I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

COME DON BOSCO

PINO PELLEGRINO

RAGIONIAMO
Il picchio deve la sua salvezza al fatto di usare la testa. Vale anche per l'uomo. I goal della vita si fanno, utilizzando il cervello. Ragioniamo! È pericoloso lasciar vincere i folli!

3 La maggioranza ha sempre ragione?

Diciamo che questa è un'affermazione per nulla sicura. Con ciò non vogliamo negare che talora la maggioranza stia dalla parte della verità, ma affermare che abbia sempre ragione è una menzogna! Quanti errori sono stati compiuti dal maggior numero delle mani alzate!

Se la maggioranza avesse sempre ragione, Cristo, condannato dalla folla, sarebbe un malfattore; così pure Socrate, il grande filosofo greco accusato ingiustamente di corrompere la gioventù.
Insomma, la verità non è, automaticamente, in mano alla maggioranza.
L'acqua non diventa potabile perché un'eventuale maggioranza parlamentare decide di dichiararla tale aumentando il livello accettabile dell'atrazina.
Così il bambino non diventa persona solo dopo un certo periodo dal concepimento, perché in tal modo si è espresso il 51% dei partecipanti ad un referendum.
I ladri non diventano onesti se un'eventuale maggioranza dà un colpo di spugna al furto!

I valori inviolabili
Ecco, per venire subito al centro del ragionamento, noi crediamo che esista l'intoccabile, non soggetto allo spoglio dei voti.
L'uguaglianza, ad esempio, è un intoccabile.
L'uomo non diventa uguale ad un altro in seguito alla conta del numero delle mani alzate: ogni uomo è uguale a tutti gli altri indipendentemente dalla decisione o concessione di qualcuno.
La giustizia è un altro intoccabile.
Non è l'uomo che può stabilire ciò che è giusto, ma deve sottomettersi al Giusto. Quando gli uomini si arrogano il diritto di mettere le mani sulla giustizia a colpi di maggioranza, finiscono con l'imporre ad altri il loro punto di vista, ed allora la giustizia può diventare la più turpe violenza. La storia ce lo insegna in lungo ed in largo.
La verità è un terzo intoccabile.
La Terra non ruota attorno al Sole perché ormai tutti lo pensano, ma ruota perché questa è la verità verità che tale resterebbe anche se tutti pensassero il contrario.
Gli esempi di intoccabile potrebbero continuare, ma bastano i tre accennati per ricordarci della loro esistenza.
Certo siamo i primi a riconoscere che non sempre è facile cogliere ciò che ha valore in sé e per sé.
Ciò che abbiamo detto vuol essere, appunto, un invito ad approfondire per arrivare sempre più vicini alla verità.

Tre esempi
Per noi ciò che abbiamo detto vuole essere soprattutto un avvertimento a non fidarsi ciecamente della maggioranza! Subito tre esempi che ci interessano da vicino.
Se oggi la maggioranza dei genitori trasforma la festa del compleanno dei figli in nozze anticipate, noi ci mettiamo in minoranza perché, pur dissentendo da tutti, siamo convinti che non sia quello lo 'stile' pedagogicamente più accettabile per festeggiare l'arrivo al mondo del figlio.
Così, se oggi il primo giorno di scuola sta diventando per la maggioranza un'occasione per mettere in bella mostra l'attrezzatura scolastica dello scolaro, noi usciamo dal 'gregge' perché siamo convinti che non sia l'arredo perfetto a fare lo scolaro perfetto.
Se oggi troppi genitori sono più preoccupati di dare calorie che calore ai figli, noi ci comportiamo in modo opposto perché sappiamo che le carezze sono fattori di crescita più di tutte le Nutelle del mondo.
La radice del nostro modo di comportarci è una sola: la giusta convinzione che la maggioranza non ha sempre ragione! Oggi appartenere all'1% può essere una fortuna!

UNA STORIA ESEMPLARE: LO STRUZZO OLIVER
Uno struzzo austero e autorevole teneva lezione ai giovani struzzi sulla superiorità della loro specie su tutte le altre. «Siamo gli uccelli più grandi e perciò i migliori».
Tutti i presenti esclamarono: «Certo! Certo!» tranne uno struzzo pensieroso, un certo Oliver. «Noi non voliamo all'indietro come il colibrì» disse a voce alta. «Il colibrì perde terreno» replicò lo struzzo anziano. «Noi progrediamo, andiamo avanti». «Certo! Certo!» esclamarono tutti gli altri struzzi, tranne Oliver.
«Facciamo le uova più grandi e perciò le migliori» continuò l'anziano maestro. «Le uova del pettirosso sono più belle» disse Oliver. «Dalle uova di pettirosso escono solo pettirossi» replicò l'anziano struzzo. «I pettirossi si dedicano solo ai vermi dei prati e basta!».
«Certo! Certo!» esclamarono tutti gli altri struzzi, tranne Oliver.
«Noi camminiamo su quattro dita mentre all'uomo ne occorrono dieci» rammentò l'anziano struzzo ai suoi allievi.
«Ma l'uomo può volare stando seduto e noi non voliamo affatto» commentò Oliver.
L'anziano struzzo lo squadrò con occhi severi. «L'uomo vola troppo in fretta per un mondo che è rotondo. Presto raggiungerà se stesso con un gran cozzo posteriore, e l'uomo non saprà mai che ciò che l'ha colpito da dietro è stato l'uomo».
«Certo! Certo!» esclamarono tutti gli altri struzzi, tranne Oliver.
«Poi, in momenti di pericolo, possiamo renderci invisibili cacciando la testa nella sabbia» declamò il maestro. «Nessun altro lo sa fare».
«Come facciamo a sapere che non ci vedono se non vediamo?» chiese Oliver.
«Cavilli!» esclamò l'anziano struzzo, e tutti gli altri struzzi, tranne Oliver, esclamarono: «Cavilli!» senza sapere che cosa significasse.
Proprio in quel momento, maestro e allievi udirono uno strano rombo minaccioso, come un tuono che si avvicinava sempre più. Non era un tuono del cielo ma il rombo di un'immensa orda di rozzi elefanti in piena carica che, spaventati da nulla, fuggivano alla cieca. L'anziano struzzo e tutti gli altri, tranne Oliver, cacciarono immediatamente la testa nella sabbia. Oliver andò invece a ripararsi dietro una gran roccia poco distante e lì rimase, finché quella tempesta di animali fu passata. Quando venne fuori, vide davanti a sé una distesa di sabbia, ossa e piume: tutto quanto restava dell'anziano maestro e dei suoi allievi. Tanto per essere sicuro, Oliver fece l'appello, ma non ebbe risposta fino al proprio nome.
«Oliver» chiamò.
«Presente!» si rispose. E fu l'unico suono nel deserto.
Non subaffittate il cervello a nessuno. Non è l'ampiezza dell'«audience» a fare intelligente un'idea.