I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

IL LORO RICORDO È BENEDIZIONE

DON ROBERTO DAL MOLIN

DON SEVERINO DE PIERI

Morto a Treviso, il 28 gennaio 2018, a 84 anni

La settimana prima di morire mi aveva confidato: “so di essere alla fine della vita, sono pronto...” l'espressione verbale molto difficoltosa era però accompagnata da uno sguardo luminoso e penetrante, espressione di un tenace amore per la vita e ogni vita che ha contrassegnato la sua esistenza. Don Severino ha vissuto con passione e tenacia l'orientare con competenza i giovani e preparare quanti si fossero dedicati alla loro cura, a vivere una vita in pienezza.
Don Severino era nato a San Donà di Piave (TV) il 14 giugno del 1933. Papà Luigi e mamma Lucia avranno 8 figli. Frequenta l'oratorio salesiano. “Avevo 10 anni - scrive - una sera, mentre mia mamma faceva la polenta nel fogher, le ho detto che desideravo farmi sacerdote come i Salesiani dell'Oratorio Don Bosco di San Donà. La mamma mi ha risposto: «Sono contenta, fai come vuoi tu. Poi lo diremo al papà». Il nonno, che aveva un bel paio di baffi austroungarici, teneva il portafoglio, come si usava nelle famiglie patriarcali di allora. Mi ha detto che non c'erano soldi per studiare. Io gli ho risposto che per pagarmi quaderni e libri avrei fatto vari lavoretti alla scuola dell'Oratorio, come pulire i porticati, il teatro, servire a mensa e assistere i compagni nello studio. E questo dalla V elementare alla III media”.
Emette la prima professione ad Albaré il 16 agosto 1951. Al termine degli studi filosofici e teologici, viste le doti intellettuali del giovane sacerdote, i superiori lo inviano a Roma al Pontificio Ateneo Salesiano per frequentare l'Istituto Superiore di Pedagogia; don Severino era stato così preparato ad assumere nell'organizzazione degli istituti salesiani del Veneto e del Friuli un nuovo ruolo rispondendo alle esigenze di nuove professionalità, soprattutto nel campo dell'orientamento. Da questo punto di vista, nel mondo salesiano, fu un pioniere. Nel frattempo viene trasferito a Mogliano Veneto-Astori nel 1966 e da lì non si sposterà più.
Su incarico dei Superiori istituì nell'ottobre 1965 a Mogliano Veneto il Centro salesiano di Orientamento. Questa prima struttura si consolidò in un tempo relativamente breve. Merita una particolare attenzione l'attività di studio e di ricerca. In questo ambito don De Pieri e i suoi collaboratori hanno affrontato numerosi argomenti, connessi con il tema dell'orientamento e dell'educazione. Ricordiamo in particolare: nel 1983 L'età negata sugli adolescenti, proseguita con L'età incompiuta del 1990-1995; legate a queste, diverse altre ricerche svolte a livello più locale (è autore di 20 volumi e 250 articoli).
Dalla metà degli anni Novanta, ha prestato servizio come docente e preside della Scuola Superiore Internazionale di Scienze della Formazione (SISF) a Venezia nell'isola di san Giorgio, a livello di master di qualificazione e specializzazione post-laurea. Nel 2004, l'istituto si è trasferito a Mestre ampliando i corsi anche nel settore della comunicazione e istituendo l'Istituto Universitario Salesiano IUSVE di cui fu il primo Preside.
S.E. monsignor Mario Toso, vescovo di Faenza-Modigliana, già Rettore dell'Univesità Pontificia Salesiana: “Lo ricordo come docente molto valido, che con le sue riconosciute competenze in pedagogia, nella psicologia clinica e nella psicoterapia ha svolto nel Nord d'Italia, e non solo, un importante servizio alle Chiese locali, alla Congregazione salesiana, alla stessa Università Salesiana di Roma. Quando sono stato Rettore di quest'ultima ho avuto modo di incontrarlo in più di un'occasione. Ne ho apprezzato la passione, la lungimiranza, la dedizione, la pacatezza e, nello stesso tempo, la determinazione. Professionista dell'orientamento, nel solco del metodo educativo di don Bosco, nostro Fondatore, ha lucidamente colto le sfide dell'epoca postmoderna, di una società sempre più complessa”.
La presidente nazionale COSPES, suor Calvino: «Ha dato tutto quanto era nelle sue possibilità per far conoscere e apprezzare in Italia (e non solo) il servizio di orientamento, svolto in forma apprezzata e con la precisa finalità di promuovere e sostenere la presa di coscienza di sé nella persona, per abilitarla alla costruzione del proprio Progetto di vita e sostenerla nel cammino verso la conquista della personale identità professionale e sociale». Anche i suoi collaboratori del Centro COSPES di Mogliano gli sono molto riconoscenti e lo tratteggiano come: “Uomo brillante e di spirito. Ci diceva spesso che 'la vita è talmente una cosa seria che va vissuta con opportuna leggerezza'. Ci ha educato alla libertà di pensiero e di credo, al bisogno di conoscere e di valutare con attenzione. Brillante docente, appassionato studioso, ricercatore e scrittore prolifico, riconosciuto a livello internazionale dalla comunità scientifica per il suo apporto all'orientamento ad intero arco della vita”.
La dott.ssa Ferrario del MIUR: “Perdiamo oggi un grande testimone, un pioniere, un combattente, un grande studioso, capace di intuizioni importanti e di grande spessore culturale, ma anche un mediatore e un divulgatore capace di coinvolgere e attrarre”.
Il Vicario del Rettor Maggiore, don Francesco Cereda: “Lo ricordo per il suo tratto umano cordiale e gentile, sempre capace di aprire buone e nuove relazioni. Il suo impegno accademico ha dato una impronta educativa e vocazionale alla psicologia. In questo come nella sua affabilità è stato un vero salesiano.”