I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

A TU PER TU

BRIAN MUKUKA

Traduzione di Marisa Patarino

Salesiano in Zambia

Mi chiamo Brian Mukuka e sono un Salesiano originario del bellissimo Paese dello Zambia, nell'Africa centro-meridionale. Sono nato nella città di Kabwe, in una famiglia di cinque persone. Io sono il secondogenito. Sono un religioso appartenente alla Società di San Francesco di Sales, comunemente nota come Congregazione dei Salesiani di Don Bosco.

Il mio desiderio di servire Dio
Il mio desiderio di servire Dio è nato a casa dei miei genitori. Siamo una famiglia di cinque persone: i miei genitori sono stati grandi lavoratori (mio padre è già mancato) e hanno avuto tre figli. Io sono il secondogenito. Mio padre e mia madre hanno avuto un ruolo importante nella mia vita educandomi nella fede cattolica; mi hanno incoraggiato a partecipare alla Messa e sono diventato ministrante nella parrocchia di Santa Monica a Kabwe. All'epoca in cui prestavo il mio servizio di ministrante, partecipavo alle attività di vari gruppi della parrocchia e mi impegnavo nei gruppi giovanili; in seguito entrai a far parte del gruppo di responsabili dei giovani della parrocchia. Far parte di questo gruppo aprì il mio cuore all'amore per i giovani, a voler lavorare con loro e aiutarli a comprendere l'importanza e il significato di Dio nella loro vita e, più ancora, ad amare Dio più di ogni altra cosa. Mi domandavo però in che modo io dovessi vivere questo. Mentre compivo un percorso vocazionale, nel 2009, una domenica alcuni religiosi e alcune religiose visitarono la nostra parrocchia intitolata a Santa Monica per parlare delle vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa. Faceva parte di quel gruppo anche un Salesiano, che parlò della sua Congregazione, di come i Salesiani lavorino con i giovani e comunichino loro l'amore che nutrono per Dio. Rimasi colpito dalla sua testimonianza e parlai con la mia famiglia del desiderio che sentivo di diventare Salesiano, dopo che avessi terminato i miei studi. I miei famigliari pensavano che io scherzassi. Nel 2011 presentai la mia domanda di ammissione ai Salesiani, che mi risposero accettando la mia richiesta, purché i miei genitori esprimessero il loro consenso. Sebbene io temessi la loro reazione, mi rivolsi subito ai miei genitori, che continuavano a pensare che io stessi scherzando. Mostrai dunque loro la lettera che avevo ricevuto e rimasero sorpresi. A distanza di due giorni pensai che i miei genitori se ne fossero dimenticati, perché non mi avevano detto nulla; quella sera prima di cena mi chiamarono ed espressero il loro pensiero. Ricordo ancora le loro parole: «Se questo è ciò che vuoi fare per Dio, non abbiamo obiezioni. Ricorda che ovunque tu vada questa casa sarà sempre pronta ad accoglierti». Ne fui felice e ringraziai Dio per la loro risposta positiva. Pregai Dio affinché mi guidasse nel cammino della vita che avevo scelto per servirlo.

La mia formazione salesiana
Nel 2011 cominciai il prenoviziato, nel 2012 il noviziato e nel 2013, quasi alla fine del noviziato, emisi la mia prima professione religiosa come Salesiano di Don Bosco nello Zambia, nella comunità ispettoriale con sede a Chawama. La mia scelta di essere Salesiano è motivata dal desiderio di dedicare la mia vita a Dio per aiutare i giovani a vivere meglio secondo lo stile di don Bosco, condividendo l'amore di Dio con i giovani, in particolare con i più bisognosi.

Il tirocinio pratico
La vita che ho condotto finora come Salesiano è stata meravigliosa e non mi rammarico di avere scelto questa strada. Tra le mie esperienze più significative nel corso del periodo del tirocinio pratico, ricordo che il primo anno sono stato nella Comunità salesiana di Kabwe, la mia città natale, dove lavorai in una scuola elementare chiamata Chiloto, nel territorio di Makululu. All'epoca, nel 2016, la scuola era all'inizio della sua attività. Alcuni allievi abbandonavano la scuola a causa di difficoltà finanziarie e per altri motivi; alcuni genitori non potevano permettersi di pagare le tasse scolastiche, alcuni allievi non avevano nessuno che pagasse per loro e dunque non andavano mai a scuola, altri genitori sostenevano le spese per un certo periodo, ma poi lasciavano i figli a casa promettendo loro che li avrebbero mandati nuovamente a scuola in seguito, ma non lo facevano e quindi alcuni ragazzi finivano per stare con i nonni e altri con i vicini, che a loro volta non potevano mantenerli. A scuola potevamo offrire agli allievi pasti e lezioni e per alcuni di loro il pasto che ricevevano a scuola era l'unico che consumassero nell'arco della giornata. Sebbene la loro condizione economica fosse molto modesta, erano felici, contenti di venire a scuola e molto attivi nelle attività proposte.
Nel corso del mio secondo anno di tirocinio pratico, nel 2017, lavorai ancora nella comunità di pre-noviziato salesiano di Chingola, in Zambia. Sebbene io fossi l'assistente dei pre-novizi, ero anche impegnato in altre attività all'interno della comunità, una delle quali era il progetto a favore dei ragazzi di strada, organizzato in collaborazione da Salesiani, Cooperatori ed Exallievi Salesiani ogni fine settimana e strutturato su varie attività: lezioni, sport e distribuzione di pasti. Sono sempre stato felice di lavorare con i bambini e i ragazzi. Ho imparato molto da loro. Sono rimasto sorpreso, apprendendo che alcuni di loro provenivano da famiglie distrutte: i genitori non si preoccupavano di loro, alcuni ragazzi avevano subito maltrattamenti in famiglia, alcuni erano stati mandati via da casa, altri non avevano una casa e parenti che si prendessero cura di loro e dunque la loro casa era lungo le strade, in cui rischiavano la vita. Ho riscontrato che sono felici di stare nelle strutture dei Salesiani di don Bosco e desiderano viverci, perché vi trovano pace, amore e le cure di cui hanno bisogno. Questo programma li aiuta molto anche per la loro vita. Alcuni tornano con le loro famiglie e vivono felici e contenti. Questa esperienza mi ha incoraggiato ancora di più a lavorare con i giovani e a essere uno strumento di Dio per migliorare la loro vita.

I giovani e la Chiesa Cattolica in Zambia
La situazione che i giovani vivono nello Zambia è stata una delle motivazioni che mi hanno spinto a voler diventare Salesiano. Mi pare che i giovani siano generalmente positivi, obiettivi, volenterosi e ambiziosi. Sognano in grande, desiderano una vita costruttiva, avere un buon lavoro che permetta loro di mantenersi, molti di loro sono timorati di Dio e rispettano i loro genitori. In genere all'interno della Chiesa i giovani sono i più attivi e partecipano a varie attività religiose. D'altra parte, in questo Paese ci sono meno opportunità di lavoro, sebbene i giovani amino studiare e sperino di trovare un lavoro dopo aver completato gli studi universitari. È triste che alcuni non terminino i corsi scolastici per vari motivi: mancanza di risorse per pagare le tasse scolastiche, gravidanze precoci per le ragazze, mancanza del sostegno della famiglia, per alcuni di loro l'uso di droghe e l'abuso di alcool. Altri giovani si impegnano poi nella politica per migliorare la situazione del Paese, che sembra instabile a livello politico ed economico. Il governo fa comunque il possibile per raggiungere la stabilità, impegnandosi per offrire opportunità di istruzione, lavoro, per realizzare strade ecc. Tutto sommato, lo Zambia è un Paese in pace e la vita della popolazione locale continua normalmente.
La Chiesa svolge un ruolo molto importante nella vita dei cittadini dello Zambia. La Chiesa è molto apprezzata dal governo e dalla gente dello Zambia; insieme al nutrimento spirituale della fede offre opportunità di istruzione a tutti i livelli, dai corsi professionali all'università e gestisce strutture sanitarie in tutto il Paese. Nello Zambia operano molte Congregazioni religiose cattoliche, locali e internazionali, tra cui i Salesiani di don Bosco che lavorano nelle parrocchie, nei centri giovanili, nelle scuole di ogni ordine e grado, sono presenti sia nelle città, sia in zone rurali e lavorano con giovani di condizioni economiche diverse, ma in particolare per i più bisognosi. Tra i giovani che lavorano con noi ho riscontrato amore e stima per i Salesiani dello Zambia: amano stare nelle strutture gestite da Salesiani, impegnarsi nelle attività proposte e alcuni desiderano diventare a loro volta Salesiani o entrare a far parte di altre Congregazioni e gruppi della Famiglia Salesiana, come le Figlie di Maria Ausiliatrice, gli Exallievi e i Cooperatori salesiani. Il loro entusiasmo per don Bosco è davvero incredibile e motiva a lavorare per loro e stare con loro.

La casa in cui vivo e le attività che svolgo ora
In questo momento frequento il primo anno di Teologia presso la Pontificia Università Salesiana di Roma, presso la Comunità Salesiana dell'Istituto Gerini. In questa Comunità internazionale regna un ottimo clima, grazie ai docenti e ai confratelli con cui studio. L'atmosfera è arricchita dalle varie culture presenti nella Comunità, dalle capacità e dalle iniziative molto varie, che mi aiutano ad acquisire una prospettiva globale della formazione e della vita salesiana in generale. Studiare all'UPS mi permette anche di ampliare i miei orizzonti nell'ambito degli studi, apprendendo e ascoltando diverse opinioni teologiche dagli studenti religiosi e laici con cui condivido il mio percorso. Anche l'Università è caratterizzata da un'atmosfera vivace e costruttiva: tutti gli studenti si sentono a casa e partecipano alle varie attività proposte. Sono anche impegnato nell'opera di apostolato, che normalmente svolgo il sabato e la domenica a San Basilio, una delle parrocchie di Roma.
Per tutto questo sia gloria a Dio e al mio don Bosco.