I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LA BUONANOTTE

B.F.

Una famiglia

Nel cuore di una vallata di campi, prati e boschi, in una casetta a due piani, viveva una famigliola felice. Erano tre, per il momento: una mamma, un papà e un bambino biondo di sei anni.
Al centro della valle scorreva un torrente allegro e tortuoso. La casetta sorgeva un po' isolata dal paese e così, la domenica, la famigliola si stipava in un'auto piccolina e andava a Messa nella chiesa parrocchiale. E poi mangiavano il gelato o la cioccolata calda, secondo la stagione.
La sera, nella casetta c'era sempre un po' di trambusto, perché il bambino, prima di andare a letto, trovava sempre qualche scusa, come contare le stelle o le lucciole o i quadretti della tovaglia.
Prima di addormentarsi tutti insieme pregavano. Un angelo del Signore, tutte le sere, raccoglieva le preghiere e le portava in cielo.
Un autunno, piovve per molti giorni. Il torrente si gonfiò di acqua scura. A monte, i tronchi e il fango formarono una diga che formò un lago limaccioso. Al tramonto, sotto la pressione dell'acqua, la diga crollò. La valle cominciò ad essere sommersa dall'acqua.
Il papà svegliò la mamma e il bambino. Si strinsero spaventati, perché l'acqua aveva invaso il piano terreno della casetta. E continuava a salire. Sempre più scura, sempre più veloce.
«Saliamo sul tetto!» disse il papà. Prese il bambino, che si avvinghiava silenzioso al suo collo, con gli occhi colmi di terrore e salì in soffitta e di là sul tetto. La mamma li seguì.
Sul tetto si sentirono come naufraghi su un'isoletta che diventava sempre più piccola. L'acqua continuava a salire e arrivò implacabile alle ginocchia del papà.
Il papà, si sistemò ben saldo sul tetto, abbracciò la mamma e le disse: «Prendi il bambino in braccio e sali sulle mie spalle!»
Mamma e bambino salirono sulle spalle del papà che continuò: «Mettiti in piedi sulle mie spalle e alza il bambino sulle tue. Non aver paura. Qualunque cosa capiti io non ti lascerò!».
La mamma baciò il bambino e disse: «Sali sulle mie spalle e non avere paura. Qualunque cosa capiti io non ti lascerò!».
L'acqua continuava ad alzarsi. Sommerse il papà e le sue braccia tese a tenere la mamma, poi inghiottì la mamma e le sue braccia tese a tenere il bambino. Ma il papà non mollò la presa e neanche la mamma. L'acqua continuò a salire. Arrivò alla bocca del bambino, agli occhi, alla fronte.
L'angelo del Signore che era venuto a prendere le preghiere della sera, vide solo un ciuffetto biondo spuntare dall'acqua torbida.
Con mossa leggera afferrò il ciuffo biondo e tirò. Attaccato ai capelli biondi venne su il bambino e attaccato al bambino venne su la mamma e attaccato alla mamma venne su il papà. Nessuno aveva mollato la presa.
L'angelo spiccò il volo e posò con dolcezza l'originale catena sulla collina più alta, dove l'acqua non sarebbe mai arrivata. Papà, mamma e bambino ruzzolarono sull'erba, poi si abbracciarono piangendo e ridendo.
Invece delle preghiere, quella sera, l'angelo portò in cielo il loro amore. E tutte le schiere celesti scoppiarono in un fragoroso applauso.

Cominciamo dai piccoli e salveremo il mondo.