I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LE COSE DI DON BOSCO

JOSÉ J. GÓMEZ PALACIOS

La barca del Po

Ero solo un grosso barcone che serviva da traghetto sul fiume Po nella città di Torino. Ero un mezzo di trasporto rapido ed economico. Alla domenica, spesso, arrivava don Bosco con una banda di monelli. Di solito si mettevano a cantare. Erano così bravi che gli abitanti delle case sulla riva uscivano fuori e applaudivano.
Non tutto filava sempre liscio e, una volta, la banda del prete se la vide proprio brutta. Don Bosco, con un gruppo di ragazzini chierichetti e cantori, era diretto a un bel santuarietto sull'altra riva del Po. In quel momento, una squadraccia di piccoli delinquenti assediò il gruppo di don Bosco sbraitando che dovevano passare il fiume sulle loro barche. Il buon don Bosco, non potendo liberarsi da un'insistenza così sgarbata, vide per fortuna il mio barcaiolo e gli fece cenno di preparare proprio me. Don Bosco li fece salire in fretta, difendendoli dagli spintoni e dalle ingiurie di quei giovinastri.
Alcuni di quei manigoldi si erano addirittura mescolati ai ragazzi dell'Oratorio, già seduti nella barca, ma il mio padrone, senza tanti complimenti, afferratili ad uno ad uno per la camicia e per la pelle della schiena, li gettò sulla sponda. Di là, cominciarono a tirare sassi contro di noi.
Chierichetti e cantori si stringevano spaventati attorno a don Bosco. Alcuni piangevano. Era infatti un rischio molto serio. Le pietre fischiavano da ogni parte, sollevavano spruzzi nell'acqua e martellavano le mie fiancate.
Don Bosco era sereno come sempre e diceva ai ragazzi: «State tranquilli: nessuna pietra vi toccherà». E con grande meraviglia di quei piccoletti tremanti, ben presto si trovarono fuori tiro.
I giovani delinquenti continuarono con un subisso di urla, fischi e minacce: «Stasera ritornerete! Avrete da fare con noi!»
Tutto andò bene e don Bosco approdò con i suoi ragazzi.
Alla sera, ritornando a piedi, imboccarono il ponte. I ragazzi camminavano in fila serrata. La strada era sbarrata da un gruppo di dieci o dodici mascalzoni, che li fissavano in modo provocatorio. Don Bosco passò per primo in mezzo a loro, sereno e tranquillo come sempre, perfino benevolo. Non accadde niente. Come fossero trattenuti da qualcosa di misterioso, i ragazzacci fecero ala a don Bosco e ai suoi.

La storia
Nell'ottobre del 1842, don Bosco non ha ancora una sede fissa dell'Oratorio. Si ritrova con i suoi ragazzi in luoghi diversi di Torino. La chiesa della Madonna del Pilone e Sassi, sotto la collina di Superga, sono tra le sue mete preferite, sull'altra riva del Po (MB II, 111).