I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

TEMPO DELLO SPIRITO

B.F.

Un ritiro spirituale in casa

Fare una pausa scendendo un momento dal gran vorticare del mondo non è riservato solo ai monaci, ai credenti più impegnati o ai calciatori prima delle partite. Tutti noi possiamo trovare il tempo per “rimetterci in forma”, nel più bello dei santuari: casa nostra.

❒ PREPARARSI
La cosa più importante è «volerlo fare». Un atteggiamento mentale deciso: fermarsi un attimo. Smettere di fare, di muoversi, di agitarsi. Tirarsi un po' fuori dal mondo. L'unica complicazione può essere trovare il tempo giusto. Si tratta di organizzare un programma simile ad una giornata monastica, fatto di moduli non lunghissimi di meditazione, di preghiera, di attività.
Soprattutto, dobbiamo avere un profondo desiderio di sperimentare qualcosa di diverso, di pianificare una pausa che non è uno “smettere di fare”, ma un “fare diversamente”, per entrare simbolicamente in un nuovo spazio-tempo. Non siamo abituati a vivere questa sospensione del pensiero e dell'azione ordinaria. Quindi non sorprendiamoci se sorgono sentimenti di impazienza, fastidio o noia. La difficoltà fa parte del viaggio: aprire la porta allo spirito non è immediato.


❒ RESPIRARE
Tutto inizia con il respiro. Un uomo dichiarò: «Mia moglie morì durante l'attentato dellཇ settembre 2001. Ricordo che quando tornai a casa buttai tutto ciò che le apparteneva e che mi faceva pensare a lei. L'unica cosa che decisi di tenere fu una palla gonfiabile da spiaggia. Perché lì dentro c'era ancora il suo respiro».
Nella Bibbia leggiamo «Dio, il Signore, prese dal suolo un po' di terra e, con quella, plasmò l'uomo. Gli soffiò nelle narici un alito vitale e l'uomo diventò una creatura vivente». Dentro ciascuno di noi c'è il respiro di Dio. La piena coscienza di respirare è il nostro appuntamento con l'origine della vita e il suo autore. L'esercizio più semplice consiste nell'inspirare pensando «inspiro la forza» e poi espirando pensare «soffio via tutti i fastidi».


❒ LA PRESENZA
Il respiro c'è sempre. È sempre lì, insieme a noi. Come una risorsa sempre disponibile che ci aiuta a ormeggiarci nell'attimo presente. La respirazione è come un'amica sempre disponibile. Attenzione a non chiederle l'impossibile: inutile cercare di respirare per non sentire (stress, angoscia, paura, tristezza, rabbia). Occorre invece respirare per non farsi travolgere. Concentrarsi sulla respirazione così come si chiederebbe a un amico di restare al nostro fianco per affrontare una prova o una difficoltà. Nella consapevolezza del respiro possiamo sentire chiaramente la presenza di Dio che si apre una breccia negli ingombri del nostro interno.


❒ LEGGERE
Una volta che il corpo si è calmato e la mente si è calmata, possiamo leggere testi spirituali o poetici. Lo facciamo in compagnia di Dio. Raccomanderei un solo testo breve nello stesso giorno (salmo, parabola). Sedetevi e prendete la Bibbia in mano con attenzione e riverenza. Leggete molto lentamente il testo previsto. Lasciate che ogni parola scenda nel vostro cuore, cercate di assaggiarla, di gustarla, di ripeterla, finché essa giunge nel vostro cuore. E a ogni parola immaginate che Dio stesso la pronunci per voi. Se osservate una scena biblica, ad esempio un racconto di guarigione, immaginatela in modo concreto. Trasportatevi dentro la scena. Voi siete il malato che va verso Gesù o che Gesù tocca con amore.


❒ MEDITARE
Come primo testo provate la parabola della moneta perduta (Luca 15,8-10): «O quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lucerna e spazza la casa e cerca attentamente finché non la ritrova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, dicendo: Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la moneta che avevo perduto».
Immaginate la vostra vita come una casa. Dove si trova la cosa più importante? Dove avete messo Dio?
Siamo brave persone, ma la disattenzione della nostra vita ci ha fatto perdere il nostro vero sé. Fare un ritiro significa andare alla ricerca dell'immagine di Dio dentro di noi. Dobbiamo innanzitutto accendere una lampada. Dobbiamo guardare nell'oscurità della nostra anima. Dobbiamo spazzare la casa. Polvere e sporcizia hanno nascosto l'immagine originaria di Dio dentro di noi.


❒ PREGARE
Dopo che avete meditato sulla vostra casa e l'avete percorsa con le vostre preghiere di fronte a Dio, provate a parlare ad alta voce con lui per mezz'ora. Presentate la vostra casa a Dio e spiegategliela. E domandategli che cosa ne pensa.
Cercate di immaginare che in questo momento Dio sia veramente presente, seduto davanti a voi. E ditegli tutto ciò che vi viene in mente. Chiedetevi: qual è l'autentica verità della mia vita? Qual è la mia situazione? Che cosa dovrei finalmente dire a questo Dio e che ho tenuto nascosto fino ad ora?


❒ LAVORARE
Dopo aver dedicato un po' di tempo alla lettura, alla meditazione e alla preghiera, potete sbrigare le faccende del giorno. La vita monastica unisce contemplazione e lavoro. Riordinare, spolverare, pulire, cucinare, questi atti automatici, quando vengono compiuti lentamente e sperimentandone le sensazioni, sono un modo per celebrare la vita, Dio e l'universo.


❒ MANGIARE
Per una volta, prestate attenzione alla consistenza, al colore e all'odore del cibo. Tenete presente che una semplice ciotola di zuppa preparata con cura, odore e gusto è una celebrazione della vita. Mangiate lentamente, in silenzio, provate gratitudine per ciò che masticate, compassione per tutti coloro che sono nel bisogno. Questo sentimento ha il valore della condivisione, rafforza il nostro sentimento di appartenenza alla comunità degli uomini. E ricordatevi sempre che, secondo la Bibbia, il mangiare insieme è il simbolo dell'Eucaristia e soprattutto del Paradiso.