I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LA STORIA SCONOSCIUTA DI DON BOSCO

FRANCESCO MOTTO

Quattro onomastici in dieci giorni...

E che onomastici! Don Bosco non dimenticava mai il giorno onomastico delle autorità religiose e dei benefattori, ma non si trattava delle tradizionali e generiche espressioni formali.

Don Bosco non dimenticava il giorno onomastico soprattutto delle autorità religiose e dei suoi grandi benefattori per inviare loro i più sentiti auguri. Ma non si trattava delle tradizionali e generiche espressioni formali, magari redatte su un elegante bigliettino. C'era ben altro in quelle letterine! Vediamone alcune, quelle di dieci giorni del solo mese di agosto 1884.
7 agosto: san Gaetano
Don Bosco è ospite da alcuni giorni del vescovo di Pinerolo. La calura di Torino gli è insopportabile, affaticatissimo ed anziano (69 anni!) com'è. Eccolo comunque prendere carta, penna e calamaio e scrivere al suo arcivescovo, cardinale Gaetano Alimonda: “Eminenza Rev.ma e a tutti i salesiani car.mo, oggi S. Gaetano, onomastico della E.V. avrei voluto non andare ma volare presso di Lei per esprimere i figliali affetti di questo mio povero cuore, ma io debbo limitarmi ad inviarle due messaggeri a fare le mie veci. Essi non possono portarle tesori materiali perché Ella non li desidera, e la nostra condizione ce ne rende incapaci. Le diranno invece che i Salesiani portano all'E.V. tutta l'affezione che i figliuoli possono portare al più benevolo dei padri”. Dopo ulteriori espressioni augurali e promesse di preghiere, don Bosco prosegue con una confidenza che certamente non aveva potuto coltivare con l'arcivescovo precedente, monsignor Gastaldi: “In particolare poi domandiamo unanimi e supplichiamo che voglia servirsi di noi in qualunque lavoro, in qualunque servizio spirituale o temporale in cui ci giudicasse capace. Non è vero che lo farà?”. Acquistata così la benevolenza del Cardinale, conclude a nome dell'intera famiglia salesiana sparsa nel mondo: “Le grazie del Cielo discendano copiose sopra di Lei e sopra tutta la venerata sua famiglia, mentre noi tutti salesiani, cooperatori e allievi dispersi in vari paesi d'Italia, di Francia, di Spagna e di America ci prostriamo umilmente ed invochiamo la sua Santa benedizione. A nome di tutti l'umile suo servitore... Sac. Gioanni Bosco”. Firmata la lettera si rende conto che con la sua pessima grafia - aveva gravi problemi di vista - forse ha mancato di riguardo nei confronti del suo illustre corrispondente, per cui aggiunge un commovente post scriptum: “Compatisca la mia povera scrittura”. Che cosa avrà pensato Sua Eminenza? Molto probabilmente si sarà commosso.
10 agosto: san Lorenzo
Pochi giorni dopo è la volta del cardinale Lorenzo Nina, protettore della Congregazione salesiana, con cui don Bosco da anni intratteneva relazioni epistolari: “Eminenza Reverendissima, in ogni tempo, ma specialmente nel giorno Onomastico dell'E.V. debbono i Salesiani unirsi in un cuor solo ed in un'anima sola per presentare alla sua augusta persona i sentimenti della comune gratitudine loro, per tanti benefizi che in questo anno si degnò largirci. Il maggior favore fu certamente la comunicazione dei privilegi dei Redentoristi. Questa concessione ha collocata l'umile nostra Congregazione in uno stato normale, e pose il mio cuore nella tranquillità da poter cantar il Nunc dimittis... La prego di gradire un Album in cui sono descritte le case della Congregazione tanto in Europa quanto in America. Copia identica sarà presentata al S. Padre pel giorno suo Onomastico”. Anche questa volta agli auguri don Bosco associa i sinceri ringraziamenti per quanto il cardinale ha fatto in favore dei salesiani e soprattutto gli esiti estremamente positivi della loro azione, grazie alla sua protezione.
12 agosto: santa Chiara
È il giorno onomastico di una benefattrice francese, la ricca signorina Clara Louvet, da don Bosco incontrata a Lilla e a Torino e da lui diretta spiritualmente attraverso decine di lettere. Due giorni prima - evidentemente la posta Italia-Francia viaggiava rapida - le scrive: “Mademoiselle Clara, Je suis ici a Pignerol pour soigner un peu ma paresse. L'Evêque pour moi est un digne père... Le 12 de ce mois tous les enfants et les prêtres prieront à votre intention. Que Dieu vous bénisse, que la Sainte Vierge protège vous, Mr l'abbé Engrand, vos parents, vos amis. Ainsi soit-il. Veuillez bien prier pour ce pauvre prêtre”. Poche parole, ma intense queste di don Bosco: ammalato, accolto benevolmente da un generoso vescovo per un periodo di riposo, unito ai suoi giovani prega per la giovane francese e per tutti i suoi cari, che lui stesso ha conosciuto l'anno precedente a Lille. Gli amici, anche se lontani, non li dimentica.
17 agosto: san Gioacchino
È l'onomastico di Gioacchino Pecci, papa Leone XIII. Don Bosco gli porge i suoi affettuosissimi auguri: ”Beatissimo Padre, In questo giorno faustissimo, B.P., consacrato alle glorie di quel Santo che ricorda il venerabile vostro nome, i Salesiani affezionatissimi ed obbligatissimi vostri figliuoli sentono il grave dovere di esternare in quest'anno la profonda loro gratitudine e la inalterabile loro riconoscenza verso di V.S. loro insigne benefattore. Voi ben lo sapete, o Beatissimo Padre, come l'umile nostra Congregazione mancasse di un segnalato favore, mancasse cioè di un forte vincolo che inalterabilmente la stringesse colla Santa Sede, e questo atto per noi tanto glorioso vi degnaste di compiere nel 9 maggio ultimo scorso”. Al dovere della riconoscenza don Bosco fa seguire ancora una volta un'impegnativa promessa: “Ora non resta altro che noi vostri Salesiani tutti ci uniamo in un cuor solo, in un'anima sola a lavorare pel bene di Santa Chiesa. È vero che nei difficili tempi che traversiamo e nella grande messe che a noi si presenta, appena possiamo chiamarci pusillus grex, tuttavia di tutto buon grado noi metteremo le nostre sostanze, le nostre forze, la nostra vita nelle mani di V.S. affinché come di cosa tutta sua, si degni servirsene in tutto quello che giudicherà tornare a maggior gloria di Dio nell'Europa nell'America e soprattutto nella Patagonia”.
Papa Leone XIII lo prese in parola. Varie volte non avrebbe mancato di “forzare la mano” ai salesiani, e al nuovo rettor maggiore don Rua in particolare, perché accettassero opere richieste dai governi in “terre di missione”. Anche se avevano mille ragioni per soprassedere, fecero ogni sforzo per accogliere gli inviti papali. Del resto, quante volte don Bosco aveva loro ripetuto: “ogni desiderio del papa per noi è un ordine”?
Le letterine di auguri di don Bosco sono un atto di squisita cortesia nei confronti del destinatario. Il corrispondente rimaneva emozionato all'idea che don Bosco lo aveva pensato, si era premurato di esprimergli i suoi sentimenti, pregustando il momento in cui il foglio di carta gli sarebbe arrivato nelle mani ed immaginandone le reazioni.