I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

FMA

EMILIA DI MASSIMO

Accompagnamento
Voce del verbo esserci

Bussando di porta in porta, i giovani missionari si interessavano di conoscere coloro che avevano loro aperto, leggevano la Parola di Dio, condividevano alcune riflessioni, cantavano, facevano una preghiera in base alla realtà che trovavano, ringraziavano per l'accoglienza e proseguivano il cammino.

Con e tra i giovani della periferia
Era il 12 marzo 2017 quando fra' Felipe Gentil da Frota e monsignor Mário Antonio da Silva hanno ufficializzato un futuro arrivo nella città di Rorainópolis, Stato di Roraima, a nord del Brasile. La maggior parte della popolazione dello Stato è di origine migrante, proveniente da diversi Stati del Brasile. A Rorainópolis si concentra una grande percentuale di “maranhenses”, originari dallo Stato di Maranhão. Questi, come tanti altri, abitano lungo le strade della città, nelle vie “Vilas” e “Vicinais”. Come la stragrande maggioranza delle strade di Rorainópolis, esse non sono asfaltate e sono lontane dal centro urbano.
«L'attenzione alla vita interiore è il cardine sul quale la missione ruota», ci dicono suor Eliete da Silva Bezerra e suor Maria José Andrade de Souza, chiamate all'evangelizzazione con e tra i giovani della periferia. Sono loro i nuovi apostoli che dovevano arrivare per condividere con altri religiosi la missione che, prevalentemente, consiste nel condividere ed accompagnare la vita delle persone con la forza della propria umanità.
Data la scarsità di operatori di pastorale preparati, le suore preparano i fidanzati al matrimonio, gli adulti ai Sacramenti e aiutano nella catechesi dei bambini; catechesi e giovani sono le priorità assunte dall'Assemblea diocesana.

I nipoti leggono e i nonni spiegano
Favorire la vita cristiana e l'inserimento attivo di molti è un'esigenza primaria della comunità, in quanto è frequente la seguente situazione: una bambina di 11 anni e un adolescente di 15, studenti, non hanno ancora ricevuto i sacramenti. I loro nonni sono analfabeti e non sanno leggere ma sono gli animatori della comunità ecclesiale. I due adolescenti, durante gli incontri di catechesi per altri bambini, fanno la lettura dei testi e i nonni spiegano il testo a tutti.
Quando arriva l'inverno, alcune strade non permettono alla gente di transitare, la partecipazione dei destinatari viene meno e nei missionari nasce maggiormente l'impegno di esserci: si cerca di agevolare la partecipazione dei giovani organizzando giornate di ritiro per i gruppi della Cresima, visitando le famiglie, svolgendo la catechesi. Ogni attività si conclude con un momento che desidera far vivere concretamente il cuore oratoriano di don Bosco e di Madre Mazzarello.

La Settimana Missionaria Giovanile
Insieme all'équipe locale sono state promosse ulteriori attività che hanno generato molta adesione da parte dei giovani: l'Alba giovanile, la Gimcana biblica, la Giornata Nazionale della Gioventù, la drammatizzazione della Via Crucis. Dopo un anno di cammino è stato possibile realizzare, con i giovani della scuola secondaria di secondo grado e con gli universitari, la “Settimana Missionaria giovanile” dopo aver approfondito il documento “La gioia del Vangelo”, i ragazzi sono partiti per visitare i quartieri “Portelinha” e “Invasão”, ancora in formazione e privi di comunità ecclesiali.
Bussando di porta in porta, i giovani missionari si interessavano di conoscere gli abitanti della casa, leggevano la Parola di Dio, condividevano alcune riflessioni, cantavano, facevano una preghiera in base alla realtà che trovavano, ringraziavano per l'accoglienza e proseguivano il cammino. Un pomeriggio è stato dedicato alla visita all'Ospedale “Regional Sul”, dove i missionari hanno portato parole di conforto e di speranza agli ammalati.
Nella verifica della “Settimana Missionaria Giovanile” i ragazzi si sono espressi così: “Ho imparato molto e ho rinforzato il mio percorso di fede” “Ho toccato con mano i bisogni della gente, è stato bello trasmettere l'amore di Dio alla gente” “Ho conosciuto la realtà degli abitanti e questo ha rinforzato la mia fede e la fiducia nel gruppo”.
L'arrivo delle Figlie di Maria Ausiliatrice nella diocesi ha intensificato la vita missionaria, anche se sono ancora pochi coloro che spendono la propria vita per il bene degli altri in base alle necessità, come l'accoglienza e l'aiuto umanitario, la difesa dei diritti civili dei rifugiati venezuelani che sono entrati in Brasile proprio dalla frontiera dello Stato di Roraima.
Suor Maria José, coordinatrice dell'Area per l'Unità Pastorale della Regione Sud dello Stato, ci dice: «Accogliere bambini, adolescenti, giovani e adulti è un segno credibile nella missione salesiana in mezzo a questa nuova frontiera nel Nord del Brasile. Molte sono le possibilità per l'inculturazione del Carisma: ascoltare la gente, in modo particolare, i giovani; animare l'Oratorio festivo; fare formazione nelle scuole pubbliche; elaborare progetti per migliorare gli ambienti, per avere dei sussidi formativi e anche professionisti che possano accompagnare i giovani e le donne che vivono nell'estrema povertà o che sono vittime della disoccupazione, che aiutino nello svolgimento delle attività missionarie.
La linfa del carisma salesiano di questa missione continuerà a crescere, perché ci sono ancora giovani che decidono di donare tutta la loro vita perché viva».