I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

IL LORO RICORDO È BENEDIZIONE

LA COMUNITÀ FILIPPINA DI TORINO

Don Giovanni Benna

Morto a Torino, il 17 novembre 2018, a 84 anni

Il saluto della comunità filippina di Torino al termine del funerale è stato commovente e profondamente sincero: «Carissimo Father Benna, per anni abbiamo parlato di questo momento: “Tutti saremo chiamati dal Signore un giorno, chi prima, chi poi, io probabilmente prima di tutti voi!”. Erano sempre le tue parole ai catechisti quando si parlava dell'importanza di arrivare preparati all'ultimo incontro con il Creatore. Dicevi sempre di essere pronto. In realtà a non essere pronti alla tua partenza eravamo noi. Fino alla fine hai trovato il modo di riunirci tutti insieme: mi ricordo di quando mi confidavi che non ti piacesse il fatto che ci fossero due feste per il tuo compleanno. “I am not happy that there are two celebrations for my birthday, I want you united” yan po ang sulat kamay niya sa homilya hinahanda niya para sa nakaraang linggo (questo è quanto ha scritto nell'omelia che preparava per la scorsa domenica)... Così il Signore, nel suo disegno perfetto, ci ha portato ad una celebrazione, con te, oggi qui nella nostra casa del San Giovannino: Tanti auguri don Benna!
Mi volgo indietro e capisco ora come il Signore abbia perfettamente disegnato il suo progetto di amore per noi e per le nostre famiglie filippine in questa città. Esattamente venti anni fa, nel settembre 1998, don Giovanni venivi accolto da don Mario Banfi, allora direttore di questa casa, ed entravamo nei locali del sottochiesa, ormai invecchiati dal tempo, ed insieme davamo inizio ad un'opera, che ben presto è divenuta comunità, e che oggi noi semplicemente chiamiamo FCT Family: la Cappellania Filippina di Torino.
Ed eccoci oggi, nel pieno delle celebrazioni per i vent'anni della Cappellania, a ringraziare il Signore per il dono grande che ci ha fatto nella persona di don Giovanni Benna, figlio di don Bosco e di Maria Ausiliatrice.
Eppure, nelle grandi cose che don Benna ha fatto, questa comunità e noi siamo una piccola parte: in questo momento a chilometri di distanza risuonano le campane dei trentacinque Barrios a Mayapa dove per quasi quarant'anni don Benna ha donato se stesso. Il nostro post sulla pagina Facebook della cappellania ha raggiunto le oltre centomila visualizzazioni: i ringraziamenti di filippini da ogni parte del mondo che hanno conosciuto don Benna, perché da lui sono stati battezzati, uniti in matrimonio, grazie a lui hanno conosciuto Gesù, si sono avvicinati alla Chiesa. In questo momento da Mayapa a Torino, i filippini ricordano con grande gratitudine il loro padre, insieme a molti salesiani filippini che in don Benna hanno trovato un padre, un maestro ed un amico.
Se c'è un segreto che in vent'anni ho constatato e imparato è la semplice capacità di don Giovanni di andare dal generale al particolare: don Benna conosceva le nostre famiglie, don Benna conosceva tutti i bambini che aveva battezzato, le famiglie che aveva unito in matrimonio, si ricordava di alcuni compleanni, si ricordava dei suoi gruppi.
In questi vent'anni, la Cappellania filippina è diventata un'istituzione, riconosciuta ora non solo a Torino, ma in tutta Europa, ed anche in tutto il mondo. Solo a Torino la comunità filippina si riunisce in una chiesa, dove i vari gruppi, spesso divisi in altre città, qui a Torino hanno una casa, una chiesa, una messa.
Ed è così che io desidero nuovamente ringraziare il Signore per il dono che ci ha fatto di don Benna, ricordando tre cose che lui sempre ci lasciava nei suoi tanti insegnamenti.
La prima. La vita ha un valore quando è donata. Ang buhay ay may halaga kapag ito ay inaalay: don Benna sapeva che molti filippini sono venuti a Torino per lavorare e per dare un futuro migliore alle proprie famiglie; ma al di là della motivazione economica, don Benna ci ha saputo dare una motivazione di fede: i filippini sono missionari in questa città. Ogni volta che vanno a lavorare presso i propri datori di lavoro nelle case italiane, ogni volta che i figli frequentano le classi del liceo, delle scuole medie e primarie, i filippini portano la fede, fanno conoscere Gesù. Questo è quello che don Benna ci ha ricordato e che noi dobbiamo ricordare.
La seconda. La comunità è una famiglia. A community should grow as family. I figli di questa comunità sono miei fratelli (in filippino li chiamiamo i bunso, i fratelli più piccoli), i loro genitori sono i miei genitori, i loro nonni sono i miei nonni. Noi siamo una famiglia, ed uniti, come si dice, si fa la forza.
La terza. L'amore grande che don Benna aveva in particolare per i giovani: mga kabataan, to all the youths out there... Non dimenticatevi mai le parole che don Benna ci ricordava: sognare alto! Esattamente come don Bosco sognava per i giovani. Ed è così che don Benna ci lascia con una sfida: tuloy ang laban, tuloy ng sama-sama, tuloy na nagkakaisa tayong lahat (avanti con la battaglia, avanti insieme, avanti uniti noi tutti). La sfida è quella di continuare a mantenere questa comunità viva e unita, e in particolare per amore dei giovani e delle prossime generazioni, figlie di filippini che vivono a Torino e che hanno un cuore che, grazie a don Benna, appartiene a don Bosco e che ama Maria Ausiliatrice.
Noi filippini siamo affidati a questa ispettoria e a don Bosco: e da qui noi ripartiamo».