I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LA BUONANOTTE

B.F.

Un giorno qualunque

Tutte le sere, la mamma esce dall'ufficio alle diciotto e passa a prendere la figlia Emma, sette anni, alla scuola elementare delle suore di via Botticelli.
La bambina era sulla porta in attesa, tutta composta con lo zainetto in spalla.
Quella sera, appena salita in auto, Emma esclamò: «Mamma, guarda!»
Distratta dal traffico della sera, la mamma brontolò: «Non vedi quanto traffico c'è? Se bollo la macchina, chi lo sente papà? A casa, eh? A casa!»
Arrivati a casa, Emma ricominciò: «Guarda, mamma!»
«Senti, devo lavare, stirare e preparare la cena» sbottò la mamma. «Siediti lì e guarda i cartoni».
Finita la cena, la bambina riprese: «Mamma, guarda!»
«Adesso no. Facciamo un bel bagnetto e poi andiamo a nanna». Un po' di televisione, il bagnetto, varie telefonate e arrivò l'ora di andare a dormire.
«Forza Marta, è ora di andare a letto!». E lei si avviò di corsa su per le scale. La mamma le diede un bacio, recitò le preghiere con lei e le aggiustò le coperte.
In quel momento, la bambina disse: «Mamma, ho dimenticato di darti una cosa!».
«Me la darai domattina» rispose la mamma, ma Emma scosse la testa.
«Ma poi domattina non avrai tempo!» esclamò la bambina.
«Lo troverò, non preoccuparti» disse la mamma, un po' sulla difensiva. «Buona notte!» aggiunse e chiuse la porta con decisione.
Però non riusciva a togliersi dalla mente gli occhioni delusi di Emma.
Tornò quatta quatta nella stanza della bambina, cercando di non fare rumore. Riuscì a vedere che la bambina stringeva in una mano dei pezzetti di carta.
Si avvicinò e piano piano aprì la manina di Marta. La bambina aveva stracciato in mille pezzi un grande cuore rosso con una poesia scritta da lei per un compito in classe, che si intitolava “Perché voglio bene alla mia mamma”. Facendo molta attenzione recuperò tutti i pezzetti e cercò di ricostruire il foglio.
Una volta ricostruito il puzzle riuscì a leggere quello che aveva scritto Emma:
«Perché voglio bene alla mia mamma.
Anche se lavori tanto e hai mille cose da fare
trovi sempre un po' di tempo per giocare con me.
Ti voglio bene mamma perché sono la parte più importante del giorno per te
».
Quelle parole le volarono dritto al cuore. Capì una cosa che la rattristò. «Non è vero!» e adesso lo sapevano lei e la sua bambina.
Dieci minuti più tardi tornò nella camera della bambina portando un vassoio con due tazze di cioccolata e due fette di torta. Accarezzò teneramente il volto paffuto di Emma.
«Cos'è successo?» chiese la bambina, confusa da quella visita notturna.
«È per te, perché tu sei la parte più importante della mia giornata!».
La bambina sorrise, bevve metà della cioccolata e si riaddormentò.

Chi è la parte più importante della tua giornata?