I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

COME DON BOSCO

PINO PELLEGRINO

RAGIONIAMO
Il picchio deve la sua salvezza al fatto di usare la testa. Vale anche per l'uomo. I goal della vita si fanno, utilizzando il cervello. Ragioniamo! È pericoloso lasciar vincere i folli!

1. La dinamite non serve, bastano le idee

Il tracollo morale che è sotto gli occhi di tutti, è la logica conseguenza del tracollo mentale.

Quando si dice 'ragionare', si parla di un verbo incandescente, dirompente. Non è un'affermazione d'un cervello a corto di ossigeno: quando la mente è sotto pressione (quando 'ragiona', appunto) produce 'materiale' che lascia il segno o nel bene o nel male.
Una cosa è certa: fino a questo momento non si è ancora trovato il pensiero inutile.
Ne era convinto, ad esempio, lo stesso Benito Mussolini, il quale, parlando del pensatore e uomo politico Antonio Gramsci era tassativo: «Bisogna impedire a quel cervello di pensare!».
In Russia (ci spiace portare un secondo esempio per nulla piacevole), dopo la morte di Stalin (1953) i dissidenti non venivano più spediti nei campi di concentramento, come prima, ma venivano rinchiusi in ospedali psichiatrici diagnosticando che le loro idee critiche nei confronti dell'utopia comunista erano sintomi di disturbi mentali.
Chiaro, no? Le idee mettono paura. È naturale che sia così: I pensieri fanno nascere le cose.
Forse non l'abbiamo mai pensato, ma i pensieri sono i veri protagonisti di tutto.

I piedi vanno dove li porta il cervello
Quelle che conducono il mondo non sono le locomotive, ma le idee”, notava già, a suo tempo, lo scrittore francese Victor Hugo.
Saper risolvere problemi nel più ampio senso della parola: in questo consiste concretamente l'intelligenza. È per questa capacità di risolvere una più vasta serie di problemi più rapidamente ed efficacemente di altre specie viventi, che l'uomo ha - almeno entro certi limiti - acquisito il potere di dominare il mondo.
La selezione naturale, ossia il processo per cui tutte le specie viventi si evolvono, è stata definita «la sopravvivenza del più adatto» ma sarebbe più esatto parlare di «scomparsa del meno adatto», dal momento che la natura non favorisce le specie più riuscite ma porta a rapida estinzione quelle incapaci di adeguarsi alle mutate esigenze ambientali.
I dinosauri vissero e prosperarono per milioni di anni, eppure, a quanto pare, scomparvero nel giro di una generazione quando il clima cambiò e le loro risorse alimentari incominciarono a scarseggiare. Lo sfortunato uccello dodo, con il suo corpo goffo e le sue ali inservibili, sopravvisse felicemente nelle isole Mauritius fino all'arrivo di predaci esseri umani che lo trovarono buono da mangiare. Incapace di lottare o di volare, la povera bestia scomparve, divorata via, dalla faccia della terra.
L'intelligenza, ovvero la capacità di imparare e di adattarsi; di fare scelte piuttosto che subirle; di risolvere e vedere i problemi, si è dimostrata la più efficace strategia di sopravvivenza mai conosciuta su questa terra. Essa potrà, certo, non risultare la strategia vincente a tempo indefinito, perché non appare troppo improbabile la possibilità di un autoannientamento della razza umana. Ma per quanto riguarda il passato, e per un futuro più ottimisticamente previsto, si tratta di un metodo indubbiamente efficacissimo per affrontare ogni sorta di mutamenti. Mutamenti così spettacolari che una specie dotata di minor flessibilità intellettuale sarebbe stata ormai da tempo sopraffatta.
Così la tragedia assurda, allucinante, dello squarciamento delle Torri Gemelle di New York (11 Settembre 2001) non l'hanno provocata gli aerei, ma la follia di cervelli plagiati.
Ecco; le idee fanno nascere le cose! Sta qui il loro potere dirompente.
Le camere a gas le hanno inventate coloro che le hanno pensate. Hitler ha solo aperto il rubinetto e acceso il fiammifero.
Insomma (e siamo al punto cui miravamo) la mancanza di teste ben fatte porta alla malora perché è pericoloso lasciar vincere i folli e gli stupidi.
A questo punto possiamo scoprire qual è la nostra interpretazione del mondo d'oggi: il tracollo morale che è sotto gli occhi di tutti, è la logica conseguenza del tracollo mentale!
In altre parole vogliamo dire che il dramma di fondo dell'oggi è il fatto che mentre le teste ben piene sono cresciute a dismisura, sono paurosamente diminuite le teste ben fatte.
Ecco perché quest'anno ci proponiamo di utilizzare queste pagine per chiamare in causa la mente dei lettori stimolandoli a ragionare.

La rana distratta
C'era una volta una rana che saltellava lieta tra fossi, risaie e fresche foglie di ninfea. Inseguendo un paio di ronzanti insetti volanti, arrivò balzo dopo balzo nell'aia di un cascinale. In un angolo discreto e riparato, la rana curiosa scoprì un pentolone. Saltò sull'orlo e vide che era pieno di acqua limpida e fresca.
«Una magnifica piscina tutta per me!» pensò.
Si tuffò con una elegante piroetta e, alternando tutti gli stili di nuoto in cui eccelleva, cominciò a sguazzare allegra e spensierata.
Ma una mano distratta accese il fuoco sotto la pentola. L'acqua si riscaldò pian piano. Presto divenne tiepida. La rana trovò la situazione piacevole: «Di bene in meglio! La piscina è riscaldata» e continuò a nuotare.
La temperatura cominciò a salire.
L'acqua era calda, un po' più calda di quanto piacesse alla rana, ma per il momento non se ne preoccupava più di tanto, soprattutto perché il calore tendeva a stancarla e stordirla.
L'acqua ora era davvero calda. La rana cominciò a trovarla sgradevole ma era talmente indebolita che sopportava, si sforzava di adattarsi e non fece nulla.
La temperatura dell'acqua continuò a salire progressivamente, senza bruschi cambiamenti, fino al momento in cui la rana finì per cuocere e morire senza mai essersi tirata fuori dalla pentola.
Immersa di colpo in una pentola d'acqua a cinquanta gradi, la stessa rana sarebbe schizzata fuori con un salutare salto da record olimpico.
Di questi tempi, la temperatura della stupidità sta pericolosamente aumentando. Saltiamo fuori finché siamo in tempo. Per farla breve: non c'è alternativa: o bolliti o pensanti!