I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LE COSE DI DON BOSCO

JOSÉ J. GÓMEZ PALACIOS

L'avventura delle campane di Maria Ausiliatrice

Mi chiamo Carola Francesca e peso 875 chilogrammi. Non sono una cicciona, anzi sono snella ed elegante, con una magnifica voce. Ho quattro sorelle straordinarie. La sorella che viene dopo di me pesa 750 chilogrammi e la più piccola, che si chiama Angela Giovanna, 250. Le nostre voci sono diverse, ma tutte sonore, cristalline e squillanti, con varie tonalità.
Perché siamo una famiglia di campane.
Eravamo nate nell'antica fonderia G.B. Mazzola e figli di Valduggia (Valsesia). Un bel giorno ci avevano portate a Valdocco, un quartiere di Torino, dove c'erano tanti ragazzi arrivati dalla Valsesia, come noi. Siamo state accolte da centinaia di ragazzi. Non dimenticheremo mai il sorriso di soddisfazione di don Bosco, il sacerdote che ci aveva fatte fare. Pensate che bello: facevamo parte del suo sogno. Proprio come la bella chiesa e il campanile a cui eravamo destinate: la chiesa di Maria Ausiliatrice.
Il 21 maggio 1868, festa dell'Ascensione del Signore, alle tre pomeridiane, cominciammo a renderci conto di quanto fossimo importanti. Arrivò addirittura un vescovo per benedirci solennemente.
Sul nostro elegante vestito di bronzo erano incisi fregi ed immagini, con due iscrizioni, dettate da don Bosco. La prima una invocazione, la seconda il nome della persona che aveva donato il denaro perché noi potessimo esistere.
Formavamo un concerto in mi bemolle. Era il primo nella città di Torino.
Certi bei motivi non venivano molto bene perché mancava qualche nota e allora nel maggio del 1870, arrivarono altre tre campane nuove e più piccole, dalla voce argentina.
Furono anni stupendi. Ogni colpo di batacchio era come un battito di cuore che lasciava nell'aria messaggi di vita, che poi fluttuavano sui tetti della città. Cantavamo la poesia del Natale, il dolore silenzioso della Vergine ai piedi della croce, la gloria della Pasqua.
Piangemmo con funebri rintocchi la morte di don Bosco e di don Rua, e di tanti salesiani di Valdocco. Ma poi piangemmo su noi stesse, perché dopo cinquant'anni ci misero in disparte, come ferraglia inutile.
Nel 1922, fummo sostituite da altre campane di maggiori dimensioni. Tre anni durò il nostro esilio, ma nel 1925 ritrovammo un campanile e una nuova chiesa e un quartiere popolare, di gente schietta e generosa: la nuova chiesa salesiana di Gesù Adolescente, nel Borgo San Paolo di Torino. Siamo ancora là, voce di Dio e di Maria.

La storia
Il 21 maggio 1868, giorno dell'Ascensione, vennero solennemente benedette le cinque campane da collocarsi sul campanile, e furono immediatamente sollevate sul campanile. Nel 1870 ne furono aggiunte altre tre. Nel 1922, furono sostituite dalle attuali di maggiori dimensioni (MB IX, 202-204).