I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LA LINEA D'OMBRA

ALESSANDRA MASTRODONATO

In caduta libera

«Seduto su una vita che non ha neanche più un briciolo di vita intorno / nemmeno a piangere riesco perché l'anima / si è sciolta dentro me, dentro me. / Nel domani non vedi, non speri / e tutto è come ieri».

Toccare il fondo è un'esperienza che, prima o poi, ogni giovane adulto si ritrova a vivere. Che sia l'esito di un fallimento professionale o della fine di una relazione amorosa o, più semplicemente, di un periodo di disorientamento esistenziale in cui l'amarezza per delusioni subite e opportunità mancate e l'incertezza del futuro sembrano sopraffarci, tutti sperimentiamo, nel difficile cammino verso l'adultità, momenti di disperazione profonda che faticano a trovare espressione a parole. Non è facile dar voce a quella sgradevole sensazione di essere imprigionati nel fondo buio e opprimente di un pozzo, senza alcuna via di scampo o prospettiva di salvezza; al senso di inadeguatezza e di impotenza che ci assale quando non riusciamo neppure a comprendere come abbiamo fatto a scivolare così in basso.
All'improvviso, tutto ci sembra privo di significato: gli sforzi fatti per costruire un progetto di vita e avvicinarci, giorno dopo giorno, agli obiettivi che ci siamo prefissati; le parole di incoraggiamento di chi ci è accanto in questo cammino quotidiano; persino gli sbagli che abbiamo collezionato nel nostro percorso e che, se vissuti in modo costruttivo, potrebbero diventare insostituibili maestri di vita. Ci abbandoniamo all'irresistibile tentazione di lasciarci andare, di sprofondare in un oblio sordo ed ineffabile, di ripiegarci su noi stessi e sul nostro dolore anziché tirarlo fuori e aprirci al mondo. Ci auto-convinciamo di non aver più nulla di buono da dare a chi cammina al nostro fianco e finiamo, così, con lo smarrire il dono più prezioso e vitale che siamo chiamati a custodire: la dimensione redentrice della speranza.
Riuscire a rialzarsi da questa condizione di prostrazione psicologica che, come una spirale discendente, ci trascina sempre più a fondo non è un'impresa semplice. È una sfida contro noi stessi e i nostri fantasmi interiori che richiede grande coraggio e la capacità di abbattere quei muri inespugnabili che abbiamo costruito a difesa delle nostre più recondite paure. Ma è proprio nei momenti di maggiore difficoltà, in cui siamo schiacciati dal buio più nero e ci sembra di non avere ormai più nulla da perdere, che la nostalgia della luce si fa strada più ardente dentro di noi e ci scuote più forte dal nostro torpore.
È allora che scopriamo di avere risorse impensate su cui far leva per rimetterci in piedi e chiamiamo a raccolta tutte le nostre energie per alzare lo sguardo oltre noi stessi e riprendere il cammino. È allora che impariamo a conoscerci più in profondità, a guardare in faccia le nostre paure e ad amarci di più, accettando anche le nostre povertà e debolezze. È allora che riconosciamo con gratitudine la presenza nella nostra vita di amici sinceri che non hanno paura di scrutare a fondo nel nostro buio per aiutarci a ritrovarci. È allora - e solo allora - che, sorretti e guidati da una consapevolezza nuova, possiamo dire di aver compiuto un passo decisivo sulla strada dell'adultità.

Com'è difficile sapere cosa dire
quando tocchi il fondo,
è difficile capire
ed evitare il male dentro te.
Viaggiando in mille posti dentro a polvere
che spazza ciò che urla intorno,
io mi rilasso, mi dimentico, mi spoglio, cancellando un po' di me.
Com'è difficile sapere cosa dire
quando tocchi il fondo,
gli sbagli fatti servon solo a risbagliare
se non hai che te.
Io perdo e, senza amici, spendo soldi,
spreco gli anni chiuso in questo pozzo,
dov'è impossibile persino immaginare
nella luce cosa c'è.
Nel domani non vedi, non speri
e tutto è come ieri.
E alle parole non credi,
trascini all'alba i tuoi respiri
e niente puoi più amare...
Com'è difficile sapere cosa dire
quando tocchi il fondo,
quando le mani sono solo roditori
e mangeranno te.
Seduto su una vita che non ha neanche più un briciolo di vita intorno,
nemmeno a piangere riesco perché l'anima
si è sciolta dentro me, dentro me.
Nel domani non vedi, non speri
e tutto è come ieri.
E alle parole non credi,
trascini all'alba i tuoi respiri
e resti in piedi, cammini,
cascando in tutti quei misteri.
E alle parole non credi, non credi, non cedi...
e niente puoi più amare, lo so...

(Enrico Nigiotti, Nel mio silenzio, 2015)