I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

CHE COSA PENSANO I GIOVANI

CLAUDIA GUALTIERI

Che cosa ti aspetti dal Sinodo sui Giovani?

Il mese prossimo si terrà la XV Assemblea sinodale dal tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. Quali sono le tematiche care ai giovani e che cosa si aspettano loro da questo Sinodo che li vede protagonisti?

Angela, 18 anni
«Una maggiore consapevolezza nel rapporto con la Chiesa»

Uno dei temi su cui il Papa e i vescovi potrebbero concentrarsi per questo Sinodo dedicato a noi giovani è il valore del nostro ruolo nella società, dentro e fuori delle associazioni. È importante chiedersi perché molti giovani durante l'età adolescenziale tendono ad allontanarsi dalla Chiesa invece di trovare in essa una strada per il futuro. Un altro punto su cui secondo me ci si dovrebbe soffermare in questo Sinodo è la presenza nella vita dei giovani di una guida spirituale, che sia un parroco, un genitore, un familiare o un collaboratore di associazioni, che sia di esempio e dia a noi giovani la possibilità e la sicurezza di poterci aprire e poterci liberare da qualunque nostro pensiero. Allo stesso tempo però, da questo Sinodo mi aspetto che anche i giovani facciano la loro parte. Mi auguro che i miei coetanei acquisiscano una maggiore consapevolezza sull'importanza del loro rapporto con la Chiesa e principalmente del rapporto che dovremmo avere con gli adulti, cosicché da costruire una base spirituale più solida sia per la nostra vita sia per il bene della comunità. Spero anche che molti giovani riscoprano il valore e l'importanza della Fede nella vita di tutti i giorni.

“Se un giovane non rischia è invecchiato. E noi dobbiamo rischiare. Voi giovani dovete rischiare nella vita. Oggi dovete preparare il futuro. Il futuro è nelle vostre mani. Nel Sinodo, la Chiesa, tutta, vuole ascoltare i giovani: cosa pensano, cosa sentono, cosa vogliono, cosa criticano e di quali cose si pentono. Tutto.„
(Papa Francesco)

Erica, 23 anni
«Chiarezza sulle tematiche importanti»

Credo che per questo Sinodo sui giovani ci siano davvero molte tematiche su cui il Papa e i vescovi debbano concentrarsi. In particolare penso sia fondamentale riflettere sul valore della Fede e del credere in Dio per i giovani. Molti di loro si ritrovano ad andare in Chiesa o in oratorio solo per abitudine o perché così è stato loro insegnato di fare, senza avere però una motivazione valida e profonda. Mi accorgo che molti, pur affermando di credere, non sanno perché credono e quale veramente sia la loro fede. Altre tematiche importanti su cui secondo me ci si deve soffermare sono temi di attualità quali l'immigrazione e l'omosessualità. Sarebbe bello infatti sentire apertamente che cosa pensano i pastori della Chiesa riguardo l'amore fra due persone dello stesso sesso, della sessualità in generale e del matrimonio. Da questo Sinodo mi aspetto che i vescovi e il Papa, come anche tutti i sacerdoti, si rendano davvero conto che i giovani hanno bisogno di essere accompagnati nel loro cammino di vita e che bisogna stare loro sempre accanto!

Andrea, 27 anni
«La famiglia è un qualcosa di sacro in quanto è la più grande e potente istituzione umana»

La tematica principale di cui credo il Papa e i vescovi debbano discutere è la famiglia. La famiglia è un qualcosa di sacro in quanto è la più grande e potente istituzione umana. Troppo spesso sto notando come stia pian piano scomparendo quel sentimento di solidarietà umana che un tempo teneva uniti i nuclei familiari nei momenti più difficili. Con il passare del tempo la famiglia sta diventando un optional, non più una necessità. Oggi, osservando il comportamento di noi giovani, riesco solo a pensare a un paragone proprio con l'oggetto di cui le nuove generazioni non riescono a fare a meno: il cellulare. Appena un nuovo modello di telefono viene lanciato sul mercato tutti si affannano a cambiare il telefono ormai considerato vecchio. Così sembra avvenire per qualsiasi cosa e tutti sembrano essere alla costante ricerca di cambiamenti. Per fortuna non tutti noi giovani siamo così. Ma per evitare che ancora di più i ragazzi diventino come i telefoni è necessario, a mio parere, anche un intervento deciso da parte della Chiesa.

“VIVI, AMA, SOGNA, CREDI”
Grazie alle Figlie di Maria Ausiliatrice della Lombardia: 200 giovani, in rappresentanza degli oltre 1000 coinvolti in loco, si sono riuniti per celebrare un significativo Evento Presinodale.
I giovani dell'oratorio hanno messo in luce che cos'è per loro l'ambiente: “L'oratorio è un luogo in cui sento di crescere sia spiritualmente sia mentalmente. Grazie agli incontri che faccio in oratorio sto imparando a confrontarmi con gli altri e a fare le piccole-grandi scelte della mia vita”.
Le ragazze dei Collegi universitari hanno presentato il loro vissuto: sogni e incertezze per il futuro lavorativo convivono con il desiderio di trovare stabilità e confronto sereno nelle relazioni. Avvertono l'esigenza di ricevere testimonianze da adulti carismatici e credibili: il periodo dello studio universitario è complesso, per trovare il modo di superare tutte le criticità ad esso legate, essere aiutate a respirare “aria nuova”, carica di speranza per il futuro, è quanto mai stimolante e incoraggiante la presenza di adulti significativi.
In cappella i giovani dei cammini vocazionali hanno fatto emergere le loro domande sulla fede e provato ad esprimere, attraverso le loro parole e la Parola di Dio, quali difficoltà incontrano per viverla nella frenesia del quotidiano. Per qualcuno la fede “è una sfida quotidiana con se stessi” ma anche “un gancio a cui aggrapparsi nei momenti di difficoltà”.
Suor Paola Battagliola, rappresentante della Madre Generale, ha consegnato ai giovani due braccialetti con la scritta: “Vivi, ama, sogna, credi”, uno come ricordo della giornata e uno da regalare ad un amico: il passaggio del testimone, la trasmissione dell'esperienza vissuta!