che sentiva forte il desiderio di aprire qualche Casa nel nostro territorio e l'occasione fu offerta da monsignor Raffaele Rossi, vescovo di Bova (comune dell'entroterra e distinto da Bova Marina), una Diocesi piccola ma antica. Monsignor Rossi, per rinnovare il clero bovese e incrementare gli studi ecclesiastici in Diocesi, oltre che per offrire un'opportunità di crescita alla popolazione, pensò ai Salesiani di don Bosco.
Don Rua visitò la Calabria ben due volte, nel 1900 e nel 1906; in questa seconda occasione, accompagnato dall'Ispettore don Francesco Piccollo, durante un viaggio in treno raccomandò: “Don Francesco apri più case che puoi in Calabria. Ce n'è un gran bisogno” don Rua infatti intuiva i gravi problemi della Calabria ed aveva a cuore questa regione.

Un santo vescovo salesiano
Tuttavia la gioia della presenza salesiana viene turbata dieci anni più tardi a seguito del terremoto di Reggio-Messina del 1908 che distrusse interamente le città dello Stretto, causando molte vittime. Il terremoto danneggiò anche il Seminario distruggendone un'ala. L'Ispettore dell'epoca, viste le condizioni in cui vivevano i Salesiani - assenza di acqua potabile, strada dissestata che portava al paese - era deciso a chiudere la casa. L'amore che univa i bovesi ai Salesiani era però molto forte. La popolazione si impegnò in prima persona per migliorare il Seminario e le condizioni dei suoi sacerdoti e la partenza dei Salesiani, per la gioia dei bovesi, fu scongiurata.
Nel 1933 papa Pio XI decise di assegnare un Vescovo Salesiano, monsignor Giuseppe Cognata ad una Diocesi dove dal 1898 i Salesiani dirigevano il Seminario Vescovile e le Figlie di Maria Ausiliatrice l'Orfanotrofio “Caterina Marzano” dal 1919.
Le peripezie dei Salesiani in terra bovese non sono però concluse. Siamo nel secondo dopoguerra e Bova ha subito dei pesanti bombardamenti. Non mancavano i disagi e le difficoltà e c'era una condizione oggettiva di grande povertà. L'Opera di Bova Marina necessitava di una svolta e l'artefice fu don Luigi Alessi; viste le disastrose condizioni dell'edificio del Seminario urgeva prendere una decisione per modificare la situazione. Con il consenso dei Superiori, nell'autunno del 1947 il Seminario viene chiuso. Sorge quindi il dubbio se chiudere definitivamente l'Opera o trasferirla in un nuovo edificio, lo spettro della chiusura ritorna.
Ancora una volta la popolazione si mobilita, viene creato un Comitato femminile pro erigenda opera, per dare una casa ai Salesiani nel centro della cittadina. Nell'aprile del 1949 si avviano i lavori per la costruzione della nuova casa salesiana con la posa della prima pietra fatta da monsignor Antonino Lanza.
In quella circostanza, lo stesso ispettore don Antonio Toigo riconoscerà pubblicamente che “lo sviluppo dell'Opera è tutto merito della cittadinanza, la quale si è stretta attorno ai salesiani, i quali con l'aiuto di Dio hanno potuto realizzare quello che sembrava impossibile”.
Sembra proprio che Bova Marina e i suoi Salesiani siano sotto la protezione di don Bosco e don Rua (che oggi è cittadino onorario di Bova Marina).
Da questo momento in poi i Salesiani a Bova Marina sono come un faro luminoso: con la Scuola Media e ginnasiale (chiusa nel 1964) e con l'Oratorio, forgiando le menti di generazioni di bovesi, i quali ancora oggi testimoniano che, se non fosse stato per l'apostolato dei Salesiani e per l'istruzione fornita alla gioventù bovese, di certo non sarebbero potuti diventare adulti istruiti, professori, giudici, dottori.

Un'altra musica
In 120 anni l'Opera Salesiana di Bova Marina è cresciuta! Nonostante le difficoltà economiche della terra di Calabria, è forte l'impegno salesiano per offrire ancora un pezzo di paradiso alle nuove generazioni. Numerose sono le attività che i Salesiani svolgono a favore dei giovani di Bova Marina e dei paesi limitrofi, diventando un punto di aggregazione sociale e culturale per l'intera area Grecanica.
Le attività sportive di calcio e pallavolo, soprattutto in questo anno in cui la PGS festeggia il 35° anno di fondazione, attirano la partecipazione di numerosi ragazzi, grazie anche agli appuntamenti annuali in onore di don Rua “Don Rua Day” e di don Bosco “Together for Don Bosco” che vedono i cortili e i campi popolarsi di giovani sportivi provenienti anche delle squadre del circondario. Un appuntamento atteso è la Festa della Comunità, nei giorni di maggio in cui si celebra la Festa di Maria Ausiliatrice. Una settimana ricca di appuntamenti, la DB. Bike, una passeggiata ecologica in bicicletta per le vie del paese, la Mary's Cup, tornei di calcio, volley e dama e il Festival della Canzone Oratoriana che vede avvicendarsi sul palco giovani cantanti ma anche genitori intraprendenti.
Come diceva don Bosco “un Oratorio senza musica è come un corpo senz'anima” e nell'Oratorio di Bova Marina la musica la fa da padrone, grazie all'intuizione saggia dei Salesiani che sono stati nella nostra Opera e che da sempre hanno educato le generazioni alla musica. Nasce così nel maggio 2005, con la collaborazione del musicista Tony Cercola, il progetto “Inventa un'altra musica” per aiutare le popolazioni del Madagascar: un cd di canti per l'animazione composti dal giovane direttore dell'Oratorio, don Natalino Carandente, cantati e suonati dagli abili animatori.

La Bibliopedìa
Un'altra importante attività svolta nell'Oratorio è quella di Biliopedìa (biblio=biblioteca, e pedìa= bambini in greco). La Biblioteca Salesiana nasce negli anni '70-'80 da un gruppo di Giovani Salesiani Cooperatori e riprende vita nel 2015 sempre sulla spinta di giovani Salesiani Cooperatori. Bibliopedìa, oltre al prestito libri e ai caffè letterari con la presenza degli autori dei testi presentati, si fa promotore del progetto annuale #IoCiCredoIoCiSono, arrivato alla seconda edizione, in collaborazione con gli Istituti superiori e con le Associazioni del territorio. Avvalendosi della partecipazione di professionisti, nella sua prima edizione “Percorso di legalità per dare un senso al futuro” ha trattato temi di bullismo, legalità, violenza di genere; in quella attuale “Vivere lo sport per prepararsi alla vita” tratta l'importanza dello sport nell'educazione, nella crescita e nella salute dei giovani, sulla scia del 35° anniversario della PGS dell'Oratorio.
Bibliopedìa è inoltre partner di Nati per Leggere, un programma nazionale di promozione della lettura rivolto alle famiglie con bambini in età prescolare, di cui Bova Marina è il secondo Punto Lettura in tutta la Calabria.

Iamu ntè previti
Arriviamo ai nostri giorni e la paura della chiusura riappare. Siamo nel novembre 2017, la Comunità di Bova Marina viene posta a discernimento per un anno: ancora una volta bisognerà decidere se i Salesiani hanno, dopo più di un secolo, significatività per la cittadinanza. I bovesi e tutti i membri della Famiglia Salesiana (Salesiani Cooperatori, l'Unione Ex-Allievi ed Ex-Allieve, l'ADMA), ancora una volta non si danno per vinti. Forti del legame con i Salesiani e dell'amore per don Bosco, si uniscono, fanno squadra o meglio fanno Famiglia, e riescono a far parlare il loro cuore, trovando il cuore attento all'ascolto dell'Ispettore don Angelo Santorsola e del Consiglio Ispettoriale.
In un territorio non semplice come quello calabrese, in un piccolo comune commissariato dove davvero non c'è quasi nulla, i Salesiani hanno ancora significatività! I Salesiani per i bovesi sono un porto sicuro e un faro nella notte, metafora significativa per una cittadina in riva al mare. I momenti difficili del nostro paese, come lo scioglimento del Comune e le difficoltà che giornalmente viviamo nella nostra bella Calabria, come la disoccupazione giovanile, non hanno fatto altro che legare, ancora di più, i Salesiani ai bovesi perché in Oratorio ci sarà sempre un volto amico, una parola di incoraggiamento, una pacca sulla spalla e perché... “iamu ntè previti” (andiamo dai Salesiani) resterà sempre la più bella conclusione di una giornata!