I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

SALESIANI NEL MONDO

GIAMPIETRO PETTENON - info@missionidonbosco.org - www.missionidonbosco.org

Vietnam
Il sapore del futuro

Sembra di essere nella Valdocco delle origini, in cui musica, gioco, preghiera, studio si alternavano in un sistema originale che don Bosco aveva “inventato” per educare con la dolcezza e l'amore.

Vietnam. Al sud, nella città di Ho Chi Minh City (l'antica Saigon). Fa un caldo umido soffocante, sia di giorno come di notte. Si sudano le famigerate “sette camicie” senza far nulla!
I salesiani che ci hanno accolto sono gentili e premurosi, purtroppo pochi parlano inglese, quindi la comunicazione non è facile e alle parole spesso suppliscono sguardi accoglienti e sorrisi ampi e comprensivi.
Il paese che troviamo è diverso dall'immaginario collettivo che abbiamo del Vietnam, a dire il vero ormai fermo agli anni '70 dello scorso secolo, quando Vietnam era sinonimo di guerra degli USA contro i “vietcong” e dei “boat people” che anche noi italiani abbiamo salvato ed accolto nel 1979.
Il paese vive una fase di sviluppo veloce e convulso in cui le vecchie tradizioni sono sostituite da tecnologia all'avanguardia. I più fortunati acquisiscono condizioni di vita buone, ma i più deboli restano ai margini e vivono nell'ombra, messi da parte proprio da un governo comunista, che dal popolo ha la pretesa di essere legittimato.

Nessuno escluso
I salesiani in Vietnam sono tutti locali. I missionari europei sono stati espulsi dopo la fine della guerra, nel 1975. Da allora il Vietnam salesiano ha conosciuto un periodo difficile pastoralmente, ma fecondo vocazionalmente. I salesiani presenti in Vietnam sono circa 300, ed altri 140 sono andati missionari in tanti paesi del mondo. Le scuole sono prerogativa dello stato, quindi a noi figli di don Bosco, sono precluse. La scuola, nei paesi in via di sviluppo, è di solito il primo strumento di educazione che i salesiani di don Bosco mettono in atto, ma qui non è stato possibile mantenerle, dopo il 1975.
Per poter educare i ragazzi, i salesiani hanno dovuto trovare altre strade, provvidenziali possiamo aggiungere ora, perché hanno incontrato il favore dei più poveri e fragili.
Se la scuola per il governo vietnamita noi non possiamo attivarla, questo non vale per la formazione professionale, quella tipicamente salesiana, quella rivolta ai drop out del sistema scolastico. Ed è proprio un centro di formazione professionale frequentato da circa 250 ragazzi e ragazze che visitiamo a Vinh Long, cittadina a duecento chilometri a sud ovest di Saigon, sulle rive di uno dei rami del delta del grande fiume Mekong. Sono giovani espulsi dalla scuola perché irrequieti, demotivati, incapaci di stare al passo con gli obiettivi formativi imposti dal sistema scolastico. Un centinaio poi sono convittori che stanno nella casa salesiana tutta la settimana e rientrano in famiglia solo nel week end. Abbiamo visitato le loro aule, i laboratori di meccanica, elettricità, informatica e taglio e cucito (solo per le ragazze). Li abbiamo visti giocare nei cortili animati dai quattro giovani salesiani tirocinanti, pregare insieme prima di cena e poi fare un doppio saggio musicale per accoglierci, in cui trombe, flauti, sassofoni, bombardini, gran cassa, tastiere, chitarre e chi più ne ha più ne metta, hanno coinvolto tutti i ragazzi, proprio tutti, nessuno escluso.
Sembrava di essere nella Valdocco delle origini, in cui musica, gioco, preghiera, studio si alternavano e davano il ritmo ad un sistema originale che don Bosco aveva “inventato” per educare con la dolcezza e l'amore quei poveri ragazzi che altrove trovavano solo porte chiuse. Commovente!
A cena con noi è venuto, come ospite d'onore, il capo principale della polizia della città. Ovviamente un uomo del partito di governo, che ci conosce e ci stima moltissimo e con finiva più di tessere le lodi del direttore dell'opera e del suo staff di salesiani. Scherzando gli abbiamo detto che quanto meglio lavorano i salesiani con questi ragazzi e tanto meno hanno da fare loro, i poliziotti. Ha sorriso e assentito vigorosamente con il capo, man mano che le parole della traduzione in vietnamita erano da lui comprese.

Anche un ristorante raffinato
Come questo centro di formazione, i salesiani ne hanno altri cinque nel sud del paese, dove la percentuale di cattolici è più ampia e i salesiani sono maggiormente presenti.
Oltre alla formazione professionale che lo stato non è in grado di realizzare e che non ritiene strategica, come la scuola, per il controllo del paese, i salesiani hanno altre opere educative complementari alla scuola: i convitti per studenti che vengono dalla campagna e frequentano le scuole statali, ma vivono in collegio dai salesiani. Abbiamo un centro per bambini e ragazzi portatori di handicap. Abbiamo parrocchie e oratori. Una bella realtà poliedrica e vivace.
A Saigon abbiamo aperto una scuola-bottega, e gestiamo un ristorante raffinato con cucina europea, il tutto fatto con i ragazzi della formazione professionale: imparano il mestiere dell'attività alberghiera di cucina e di sala a diretto contatto con quei clienti che, in una città enorme con oltre 11 milioni di abitanti, desiderano cenare con un menù europeo: vini francesi, birra tedesca, cucina italiana. È un autentico spettacolo vedere tutti questi ragazzi e ragazze, ben vestiti, sorridenti e sempre in movimento, cercare di fare del loro meglio per mettere a proprio agio i clienti che si siedono al tavolo. Non sono sveltissimi, proprio perché stanno imparando il mestiere, ma svolgono le proprie mansioni con estrema cura e dedizione. E non solo quelli della sala, ma anche quelli della cucina si possono ammirare al lavoro, perché il ristorante ha una grande vetrata in cui si vedono i cuochi operare in diretta. Tutto pulito ed ordinato: dalle divise del personale, ai piani di lavoro, ai piatti che prima di uscire per essere serviti vengono supervisionati uno ad uno da un responsabile.
Insomma, un bel modo di essere a servizio dei giovani di questa terra laboriosa e intraprendente, dove essere cattolici significa essere minoranza, ed essere exallievi di don Bosco è sicuramente una chance per il proprio futuro.