I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

CHE COSA PENSANO I GIOVANI

CLAUDIA GUALTIERI

Chi sono i nostri “Supereroi”?

Tutti, specialmente i giovani, abbiamo bisogno di modelli cui ispirarci, persone pronte a rischiare per salvarci, o semplicemente figure chiave nella nostra vita.

Benedetta, 15 anni
“Un po' tutti secondo me, infatti, abbiamo bisogno non solo di essere ascoltati ma anche di ascoltare”.

Il supereroe da cui prendo ispirazione in realtà è una supereroina: mia nonna. Ha i super poteri di ascoltarmi sempre e di darmi sempre molti consigli utili. Quando è venuto a mancare mio zio, io non avevo più la forza di fare nulla, così sono corsa da lei, ho iniziato a sfogarmi e lei ha saputo, come nessun altro, ascoltarmi, aiutandomi a superare quel momento difficile. La considero la mia supereroina perché mi aiuta sempre quando ne ho bisogno, mi dà la forza di andare avanti ed è sempre al mio fianco nonostante le sue condizioni di salute non siano favorevoli. Io vorrei essere come la mia nonna, una supereroina sempre pronta ad ascoltare e aiutare chiunque. Credo che anche i supereroi abbiano bisogno di avere qualcuno vicino, per questo anche io cerco, a modo mio, di stare vicina a mio nonna facendole capire che sono sempre con lei. Un po' tutti secondo me, infatti, abbiamo bisogno non solo di essere ascoltati ma anche di ascoltare, perché, ascoltando le persone, noi stessi possiamo imparare molte cose.

Valentina, 21 anni
“Non c'è bisogno di saper volare o sparare raggi laser dagli occhi per salvare una persona dal buio che la inghiottisce”.

Al momento nella mia vita non riesco ad attribuire il titolo di supereroe a nessuna delle persone che mi stanno accanto. Più che altro posso parlare di un ideale supereroe, della persona che spero di incontrare prima o poi nella vita; adesso non so dire con certezza chi sia. Lo immagino fragile e timido, ma allo stesso tempo in grado di proteggere se stesso e gli altri, più gli altri che se stesso a volte. Lui può sconfiggere le tristezze altrui con un semplice sguardo o una battuta. I suoi punti deboli sono chiudersi in se stesso e stare troppo male se quelli che ama si trovano in difficoltà. A volte ci protegge più di quanto dovrebbe e si dimentica di se stesso. Può sembrare un bambino ma non lo è non c'è bisogno che nasconda i suoi difetti, so che mi piacerebbero tutti quanti. Tutte le sue abitudini e i gesti più semplici che compie mi farebbero stare bene. Di questo lui non se ne renderà mai conto: la sua voce è un superpotere, basta che la ascolti per risollevarmi il morale. Ciò che lo rende eroico e speciale è semplicemente lui, se stesso. Così come è, è una forza della natura. Non c'è bisogno di saper volare o sparare raggi laser dagli occhi per salvare una persona dal buio che la inghiottisce. Quindi io vorrei essere per qualcuno, ciò che lui è per me. Vorrei avere la capacità di far star bene con una smorfia o una battuta. Non è difficile, ma neanche facile trovare una persona per cui vale la pena essere un supereroe.

“Non tutti gli eroi indossano una maschera”
(dal film “Batman” di Tim Burton)

Giuseppe, 19 anni
“Ecco, il mio supereroe è una figura che non ha un volto, ma è l'unione di tutti quei volti che hanno saputo migliorarmi la vita e indirizzare il mio cammino sulla giusta strada”.

Dopo averci pensato e ripensato non sono riuscito a trovare una sola figura che rappresenti, al meglio, ciò cui mi ispiro ogni giorno. Non è una figura ben precisa, ma l'insieme di tutte le esperienze che hanno riempito la mia vita fino ad oggi. Punto chiave della mia adolescenza è stato l'oratorio. Lì, ho incontrato persone più grandi che hanno saputo guidarmi nei momenti di difficoltà, ma anche ragazzi che mi hanno insegnato a guardare le cose in modo diverso; sono il simbolo dell'ingenuità, quella buona, che ti consente di mettere a nudo i tuoi sentimenti, senza filtri, di dire la verità senza pensarci troppo su. Ecco, il mio supereroe è una figura che non ha un volto, ma è l'unione di tutti quei volti che hanno saputo migliorarmi la vita e indirizzare il mio cammino sulla giusta strada. Vorrei poter essere il supereroe delle persone che incontro tutti i giorni, di chi ha bisogno anche solo di un sorriso, di chi ha bisogno di una parola di conforto e di chi sta attraversando un momento difficile, perché “fare del bene rende felici ed è contagioso”.