I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LE CASE DI DON BOSCO

PAOLO BALTER

L'Istituto Salesiano
Don Bosco “Tusini” a Bardolino

«La guerra ci ha portato grossi disastri, però ci ha portato anche la grazia di avere i Salesiani» diceva il generale Tusini che donò la villa e i terreni, su uno dei quali oggi sorge la sede di una scuola dinamica e all'avanguardia.

L'Istituto Salesiano Don Bosco “Tusini” è situato su uno splendido balcone che si affaccia sulla città di Bardolino e sul lago di Garda.
Qui vive una Comunità composta da una decina di Salesiani: alcuni operano all'interno dell'Istituto, altri svolgono un ministero per la Chiesa locale e nazionale, altri ancora in favore di realtà religiose e per un servizio di assistenza, sostegno e aiuto nei confronti di giovani e famiglie del territorio.
La storia
Nel 1938 i conti Giuliari si erano rivolti al direttore dell'Istituto Don Bosco di Verona, per avere un sacerdote, che in certe occasioni celebrasse la S. Messa nella loro chiesetta di Albarè. Il nucleo familiare dei Giuliari era costituito dalla contessa madre Margherita Revedin Giuliari, dalla figlia Elena, sposata al generale Camillo Tusini e dalla figlia Vittoria. Nell'autunno del 1943, s'intensificarono le incursioni aeree alleate su Verona. Anche l'Istituto Don Bosco era in pericolo. La contessa madre Margherita, venuta a conoscenza della situazione, invitò i Salesiani ad occupare la loro villa sul lungolago di Bardolino affinché non venisse requisita dal governo per i militari o per i profughi del zona del fronte.
Le traversie della guerra, il vociare festoso dei ragazzi nella loro casa avevano affezionato i Giuliari ai Salesiani che più volte avevano preso le difese dei conti contro le arroganze dei tedeschi. Diceva il generale: “La guerra ci ha portato grossi disastri, però ci ha portato anche la 'grazia' di avere i Salesiani”.
Nel frattempo, il 3 dicembre 1959, il Generale Pier Camillo Tusini moriva e qualche anno dopo il Consiglio Ispettoriale del 27 dicembre 1961, dopo un sopralluogo, approvò il progetto di costruire una scuola di Avviamento Professionale. La benedizione e la posa della prima pietra ebbero luogo l'11 marzo del 1962, alla presenza di don Renato Ziggiotti, Rettor Maggiore dei Salesiani. La nuova opera avrebbe portato il nome di Camillo e Gualtiero Tusini.
Il 6 ottobre 1969 inizia l'attività scolastica per un totale di 83 allievi tra esterni ed interni. L'edificio di tre piani, più un interrato, si trova in posizione panoramica, quasi una terrazza sul lago di Garda; è attorniato da case coloniche, vigneti e uliveti che si adagiano sul pendio che scende fino alla cittadina di Bardolino e il lago. Il corpo centrale dell'istituto è adibito ad uffici, aule scolastiche e camerate, a sinistra, si trovano i refettori e le camere dei salesiani. A destra una spaziosa palestra teatro con sopra una bella chiesa che nel 1974 fu magistralmente decorata dal coadiutore salesiano professor Luigi Zonta.
Il CFP: risposta al disagio e risorsa del territorio
Dal 1994 iniziò il Centro di Formazione Professionale, come sezione staccata dell'Istituto San Zeno di Verona. Il Centro era stato fortemente voluto dal sindaco di Costermano, un comune vicino che fece analizzare le condizioni culturali, sociali ed occupazionali della zona. «La situazione fotografava una discreta descolarizzazione» concluse «così abbiamo, pensato fosse necessario avere un Centro di Formazione Professionale, per qualificare la manodopera e poter offrire la possibilità a questi ragazzi di non perdersi, di non andare a costituire una sacca di disagio, facilmente prevedibile, vista la situazione. Così, mobilitai e coinvolsi tutti i sindaci di ben quindici comuni della zona attorno. Le domande erano volte a capire se anche nel loro territorio emergeva una condizione giovanile analoga e se potevamo metterci insieme per fare qualche cosa di utile per i giovani. Abbiamo avuto la conferma e l'interesse di tutti, così ci mobilitammo, insieme, affinché la Regione si potesse attivare per far fronte comune con i Salesiani nell'imbastire una risposta soddisfacente».
La risposta fu più che incoraggiante. Negli anni seguenti, ci fu un progressivo aumento di iscrizioni.
Un'ipotesi che potrebbe spiegare la positività di questo trend, la potremmo ricondurre a due fattori: il primo è il 'passaparola' delle famiglie che vedono nel modello organizzativo e metodologico proposto, un modo per rispondere alle esigenze formative dei figli, con attenzione, disponibilità all'ascolto e volontà di superare assieme le difficoltà. Sono questi, infatti, i commenti che ci arrivano da famiglie, consigliate da altre per la scelta del Tusini. Un altro fattore, invece, potrebbe essere riconducibile a una sempre più intensa sinergia con gli istituti comprensivi e i servizi sociali del territorio che, attraverso il lavoro congiunto per la gestione di progetti, finalizzati alla prevenzione della dispersione scolastica, vedono nel Tusini una possibilità progettuale e gestionale adeguata a questi interventi.
Oggi, la “Scuola di Formazione Professionale” è frequentata da circa 250 allievi suddivisi in tre qualifiche triennali. La prima è quella di Operatore Elettrico, che prevede l'acquisizione di competenze elettriche e termoidrauliche orientate all'uso di tecnologie finalizzate al risparmio energetico e al basso impatto ambientale; la seconda è quella di Operatore Meccanico che punta a far acquisire competenze nell'ambito della meccanica industriale e della motoristica nautica; la terza qualifica è quella di Operatore Addetto ai Servizi di Vendita: fa sì che i ragazzi apprendano competenze nell'ambito aziendale e commerciale attinenti alla compravendita e alla logistica di beni e servizi.
Quest'ultimo aspetto è spiegato da don Paolo Balter direttore dell'Istituto: «Gli studenti acquisteranno le competenze per inserirsi in contesti aziendali con mansioni commerciali attinenti alla Compravendita e allo scambio di Beni e servizi». Aggiunge la Direttrice del CFP, Speranza Gandolfi: «Saranno formati ad organizzare un punto vendita, a curarne gli spazi rendendo interessante il luogo a cui si rivolge il cliente, sapendolo accogliere nel modo più adatto e fornendogli, se necessario, eventuali suggerimenti. Riceveranno inoltre competenze per offrire assistenza postvendita, svolgere adempimenti amministrativi e suggerimenti per gestire la vendita online. Riceveranno anche abilità aggiuntive relative soprattutto alla logistica merci, settore che crea ancora occupazione nonostante la crisi».
Non sono dimenticati neanche gli adulti. «La Regione», annuncia Gandolfi, «ha deciso di finanziare percorsi per il conseguimento della qualifica professionale Eqf (European Qualification Framework) di “Operatore addetto ai servizi di accoglienza turistica” rivolti ad adulti disoccupati, inoccupati o che abbiano un diploma poco spendibile in una situazione di crisi come l'attuale».
Oltre alla Scuola di Formazione Professionale, l'Istituto offre corsi per l'istruzione o la formazione superiore continua e post diploma. Il Tusini si avvale del Sistema Duale, per favorire l'occupabilità giovanile, promuovendo l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, nonché contrastare la dispersione scolastica. Gli studenti spenderanno in azienda buona parte del monte ore, mentre un'altra parte sarà destinata allo studio ordinario.
Un'oasi di accoglienza
Data la splendida posizione geografica, l'Istituto “Tusini”, è anche Centro di Ospitalità per gruppi, Parrocchie e Associazioni che vogliano passare uno o più giorni di incontro e soggiorno. Sono a disposizione una decina di camere doppie con servizi, quattro camerate per i ragazzi e giovani, ognuna con una ventina di posti letto, cucine e sala da pranzo. Due grandi aule dove si possono svolgere attività o assemblee. Infine grandi spazi all'aperto attrezzati per il gioco del calcio, pallavolo e basket, e un ampio portico esterno dedicato ai giochi, tra cui calcetto, ping-pong e altri sport in ambienti a disposizione per giornate indimenticabili.