I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

L'INVITATO

O. PORI MECOI

Juan Carlos Quirarte
direttore dell'opera salesiana di Ciudad Juárez, in Messico

«Siamo un'Ispettoria che da trent'anni si è lanciata nell'attività al confine settentrionale, impegnandosi in quasi tutto il territorio di confine di entrambi i Paesi, in luoghi di estrema povertà ed emarginazione. È una presenza che consideriamo profetica e nello stesso tempo capace di suscitare azioni preventive specifiche e mirate».

Qual è il tuo biglietto da visita?
Sono Juan Carlos Quirarte, un Salesiano messicano dell'Ispettoria MEG (Mexico-Guadalajara). Faccio parte della Congregazione dal 1994 e sono sacerdote dal 2003. Ho compiuto studi umanistici e ho conseguito un dottorato in Antropologia Sociale. Sto per terminare il mio mandato di direttore dell'opera salesiana di Ciudad Juárez, in Messico. Lavoro qui da sette anni. Ho quarantatré anni e sono felice di essere Salesiano. Sento di avere ancora molta energia da offrire al servizio della società.
Perché hai deciso di essere Salesiano?
All'interno della fede cattolica, penso che se non fossi diventato Salesiano non avrei scelto nessun'altra Congregazione religiosa e tanto meno avrei deciso di essere sacerdote. Il mio incontro con il mondo salesiano mi ha reso consapevole della mia dimensione cattolica cristiana. Non sarei diventato sacerdote, se non avessi accolto il carisma salesiano.
Ho sentito di voler diventare Salesiano perché ho trovato affinità con lo stile della Congregazione: felice, creativo, dinamico, brioso, estroverso e disponibile ad affrontare sfide importanti con grande ottimismo. Ho scoperto che nel mondo salesiano non solo avrei potuto continuare a essere me stesso, ma che proprio quelle mie stesse caratteristiche acquistavano un significato molto più ricco e pieno: dare il meglio affinché tanti bambini, il maggior numero possibile, potessero a propria volta raggiungere la loro piena realizzazione.
Com'è l'opera salesiana di Ciudad Juárez?
Ciudad Juárez è una città ubicata nella parte settentrionale del Messico, quasi al centro della frontiera tra gli Stati Uniti e il Messico. Lungo questa grande linea di confine che si estende per circa 3600 km si concentrano varie città messicane interessate da una notevole varietà di flussi migratori, in cui si è gradualmente costituito uno stile di vita particolare tra due mondi radicalmente diversi a livello di economia e abitudini di vita.
In particolare, Ciudad Juárez è stata plasmata dalle varie tipologie di influssi provenienti dalle due parti del confine nel corso della storia: la legge sul proibizionismo che vietava la vendita di alcolici negli Stati Uniti, l'accordo “bracero” riguardante la regolamentazione dell'opera dei lavoratori messicani negli Stati Uniti e, in tempi più recenti, l'avvio di imprese manifatturiere transnazionali (attualmente ce ne sono più di 300), cui si accompagna una crescita sproporzionata in termini di urbanistica e di servizi. Ciudad Juárez è inoltre una città nel deserto, che sperimenta climi estremi, con temperature che raggiungono i 40°C e scendono fino a -10°C.
Vivere in città, per chi è emarginato e povero, è complicato. Negli ultimi anni, in particolare a causa della violenza sistemica e simbolica che già esisteva (mancanza di strutture e servizi, insieme alla presenza di stili di vita e linguaggi comuni che denotano differenze e disuguaglianze radicali), sono state evidenziate in maggior misura le violenze compiute nell'ambito del narcotraffico, le cui vittime principali sono spesso adolescenti e giovani, che rischiano in particolar modo di essere reclutati per lo spaccio ed è più facile che diventino consumatori di sostanze stupefacenti.
L'opera salesiana di Ciudad Juárez è attiva in questo ambiente con tre grandi oratori aperti nell'arco di tutta la giornata, un ufficio finalizzato a realizzare progetti e servizi per i giovani nei quartieri ad alto rischio e nelle carceri minorili. Seguiamo anche minorenni che si trovano in situazioni di conflitto con la legge.
Gli oratori di Ciudad Juárez si sono preparati per affrontare le necessità del contesto in cui operano, per rispondere alle sfide che si propongono e adeguarsi ai linguaggi dei giovani: sport estremi, cinema, bar, imprenditorialità, associazioni e impegno nelle politiche pubbliche ecc. Una tra le attività più importanti dell'opera salesiana in questa città è il lavoro in rete con altre organizzazioni della società civile, tra cui si annoverano imprese e organismi governativi, per cercare di ridurre la violenza e potenziare l'opera di prevenzione grazie a un impegno comune.
Quali sono le tue più belle soddisfazioni?
La gioia più grande è vedere che nei nostri oratori, nelle strade e nei quartieri in cui lavoriamo la partecipazione da parte dei giovani e delle loro famiglie alle attività che proponiamo è in continuo aumento. Siamo particolarmente felici di vedere che abbiamo consolidato progetti di intervento sociale e pastorale ben definiti, che portiamo avanti in modo articolato nei tre oratori, in modo tale da determinare le azioni di maggior impatto possibile, con risultati tangibili e che ci permettono di valutare meglio in quali ambiti sia più opportuno indirizzare la nostra attenzione per continuare a crescere.
Siamo soddisfatti vedendo che i nostri oratori sono ambienti in cui tanti giovani comprendono che vivere significa impegnarsi e dunque il volontariato è un aspetto fondamentale della nostra opera. Abbiamo oltre 300 volontari che, con amore e affinità con il carisma salesiano, mettono il loro tempo e i loro talenti al servizio degli altri. È una società resiliente, che cerca di uscire da condizioni sfavorevoli e, nonostante le difficoltà, sorride.
È pure una gioia vedere come molti giovani, quando vengono a contatto con l'opera salesiana, riescano a trovare alternative e opportunità per uscire da una spirale di violenza, per individuare una direzione e modalità diverse per vivere. A volte sembra che il destino indichi ad alcuni giovani un percorso quasi definitivo verso la delinquenza o l'emarginazione, ma improvvisamente questi stessi giovani non solo si avviano verso la loro realizzazione personale, ma diventano soprattutto operatori di promozione umana.
I giovani della zona
I nostri giovani sono molto impegnati, volenterosi, pieni di vita e vogliono che tutti vivano bene e si realizzino al meglio. Sono forti, perché le condizioni di vita qui, nella parte settentrionale del Paese (a causa del clima, dei problemi di mobilità in città, della violenza in varie forme), li hanno resi più resistenti, più portati a pensare in termini sociali.
La società di Ciudad Juárez ha intrapreso tentativi concreti per ridurre la violenza e ha ottenuto risultati, ma questo è accaduto in un contesto di indifferenza da parte di chi è al potere e d'altra parte i giovani sono stati i protagonisti del cambiamento positivo.
Molti giovani sono bollati pregiudizialmente come vandali, pericolosi, teppisti. Forse il loro aspetto fisico può combaciare con il preconcetto che la società impone comunemente a questo proposito, ma sono buoni e generosi.
I problemi
Il problema principale dei giovani a Ciudad Juárez è la mancanza di opportunità e di alternative che permettano di costruire una vita dignitosa e costruttiva all'interno della società.
Sono ancora considerati oggetti di consumo, soprattutto di sostanze che creano dipendenza e illecite. Sono anche i più ambiti dal crimine organizzato, che li ricerca per reclutarli per attività illegali; alcuni di loro hanno vissuto la perdita di una persona cara a causa dello stesso crimine organizzato.
Data la mancanza di opportunità, molti giovani cercano di raggiungere con azioni illegali o criminali un ideale che nel loro immaginario si troverebbe nel vicino paese a nord del loro.
Opinioni sui Salesiani che vivono in questa zona
La società di Ciudad Juárez riserva all'opera salesiana grande rispetto e ammirazione, riconosce il suo lavoro, lo condivide e varie istituzioni offrono il loro sostegno; esponenti del governo, imprenditori e persino membri dell'accademia la appoggiano.
La Chiesa locale è stata molto aperta negli ultimi ventisette anni, da quando sono arrivati i primi Salesiani.
Siamo considerati intrepidi, creativi, disponibili a stare con i giovani che hanno più bisogno di attenzione, capaci di lavorare sodo. Forse uno degli aspetti più riconosciuti e apprezzati in città è il nostro impegno a lavorare con persone e ambienti cui altri non oserebbero avvicinarsi.
Il futuro della Congregazione in Messico
Noi Salesiani che viviamo in Messico ci troviamo in una condizione in cui la violenza soggettiva, la violenza simbolica e la violenza sistemica interpellano in modo particolare i nostri giovani e per questo cominciamo a orientare molte nostre azioni nelle varie opere e nei diversi ambiti di servizio per aiutare i minori in situazioni di conflitto con la legge.
Il tema del reinserimento sociale rientra nei nostri programmi a breve termine. Intendiamo condividere modelli che conducano a un processo di accompagnamento autentico a favore dei giovani, affinché escano da una spirale di violenza e possano trovare le condizioni necessarie e sufficienti per una vita dignitosa come cittadini buoni e onesti.
Siamo un'Ispettoria che da trent'anni si è lanciata nell'attività al confine settentrionale, impegnandosi in quasi tutto il territorio di confine di entrambi i Paesi, in luoghi di estrema povertà ed emarginazione. È una presenza che consideriamo profetica e nello stesso tempo capace di suscitare azioni preventive specifiche e mirate.