I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

INVISIBILI

PINA BELLOCCHI

I miracoli di Caterina M.

Una Volontaria di don Bosco che ha scoperto il segreto della felicità.
A novant'anni ha creatività e coraggio da vendere: continua a programmare e a sognare come un'adolescente che ha davanti a sé tutta la vita.

Caterina M. è proprio “un'esagerata” dell'amore.
Lei, che possedeva tanti beni, diverse case, una villa in uno dei luoghi turistici più esclusivi, varie proprietà di famiglia, si è fatta povera per amore.
Oggi, con i suoi novant'anni, abita in una casa semplice, molto sobria, dove si muove con difficoltà appoggiandosi ad un bastone. È questo oggi il suo piccolo mondo, ma se osservi i suoi occhi azzurri, il suo sguardo luminoso, ti accorgi che nel suo cuore è sempre palpitante il vissuto dei suoi viaggi in giro per il mondo: in India, in Africa, in America Latina. Non è andata fin lì per fare turismo, ma per soccorrere i più bisognosi, donando tutto ciò che aveva.
Vado a trovarla per passare con lei qualche ora e le chiedo di raccontare un po' della sua vita: “La mia infanzia è stata un dono grandissimo del Suo amore, della Sua predilezione. Sono stata battezzata a sei giorni dalla nascita e a sei anni ho ricevuto la prima Comunione e la Santa Cresima. Ricordo le belle processioni in onore del SS. Sacramento e noi bambini avevamo la gioia di vedere Gesù passare lungo la strada stracolma di fiori. Credo che fu allora, in una di queste feste, che cominciò a sbocciare in me l'amore per l'Eucaristia.

Sognavo una famiglia numerosa
Nella mia adolescenza sognavo di farmi una famiglia numerosa, con il desiderio di educare i figli nel santo timore di Dio. Assieme a questi sentimenti giovanili, cresceva in me l'amore per la Madonna e il desiderio di preghiera.
Ho vissuto l'amore per i poveri fin dalla mia prima infanzia e grazie all'esempio della mia famiglia.
Quando la nonna non poteva più camminare, voleva che io le preparassi una borsetta da appendere alla spalliera della sua sedia; doveva contenere gli spiccioli “per gli amici”, i suoi poveri, che venivano a trovarla.
Teneva vicino il pane e il vino, li faceva mangiare, e tutti tornavano a casa confortati. Ogni sera, tutta la famiglia si riuniva nella casa del nonno Nino per trascorrere delle ore insieme, che poi si concludevano con la recita del santo Rosario: mamma e papà ci tenevano che noi bambini recitassimo il rosario insieme ai grandi!
La domenica era un giorno speciale: tutta la famiglia al completo andavamo alla messa delle undici. Crescendo, mi sono inserita nelle attività della parrocchia: catechesi, Caritas.
Dedicavo il mio tempo libero ai poveri: procurare una bombola ad una famiglia che non aveva i soldi per comprarla e non poteva cucinare, visitare un vecchietto solo, soccorrere una ragazza che viveva per strada... Ero giovane, ma molto determinata.
Gesù presente nell'Eucaristia diventò la mia calamita ed è tutt'ora il mio più grande tesoro. Al buio di notte, ai piedi del letto, spesso mi inginocchiavo, intrattenendomi a lungo in preghiera di adorazione. Ero in una fase stupenda della mia vita: grande gioia, grande entusiasmo...
Iniziai ad insegnare nella scuola materna: un'esperienza molto ricca che mi faceva entrare in contatto con la realtà di bisogno di tante famiglie. Non riuscivo a restare indifferente. Sentivo che era arrivato il momento di scelte radicali. Il desiderio nato in me di consacrarmi al Signore mi ha portata alla scoperta degli Istituti Secolari.
Quando ci siamo trasferiti a Trapani, nella Parrocchia affidata ai padri salesiani, ho conosciuto le Volontarie di don Bosco. Il primo incontro l'ho avuto con Velia, durante un corso di Esercizi Spirituali. Iniziai il cammino con molta gioia. La mia vita era piena, quando la morte di mio padre mi costrinse a riflettere sul profondo senso della mia esistenza. La Provvidenza mi aveva riservato tanto nella vita e sentivo ora che queste cose non mi appartenevano; la casa al mare, in montagna, il vestito, le scarpe che avevo in più, non erano mie, ma del fratello povero. L'invito di Gesù “Va', vendi ciò che hai e dallo ai poveri, poi vieni e seguimi”, Vangelo da me tante volte letto, meditato, pregato, adesso mi interpellava, e attendeva risposte concrete. Mi sono incamminata con gioia su questa strada, ho fatto la scelta radicale per i poveri: ho deciso di dare tutto per la perla preziosa, per il tesoro del campo. Dare tutto per seguire più da vicino Gesù aiutare, consolare, dare una mano al fratello e camminare insieme, per scoprire insieme l'Amore: l'amore vero che porta alla felicità.
Iniziarono così le prime realizzazioni: con la vendita di due piccoli appartamenti riuscii ad aprire una Casa di accoglienza per persone in difficoltà, soprattutto giovani. In seguito, eventi fortuiti mi portano ad iniziare le esperienze all'estero. In Messico, nel deserto di Juarez, incontrai una povertà spaventosa. A due passi da lì potevo vedere la ricchezza dello stato del Texas che contrastava in maniera stridente con la miseria di quella gente. Mi sono sentita profondamente interpellata. Sono tornata a casa, ho venduto delle proprietà e sono tornata in Messico per realizzare il mio progetto: edificare casette per le famiglie più povere, coinvolgendo le persone beneficiarie nella costruzione della loro abitazione. Questo è stato solo il primo passo.
Altre circostanze apparentemente casuali, ma certamente nei piani di Dio, mi hanno condotto in India a realizzare interi villaggi con centinaia di casette, poi in Madagascar, in Argentina, in Brasile...
Pian piano ho venduto tutto, ma la Provvidenza è stata ed è la più grande protagonista della mia vita, suscitando disponibilità e collaborazione in tante persone. Questo impegno mi ha dato una forte carica spirituale e fisica, facendomi anche dimenticare gli acciacchi, che alla mia età non mancano. Ho sperimentato ogni momento che si ha più gioia nel dare che nel ricevere”.
Ho davanti a me una persona felice, che ha scoperto il segreto della vera libertà.
A novant'anni ha creatività e coraggio da vendere: continua a programmare e a sognare come un'adolescente che ha davanti a sé tutta la vita.
Le chiedo: “Caterina: pensando alla tua vita, che cosa vorresti dire alla Famiglia Salesiana?”. Mi guarda per un attimo intensamente e poi risponde decisa: “Vorrei dire che vale la pena. Rifarei tutto ciò che ho fatto. Amare Gesù nel povero ti rende libera e ti fa felice!”.

PREGHIERA
“Io ti ringrazio Signore della Storia, che guidi con amore gli avvenimenti della mia vita.
Tu sei sempre imprevedibile, sei sempre Tu a guidare i miei passi e oggi lo sento con gioia più che mai, perché mi sento portata da Te che sei l'Amore.
Tu hai predisposto le cose perché io facessi questa esperienza di povertà e donazione tanto bella, ma altrettanto dolorosa.
Bella perché mi fa sentire oggetto del Tuo amore misericordioso. Bella perché apre nuovi orizzonti alla mia vita.
Bella perché mi mette sulla strada di liberarmi di tutto e di prepararmi con gioia all'incontro finale con Te che vieni.
Dolorosa per aver sperimentato la vera povertà e per avere l'occasione di offrirti gli imprevisti e le sofferenze di ogni giorno.
Grazie Signore, io colgo tutto dalle Tue mani e con immensa gratitudine Ti dico grazie, Signore!”.
(Caterina)