I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

CHIESA

O. PORI MECOI

Don Bosco a Panama

Una magnifica avventura

La XXXIV Giornata Mondiale della Gioventù si terrà a Panama dal 22 al 27 gennaio 2019 e avrà come santo patrono don Bosco. Panama ha un amore molto particolare per don Bosco.
Durante la novena, in preparazione al 31 gennaio, la gente canta: “Don Bosco è di Panama e Panama è di don Bosco”.

I Salesiani arrivarono a Panama nel 1907, ma già il 2 gennaio 1888, due lettere erano arrivate sul tavolo di don Bosco. Una era del governo della Colombia, a cui Panama apparteneva, e la seconda era del vescovo, monsignor Peralta, che in buon italiano scriveva: «Oggi, ho avuto il piacere di incontrare i cari sacerdoti che vanno in Ecuador e avrei tanto desiderato, per un momento, poter avere l'autorità che lei ha su di loro, e poterne disporre a mio piacimento. Dopo che ho conosciuto questi buoni padri e fratelli, non ho potuto fare altro che innamorarmi di loro e desiderare che fossero il mio soccorso e un grande rinforzo per questa diocesi». Il vescovo si riferiva alla spedizione dei missionari destinati all'Ecuador, guidati da don Luigi Calcagno. Fu l'ultima spedizione inviata da don Bosco, che per telegramma ricevette la notizia che i primi salesiani erano arrivati a Guayaquil, Ecuador, la sera della sua morte. Raccontano le Memorie Biografiche (XVIII, 469): «Dalla Repubblica dell'Equatore giunse un telegramma che annunziava l'arrivo dei nostri a Guayaquil. Don Rua glielo disse, parlando come si fa con chi è duro d'orecchi. Sembrò a taluno di vedere ch'egli aprisse gli occhi e rivolgesse le pupille al cielo».
La risposta di don Rua fu negativa per la scarsità di personale.
Quattordici anni dopo, poco prima della separazione di Panama dalla Republica colombiana, fu proprio il governo di Bogotà che con la mediazione dell'ispettore salesiano della Colombia, don Aime, sollecitò la fondazione di una scuola professionale in Panama. Don Rua incaricò l'ispettore di prendere informazioni, ma scoppiò la rivoluzione che avrebbe portato all'indipendenza. Il governo della nuova Repubblica rinnovò la richiesta e don Rua designò nuovamente don Aime come “esploratore” e il suo parere fu assolutamente favorevole.
Finalmente, dopo tante vicissitudini, il Bollettino Salesiano di ottobre 1909 poté orgogliosamente annunciare: «Panama: il 15 agosto, grazie l'attività di apposito Comitato di Cooperatori Salesiani, si collocò la prima pietra di un Orfanotrofio in quella importantissima città del centro America. Era presente alla cerimonia l'eccellentissimo signor Presidente della Repubblica. Il verbale, posto nella prima pietra, venne firmato dalle Autorità e dai più ragguardevoli signori presenti; la benedizione fu impartita, in assenza di Monsignor Vescovo, dal reverendissimo Vicario della Diocesi. Anche la banda della repubblica, presente in grande uniforme, con gli accordi dell'inno nazionale aggiunse solennità alla cerimonia». L'anno dopo, l'ispettore don Misieri, scriveva: «E di Panama che dirò ? Qui don Bosco ha fatto veri prodigi, muovendo anche il cuore dei più riottosi, di maniera che in meno di sei mesi si vide sorgere uno splendido edificio capace di contenere cento e più giovani. Costò cinquantamila scudi e si è terminato senza un centesimo di debito. I cooperatori, specialmente il papà dei Salesiani, il sig. Nicanore Obarrio, riguardano l'opera nostra come opera loro, e provvedono quanto è necessario per il suo sviluppo. Quanto bene potremo fare se i Superiori ci daranno il personale necessario!».
Qualche salesiano arrivò e l'opera salesiana cominciò a svilupparsi. Insieme alle scuole professionali arrivò naturalmente un frequentatissimo oratorio festivo e il 30 gennaio del 1949, fu collocata la prima pietra del Tempio di don Bosco, che in poco tempo divenne centro di devozione nazionale.
Oggi, i Salesiani di Panama animano due grandi opere, la Basilica di Don Bosco, frequentata annualmente da migliaia di persone e che ospita l'urna con un'insigne reliquia di don Bosco. Questo santuario è diventato un focolaio di iniziative di pastorale giovanile.
Poi l'Istituto tecnico Don Bosco, un centro fedele alla sua missione di offrire istruzione tecnica ai giovani panamensi. L'istituto ha un livello altissimo ed è stimato in tutta la nazione.
Le opere salesiane possono anche contare sull'ammirevole aiuto dei gruppi della famiglia salesiana che lavorano mano nella mano con i figli di don Bosco in questo paese.

Il centro della gioventù d'America
Alla GMG 2019 di Panama i gruppi del MGS s'incontreranno mercoledì 23 gennaio presso l'Istituto Tecnico Don Bosco. L'obiettivo dell'incontro “è vivere la festa, un'esperienza di famiglia, di fraternità mondiale, di protagonismo giovanile e di grazia”. Sul sito della giornata viene specificato anche che “durante la festa il tuo gruppo può partecipare con un programma artistico che mostri la cultura del tuo Paese o diffonda la gioia della salesianità”, e si può pure “presentare un'iniziativa, un'opera salesiana, un apostolato o un programma giovanile alla Fiera Salesiana di informazione e visibilità dei giovani”.
Il Rettor Maggiore, don Ángel Fernández Artime, ha visitato Città di Panama nel 2016. E dall'affetto e dalla devozione dei panamensi per don Bosco ha trovato ispirazione per lanciare il progetto di trasformazione della Basilica di Don Bosco di Panama nel “Valdocco d'America”: un centro che irradi la devozione a don Bosco a tutti i giovani del continente.
L'Ispettoria salesiana del Centro America ha presentato il progetto “Panama, Valdocco d'America”, che mira a rendere il paese un centro di devozione a don Bosco in tutta l'America Latina.
Il progetto avrà la sua base nella Basilica di Don Bosco, situata nel quartiere popolare di Calidonia, a Città di Panama e, oltre a promuovere il turismo religioso, mira a rafforzare l'educazione integrale dei giovani, specialmente di quelli in difficoltà e a rischio.
Il progetto è iniziato nel 2017 e continuerà fino al 2021.

“LA GMG È PER I CORAGGIOSI!”
Non per giovani che cercano solo la comodità e che si tirano indietro davanti alle difficoltà. Accettate la sfida?” (Papa Francesco)
I Salesiani hanno organizzato tutto per accogliere il Rettor Maggiore, don Ángel Fernández Artime, e le migliaia di giovani del Movimento Giovanile Salesiano (MGS). Don Rómulo Gallegos, dal Santuario di Don Bosco a Città di Panama, fa il punto della situazione.
Che cosa significherà per voi la GMG di Panama?
Per noi è davvero un onore ospitare la GMG! Panama è un Paese in via di sviluppo, con molte opportunità geografiche ed economiche. La sua gente è una miscela di etnie e culture, è un popolo aperto, che allarga le braccia verso il mondo ed è felice di accogliere il Papa e i pellegrini della GMG.
Come vi siete preparati, a livello di Chiesa panamense?
La Chiesa ha fatto grandi sforzi per prepararsi alla GMG. C'è un coordinamento centrale che riunisce tutti gli agenti pastorali coinvolti e c'è una commissione per l'accoglienza dei pellegrini. Va ricordato che sia il Coordinatore Generale della GMG, sia molti membri del Comitato Centrale sono exallievi di don Bosco o comunque facevano parte dei gruppi giovanili salesiani.
Quali cambiamenti state organizzando?
Da quando abbiamo appreso che la GMG sarebbe stata a Panama, noi Salesiani del Centroamerica abbiamo riflettuto sulla nostra presenza in questa nazione, che ama così tanto don Bosco. Si stanno riformando le strutture della Basilica di Don Bosco, il tempio è in fase di restauro, le strutture vengono riadattate... Panama ha un amore molto particolare per don Bosco. Durante la novena, in preparazione al 31 gennaio, la gente canta: “Don Bosco è di Panama e Panama è di don Bosco”.

IL LOGO DELL'EVENTO
A disegnare il logo scelto dagli organizzatori come simbolo dell'evento è stata una giovane studentessa di architettura, la ventenne Amar Calvo, dell'Università di Panama. Nel suo intento c'è l'idea di rappresentare la tenerezza e l'abbandono di Maria nel suo “Fiat”. Diversi gli elementi che lo compongono: la forma della M di Maria e del cuore che rappresenta il suo amore di madre; la strada, ad indicare che lei è il sentiero per l'incontro con Gesù la stilizzazione dell'immagine di Maria come segno di tenerezza; il profilo dell'istmo di Panama per ricordare il luogo; i cinque puntini bianchi che formano la corona di Maria simboleggiano i cinque continenti; e infine la croce, che è il simbolo delle GMG dalla loro nascita nel 1985. Anche i colori hanno il loro significato: il rosso indica l'amore e la passione di Cristo e ricorda il rosso della bandiera di Panama, così come pure il blu, che è il colore della Vergine Maria e fa riferimento anche all'Oceano Pacifico, mentre il celeste, oltre ad indicare Maria è anche il colore del Mare dei Caraibi.