I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LE COSE DI DON BOSCO

B.F.

La pentola del signor Olive

Sono un nobile e grosso “chaudron”, un pentolone per voi, fatto di ottimo rame luccicante, che faceva una figura nobile ed emozionante nella cucina della villa dei signori Olive a Marsiglia.
Avevo fatto bollire anche un intero cinghiale, debitamente e squisitamente insaporito, per un pranzo di nobili gentiluomini con le loro consorti.
Venivo usato solo nelle grandi occasioni, naturalmente. Una di queste, grazie alla mia capienza, era l'annuale visita dei ragazzi dell'Oratorio Salesiano San Leone di Marsiglia. Molti ragazzi erano orfani, poveri e venivano dai dintorni della città. All'Oratorio imparavano il mestiere di falegnami, calzolai e sarti. Erano sempre allegri, chiassosi e soprattutto affamati.
Per questo, ogni tanto, i buoni signori Olive invitavano tutti gli allievi del San Leone a fare una scampagnata nel parco della loro villa.
In quell'occasione, tutta la famiglia Olive, padre, madre e figli si vestivano da camerieri e servivano una buona cena a tutti i ragazzi.
Io venivo riempita fino all'orlo da una superba zuppa, ricca di profumo e di prelibatezze varie. Ricordo polpettine, funghi, frutti di mare e sapori davvero stuzzicanti.
Ma una volta, nel 1884, proprio mentre don Bosco era a Marsiglia, mi accadde un terribile incidente. Mentre i ragazzi giocavano nei giardini, la cuoca che doveva prepararmi, lavandomi ben bene, improvvisamente emise uno strillo e poi corse tutta affannata dalla signora Olive, gridando: «Signora, la pentola dove cuoce la minestra per i giovani, perde largamente e non riesco in nessun modo a rimediarvi. Dovranno stare senza minestra».
Era vero, purtroppo. Me n'ero accorta, ma non pensavo che la cosa fosse così grave. Avevo una brutta ferita e certamente avrei perso buona parte della zuppa.
La padrona, che aveva gran fede in don Bosco, ebbe un'idea. Mandò a chiamare tutti i giovani e: «Sentite, disse loro, se volete mangiare la minestra, inginocchiatevi qui e recitate un Pater, Ave e Gloria a don Bosco, perché faccia ristagnare la pentola».
I ragazzi ubbidirono con doppia devozione.
Avvertii una piccola scossa e la mia ferita si rimarginò immediatamente.
Ho sentito dire che quando gli raccontarono il fatto, don Bosco rise di gusto, dicendo: «Così, d'ora in avanti chiameranno don Bosco protettore degli stagnini (gli aggiusta pentole)!».

La storia
L'opera salesiana di Marsiglia ha una storia gloriosa di educazione e pastorale. Oggi è gestita in collaborazione con una fondazione. Fu proprio don Bosco che nel 1878 fondò la Scuola Tecnica di Rue Stanislas Torrents, dove si trova ancora (MB XVII, 55-56).