I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LE COSE DI DON BOSCO

B.F.

La scalinata di Porta Palazzo

Sono la scalinata della regia Basilica dei Santi Maurizio e Lazzaro. Quasi duecento anni fa, qui si fermavano tanti ragazzi più o meno sbandati. Erano spazzacamini, selciaioli, garzoni muratori, servi torelli, roba così.
Ricordo bene un pomeriggio di allora. E un piccolo tenero duello.
Un giovanissimo lustrascarpe vedendo passare un giovane prete per Via Milano, brandì la spazzola ed esclamò: «Oh don Bosco, venga qui da me: voglio lustrarle le scarpe».
«Ti ringrazio, mio caro, ma ora non ho tempo».
«Le pulisco in un momento, sa!»
«Un'altra volta; ho premura».
«Ma io gliele lustro e lei non mi darà niente. È solamente per avere il piacere e l'onore di farle questo servizio».
A questo punto uno spazzacamino bruscamente l'interruppe. «Lascia un po' andare la gente per la sua strada». «Oh bella! parlo con chi voglio». «Ma non vedi che ha premura?» «Che cosa c'entri tu? Io conosco don Bosco, sai?» «Ed io pure lo conosco». «Ma io sono suo amico». «Ed io pure». «Ma io gli voglio più bene di te». «No; sono io che gli voglio più bene». «Sono io!»
«Sono io!» «Vuoi tacere sì o no?» «No, no! Io voglio parlare». «Guarda che ti pesto il grugno». «Tu? fa la prova». «Sei una bestia». «Lo sei tu!».
Ed uno si slanciò sull'altro, e incominciarono una tempesta di pugni e calci. Si presero per i capelli, si gettarono per terra, si rovesciò la cassetta del lustrascarpe, e spazzole e lucido andarono qua e là. Don Bosco si mise in mezzo: «Pace, pace, amici miei, non fate così!»
A stento furono divisi, ma si guardavano sempre inviperiti uno contro l'altro: «Ti dico e lo sostengo che gli voglio più bene io! Io sono andato a confessarmi». «Io pure». «A me ha dato una medaglia». «A me un libretto!»
«Dica Lei, don Bosco, non è vero che vuol più bene a me?» «No, ti dico!... A me!» «Ma dica Lei, a chi vuol più bene fra noi due?» «Ebbene» esclamò don Bosco «sentite! Voi mi proponete una questione molto difficile. Vedete voi la mia mano?» E mostrava loro la destra; «Vedete voi il mio dito pollice e l'indice? A quale dei due credete voi che io voglia più bene? Lascerei tagliarmi più uno che l'altro?» «Vuol bene a tutti e due!»
«Così io voglio bene a voi due; siete come due dita della mia stessa mano. Nello stesso modo amo tutti gli altri miei giovani... E quindi non voglio che vi battiate; venite con me: non facciamo scene. Sono figure poco belle, queste, venite».
E s'incamminò tenendosi vicini i due contendenti. Intorno a lui camminavano gli altri spazzacamini e lustrascarpe, e dietro una piccola folla che si era radunata a quel tafferuglio. Così si fermarono chiacchierando fino a sedersi al sole sulla mia bellissima gradinata.

La storia
Don Bosco non aveva paura di dire «Ti voglio bene» ai ragazzi. La vita di don Bosco è un inno all'amicizia. “Talora accadeva questo fenomeno, che un giovane udita la parola di don Bosco, non gli si staccava più dal fianco, assorto quasi in un'idea luminosa...
Altri vegliavano di sera alla sua porta, picchiando leggermente ogni tanto, finché non venisse loro aperto, perché non volevano andare a dormire col peccato nell'anima”. (MB III, 171-172)