I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

CHE COSA PENSANO I GIOVANI

CLAUDIA GUALTIERI

L'opinione dei giovani sull'aborto

Diritto esistenziale o atto criminale?

Barbara, 22 anni
«Una donna che sa di non essere pronta ad assumersi la responsabilità della maternità, deve sapere che c'è un'alternativa».

È un argomento sul quale mi sono più volte informata per pura curiosità personale, ma ritengo che nella società in cui vivo non venga data la dovuta importanza a tale argomento. Ritengo che l'aborto sia un diritto dovuto e fondamentale per la donna. Tutti nella società dobbiamo godere della possibilità del libero arbitrio, quanto meno sul personale. Una donna che sa di non essere pronta ad assumersi la responsabilità della maternità, deve sapere che c'è un'alternativa. Ritengo che non ci siano né casi né eccezioni, ogni persona prende scelte personali che non sono uguali a quelle degli altri. Ognuno ha la sua motivazione. Questo è un argomento molto vicino ai giovani, poiché oggi la sessualità non è più un tabù e fin da ragazzini si argomenta su questo. Ma la maggior parte delle volte servirebbe la guida di un adulto che conosca l'argomento in modo da poter guidare i giovani verso una consapevolezza di ciò che tale scelta comporta.

"Sono troppo convinta che la vita sia bella anche quando è brutta, che nascere sia il miracolo dei miracoli, vivere: il regalo dei regali. Anche se si tratta d'un regalo molto complicato, molto faticoso, a volte doloroso"
(Oriana Fallaci - “Lettera a un bambino mai nato”)

Lis, 25 anni
«Credo fermamente che l'aborto sia un atto criminale che deve essere punito nella maggior parte dei casi».

Questo argomento è molto importante per me perché, in quanto Cattolica, difendo la Vita. Credo che Dio sia l'autore della vita e, quindi, nessuno ha il diritto di uccidere un essere umano vulnerabile nel grembo. Penso che la VITA debba essere difesa a tutti i costi e in ogni momento nella società di oggi. Viviamo in una società in cui “va bene” uccidere una vita non ancora nata ma “non va bene” uccidere gli animali. E dico questo non perché sia favorevole all'uccisione degli animali, ma perché esistono leggi che proteggono meglio gli animali piuttosto che i bimbi vulnerabili non ancora nati. Questo, per me, è il problema. Spendiamo più soldi per sostenere la ricerca di pianeti su cui cercare “segnali di vita”, mentre i governi non spendono abbastanza per proteggere il miracolo della vita che avviene davanti ai nostri occhi, nel grembo di una madre. Alcune donne abortiscono sostenendo di non avere abbastanza soldi per mantenere la vita che cresce nel loro grembo; pertanto, la soluzione è uccidere il bambino. Io penso però che una soluzione migliore all'aborto, in questi casi, sia, per esempio, impiegare le risorse rivolte a sostenere la ricerca nello spazio basata su un'incerta speranza di trovare vita, per invece garantire un futuro a questi bambini non ancora nati, concedendo almeno loro di vedere la luce. Credo fermamente che l'aborto sia un atto criminale che deve essere punito nella maggior parte dei casi. Dico “nella maggior parte dei casi”, perché sono ben consapevole dell'esistenza degli aborti naturali dove il bambino muore per problemi di salute e incompatibilità biologica con la vita, non per volontà della madre. Quando invece la madre decide volontariamente di abortire, lei, insieme ai dottori e agli infermieri coinvolti, diventano, a mio parere, criminali di macellazione umana. Trovo ridicolo come le leggi in difesa dei diritti umani siano contorte. Quando una donna incinta viene uccisa, il criminale viene processato per duplice omicidio, ma se una donna uccide il proprio bambino, questa non ha colpe. Un omicidio è un omicidio in qualsiasi circostanza perché le conseguenze sono le medesime. Non credo, infatti, vi siano dei casi in cui l'aborto sia accettabile poiché una vita è una vita indipendentemente da come è stata concepita. Questo argomento tocca i giovani molto da vicino. I giovani credono che vada bene esplorare liberamente la loro sessualità senza doversi preoccupare delle conseguenze, tanto l'aborto risolve ogni problema. L'aborto però non cancella una gravidanza: una donna che abortisce non evita di diventare madre, diventa solo la mamma di un bambino morto.

Antonella, 27 anni
«Considero l'argomento molto importante per la società in generale, ma soprattutto per i giovani che spesso sono inconsapevoli delle proprie scelte».

Si tratta sicuramente di un argomento molto delicato e lo è ancora di più quando si vive una situazione delicata e ci si trova di fronte ad una decisione! L'aborto esiste ed è anche regolato dalla legge (legge 194) ciò non toglie che è per me un vero e proprio atto criminale, dal momento che viene ad essere soppressa la vita di un essere umano nelle prime fasi della sua esistenza. Sono comunque del parere che bisogna trovarsi nella situazione per poter veramente parlare, non è facile giudicare dall'esterno. Ci sono casi in cui l'aborto potrebbe costituire l'unica via d'uscita, essendo a repentaglio sia le condizioni del nascituro sia quelle della gestante; questa potrebbe essere forse l'unica condizione in cui giustificherei l'IVG (Interruzione Volontaria di Gravidanza). Considero l'argomento molto importante per la società in generale, ma soprattutto per i giovani che spesso sono inconsapevoli delle proprie scelte. Alte, infatti, sono le percentuali di giovani ragazze che effettuano l'aborto senza grandi consapevolezze. Per questo credo che sia necessario, per esempio, affrontare seriamente l'argomento con loro, organizzando giornate formative sull'educazione sessuale e sull'aborto, senza trascurare anche il significato morale e psicologico di essi.