I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

L'INVITATO

RAYMOND BAVUMIRAGIYE

(traduzione di Marisa Patarino)

Sono un salesiano del Burundi

Mi chiamo don Raymond Bavumiragiye e sono un Salesiano di don Bosco di nazionalità burundese. Sono nato il 15 giugno 1973 nel Burundi del Nord. Sono l'ottavo figlio della mia famiglia e l'unico che si sia consacrato a Dio nella vita religiosa.

La mia vocazione
Fin da giovanissimo ho sempre amato la musica, la danza e il teatro. Mi sono anche impegnato nel Movimento Giovanile Eucaristico, il cui motto è preghiera-comunione-sacrificio-apostolato. Ero felice di leggere le letture durante le celebrazioni eucaristiche e di servire la Messa, come aveva fatto mio padre quando frequentava la scuola elementare.
Nel 1996, dopo un lungo discernimento, scrissi una lettera all'animatore delle vocazioni salesiane per chiedere di essere ammesso come aspirante alla vita religiosa salesiana.
Avevo conosciuto i Salesiani a seguito della lettura del libro “Chi manderò?”, che presentava in modo sintetico tutte le Congregazioni che lavoravano in Burundi. Lessi la pagina che parlava della Congregazione dei Salesiani di don Bosco e la apprezzai molto.
Nel frattempo, l'insicurezza si diffondeva in quasi tutto il Paese, perché era in corso una guerra civile scoppiata a seguito dell'assassinio di Melchior Ndadaye, il primo presidente democraticamente eletto nel 1993. Durante l'anno scolastico 1996-1997, i ribelli attaccarono la Scuola superiore Gatara in cui studiavo. Fui dunque obbligato a cambiare scuola e mi rivolsi a don Vital Minani, animatore vocazionale salesiano, al quale chiesi di iscrivermi alla Scuola superiore Burengo, l'attuale Scuola superiore Don Bosco.
Dopo aver completato gli studi superiori nel 1998 e il servizio militare obbligatorio, decisi di entrare in Noviziato. Chiesi a mio padre di lasciarmi libero di consacrarmi a Dio. Dato che quando era giovanissimo aveva prestato il suo aiuto ai missionari, all'epoca in cui frequentava la scuola elementare, e aveva nutrito il desiderio di diventare sacerdote, comprese subito che non poteva ostacolare la chiamata da parte di Dio per suo figlio. Accettò dunque la mia decisione di continuare il cammino vocazionale nella Società di san Francesco di Sales. Mi esortò anche a procedere con serietà e consapevolezza di ciò che volevo diventare. Poco prima che morisse, nel 2004, quando era già gravemente malato mio padre mi ripeté le stesse parole: «Figlio mio, ti invito sempre a meditare su ciò che eri prima e sull'identità che hai ora». All'epoca ero già giovane Salesiano al primo anno di tirocinio a Kigali, in Ruanda. Lo stesso anno il Signore chiamò mio padre per sempre nella sua casa. Mio padre avrebbe voluto assistere alla mia ordinazione sacerdotale, ma vi presenziò dal cielo. Ho comunque visto che la sua preghiera mi ha sempre accompagnato.

Le mie prime esperienze come Salesiano di don Bosco
Si suol dire che “non c'è una buona formazione senza buoni docenti”. Le mie prime esperienze come Salesiano sono state molto positive perché ho avuto la fortuna di incontrare un buon maestro dei novizi, don Joseph Kabadugaritse, che attualmente è il mio parroco nella comunità salesiana di Ngozi. Sono molto grato anche ai direttori e ai confratelli delle Case di formazione e delle comunità in cui ho compiuto il tirocinio. A tutto questo devo aggiungere il sostegno dei miei genitori e dei miei fratelli, che sono stati molto felici di avere un famigliare consacrato a Dio. La facilità che ho avuto a seguire gli studi necessari per la formazione salesiana mi ha anche stimolato nelle prime esperienze che ho vissuto come Salesiano di don Bosco.

La situazione in Burundi
Il Burundi, dal giorno dell'indipendenza, ottenuta il 1° luglio 1962, a oggi ha vissuto momenti complicati di crisi socio-politiche. Come Direttore della grande opera salesiana di Ngozi e per la mia formazione pedagogica, preferisco esprimermi in generale in merito a questo tema, perché molti cittadini del Burundi hanno il cuore ferito per le varie crisi e soffrono ancora oggi.
Oggi mi domando perché questo piccolo Paese, il più povero del mondo, diventi un teatro di discussione e divisione sulla scena internazionale presso l'ONU, l'Unione europea e l'Unione africana. Il dato di fatto è che la situazione economica del paese è molto precaria e questo è noto a livello internazionale. Basta stare qui in Burundi per vedere la miseria in cui vive la popolazione.

La situazione dei giovani
Non ho statistiche a disposizione, ma la popolazione del Burundi è molto giovane. Come accade in altre zone del mondo, i giovani del Burundi devono affrontare la grave difficoltà della disoccupazione. Molti giovani burundesi che hanno completato i loro studi superiori e universitari sono disoccupati. Questa situazione scoraggia i loro fratelli e sorelle che studiano, perché vedono che il loro futuro sembra incerto. Sottolineo anche che, data la povertà diffusa nel Paese, molti giovani non seguono un percorso di studi adeguato perché non possono permettersi di pagare le tasse scolastiche e il materiale didattico.
L'opera salesiana a Ngozi: la Scuola superiore Don Bosco
Da quando è nuovamente diretta dai Salesiani, dal 1998, la Scuola superiore Don Bosco ha compiuto notevoli progressi in termini di disciplina, cultura e rendimento scolastico, tanto che oggi è annoverata tra le scuole meglio gestite e con migliori risultati del Paese.

La mia esperienza
Sono molto felice di essere un sacerdote salesiano di don Bosco. Ho seguito gli studi di teologia e scienze dell'educazione presso l'Università Pontificia Salesiana (UPS) a Roma dal 2005 al 2012. È stata un'opportunità grande e indimenticabile che ho avuto nella mia vita consacrata.
Studiare all'UPS mi ha permesso di conoscere i luoghi di don Bosco e la lingua italiana, acquisire una formazione qualificata nell'ambito della Pedagogia, vivere un'esperienza internazionale grazie ai confratelli provenienti da quasi ogni parte del mondo e avere amici anche in Italia.
Dopo gli studi di Pedagogia all'UPS che terminai nel 2012, i miei superiori mi nominarono Direttore della Comunità e della Scuola superiore Don Bosco. Avevo qualche timore, perché avevo appena terminato i corsi universitari ed ero provvisto di molta teoria, ma mi mancava la pratica. Inoltre, l'opera salesiana di Ngozi è una tra le più grandi della nostra Ispettoria Africa Grandi Laghi (AGL) e vi hanno lavorato grandi direttori salesiani.
Ringrazio poi infinitamente i nostri amici italiani che ci hanno aiutato per le varie necessità della Scuola. Esprimo in particolare ringraziamenti alla Fondazione Opera Don Bosco nel Mondo in Lugano e all'Ispettoria salesiana della Lombardia (Milano), a sua eccellenza monsignor Alfonso Badini Confalonieri, vescovo della Diocesi di Susa, a benefattori noti e anonimi che ci hanno sostenuto tramite la Fondazione Don Bosco nel Mondo.
I problemi più importanti riguardano il recupero edilizio del Liceo Don Bosco. Gli edifici sono infatti vecchi, perché risalgono al 1962, quindi a oltre 50 anni fa. La situazione si aggravò con il passaggio della gestione della scuola ai laici, che la diressero per oltre vent'anni. Gli interventi necessari richiederanno una somma molto ingente in franchi burundesi, pari a svariate centinaia di migliaia di euro.
Il mio sogno è vedere la Scuola superiore Don Bosco eccellere da ogni punto di vista. La disciplina, il processo di insegnamento-apprendimento e la deontologia professionale sono infatti già di buon livello e fanno sì che la scuola sia tra le meglio gestite e con migliori risultati del Paese.
Il grosso problema che rimane è il recupero edilizio e il sostegno economico agli studenti poveri per permettere loro di pagare le tasse scolastiche, l'assistenza sanitaria e il materiale didattico. Il mio sogno è vedere queste difficoltà ridotte o completamente risolte.