I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LE CASE DI DON BOSCO

LA COMUNITÀ

Istituto “Conti Rebaudengo”

Voluto e realizzato da un cooperatore salesiano, costruito da un architetto salesiano, da più di ottant'anni è una vivace cittadella salesiana nella periferia torinese al cento per cento nel nome di don Bosco.

A Torino, il martedì 10 aprile 1934 era illuminato da un sole primaverile. Sembrava scusarsi per la pioggia incessante che aveva flagellato la marea di ombrelli della domenica precedente, quella della canonizzazione di don Bosco. Alle 15,30 precise, al suono della Marcia Reale, nell'entusiasmo di una folla straboccante, nella periferia di Torino, la principessa Maria Adelaide di Savoia inaugurava l'Istituto destinato alla formazione di personale specializzato nell'educazione tecnica e culturale della gioventù operaia dei paesi di Missione.

Il grande assente
Ma in mezzo a quelle migliaia di persone festanti, mancava la più importante, il vero artefice di quella meraviglia: il conte e senatore del Regno Eugenio Rebaudengo. Umile e grande, alieno da ogni forma di celebrazione personale, si accontentava di essere nei cuori di tutti. Il nome dell'Istituto, Conti Rebaudengo, era là, in alto, a parlare di lui e del suo amore a don Bosco Santo.
Quando nel 1929 il Rettor Maggiore don Rinaldi aveva chiesto ai Cooperatori di sostenere economicamente una vocazione per le missioni, il conte, che era Senatore del Regno ma anche cooperatore salesiano, rispose “Non una vocazione ma un istituto per le vocazioni”. E mantenne la promessa. Nel 1930 cominciò la storia dell'Istituto.
Un giornalista dell'epoca descrive così il luogo prescelto: «C'è a Torino la barriera di Milano, una zona tipicamente periferica, dove non è comodo arrivare perché si stende in ampiezza oltre il capolinea dei tram. Fino a ieri la metropoli torinese arrivava in quella zona lentamente, sparpagliando qualche casetta nelle basse della Stura e disseminando alcune baracche nella campagna piena di sterpaie. La gente vi giungeva dalla città già stanca con il fagotto delle provviste, con il peso della miseria e, spesso, senza il conforto della fede. Oggi vi si arriva accompagnati da audaci costruzioni e tra un movimento che sa di grande città. All'aprirsi di un largo - la futura piazza - voi intravedete nella sua linea sobria ed elegante il Rebaudengo.
Lo chiamano così, lì attorno. Quei di lontano sentono la sua campana, che dalla caratteristica torre suona a distesa e con i suoi squilli segna i momenti salienti della giornata: dalla levata alle preghiere della sera. Non c'è angolo di mondo salesiano che non lo conosca. Da Sampierdarena a Catania, da Hongkong a Caracas si aspetta che di lì arrivi qualcuno. Perché l'Istituto Missionario Conti Rebaudengo ha mandato e manda salesiani in tutta Italia e nelle lontane terre d'oltremare».
Per questo lo hanno anche chiamato “il grande nido”. E la sua storia continua.
Conferma il direttore don Luigi Compagnoni: «La storia della nostra casa è variegata. Proprio perché ha saputo riciclarsi negli anni. Ha saputo cambiare le attività a seconda delle necessità del tempo».
L'Opera Rebaudengo oggi è una animata “cittadina” di attività.

La scuola professionale
Il signor Ermanno Duò, direttore del Centro di Formazione Professionale, spiega: «Le attività al Rebaudengo sono consolidate, ormai da anni, nel settore della Meccanica industriale e nel settore elettrico. Il settore meccanico, con la crisi del 2007-2008, ha subito un cambiamento e, parte di questo settore è stato trasformato in settore Automotive. Di conseguenza una parte dei laboratori è stata riconvertita in laboratori di Meccanica d'auto. Il nostro è un Centro che dà un'offerta sul territorio rispetto a questi settori. Collaboriamo con aziende che inseriscono i nostri ragazzi in attività di stage. Con alcune di esse si sono realizzati dei progetti per aggiornare formatori e allievi su nuove tecnologie. Tutto ciò serve per favorire l'inserimento nel mondo del lavoro che, ad oggi, soprattutto nella meccanica industriale, vede una carenza occupazionale.
Lavoriamo anche nel Bando Mercato del lavoro: è una attività che ci vede impegnati sulla formazione di extracomunitari sia nel settore della Meccanica industriale sia nel settore della ristorazione.
Credo di offrire, con l'aiuto di don Bosco, un servizio a questi ragazzi fatto con il cuore. Noi, ai ragazzi, prima di insegnare un mestiere insegniamo che questa è per loro un'altra famiglia e che in questa famiglia devono sentirsi a casa”.

La parrocchia e l'oratorio
«La nostra parrocchia è sorta nel dicembre del 1966. È nata insieme al quartiere: i palazzi che sorgono attorno sono nati più o meno in quel periodo, per cui c'è sempre stato un rapporto molto bello tra parrocchia, oratorio e quartiere.
E non solo con la parrocchia, fin dall'inizio, la presenza salesiana, dice il parroco don Lucio Melzani, ancora oggi è determinante per tutto il territorio.
Viviamo tanti momenti belli, soprattutto con le famiglie e i giovani. In questo momento quello che ci coinvolge maggiormente è proprio il discorso con le famiglie».
I catechisti confermano: «È una parrocchia che dona. È una parrocchia... colorata. Offre sostegno e incoraggiamento; è un porto sicuro dove le persone possono trovare una parola buona, un aiuto, un sorriso. I frutti ci sono, anche se non tutti i ragazzi che celebrano i Sacramenti poi continuano nella frequenza. Molti, però, fanno un buon cammino fino a diventare animatori all'oratorio, che è un buon punto di riferimento per molti bambini e ragazzi, dove possono trovarsi per la loro formazione e, attraverso il gioco, sviluppare la loro socialità».
Conferma l'incaricato dell'oratorio, don Pierluigi Cerutti: «Molti ragazzi e giovani vengono volentieri all'oratorio che diventa un ambiente alternativo alla dispersione e all'interno possono fare un cammino di formazione attraverso i gruppi formativi e le varie attività. Man mano che crescono, si mettono a servizio dei più piccoli. Noi, salesiani ed animatori, cerchiamo di essere sempre presenti in mezzo ai ragazzi. L'accoglienza e la presenza sono ancora vincenti».

La scuola dell'infanzia
Nell'Opera salesiana non manca una significativa scuola dell'infanzia. «La scuola è sempre stata un punto di partenza per le attività della parrocchia», attesta la direttrice Carla Ghiraldelli. «Molti genitori che iscrivono i bambini alla nostra scuola, hanno frequentato, da ragazzi, il nostro oratorio o addirittura loro stessi hanno frequentato questa scuola da bambini. Io stessa ho degli exallievi che portano i loro figli, ricordando i bei tempi e perché sanno di trovare nella scuola un buon appoggio per l'educazione e la formazione dei loro figli, che vengono educati secondo il progetto di don Bosco».
Dai più piccoli ai più grandi. All'interno dell'Opera esiste anche un pensionato universitario non molto grande, per mancanza di spazi, ma molto significativo, che ospita giovani provenienti da varie parti d'Italia e dall'estero.

L'Istituto universitario IUSTO
È tradizione del Rebaudengo anche un polo di studi superiori. “Il primo corso universitario in Psicologia qui è stato tenuto nel 1938, era ancora vivo Freud. Nel 2006 sono ripartiti i corsi in Psicologia” dice don Ezio Risatti preside di IUSTO, Istituto Universitario Salesiano Torino Rebaudengo.
Sede torinese aggregata alla Facoltà di Scienze dell'Educazione dell'Università Pontificia Salesiana di Roma, IUSTO si occupa di didattica accademica e ricerca in diversi settori disciplinari delle scienze umane, offrendo in particolare corsi di Laurea per la formazione di psicologi ed educatori.
Una docente dell'Istituto ne parla così: “Il nostro intento è di formare delle menti e non solo di passare informazioni.”
IUSTO è anche un'agenzia formativa accreditata presso la Regione Piemonte nata per promuovere la formazione e lo sviluppo delle persone attraverso progetti di formazione, corsi di aggiornamento, interventi di orientamento e di promozione di giornate di studio e seminari di aggiornamento.
Infine, ma non per importanza, evidenziamo l'importante servizio offerto da SU.PER.A IL G.A.P. - SUpporto alle PERsone che Affrontano il Gioco d'Azzardo Patologico. Si tratta del primo sportello gratuito gestito da una Università, insieme all'amministrazione locale, per il supporto alle persone dipendenti da gioco d'azzardo. Il servizio è finalizzato a fornire accoglienza e sostegno psicologico alle persone con dipendenza e ai loro familiari.

Qualcosa di futuro
Il Rebaudengo, abituato ad adattarsi, da sempre, alle necessità che il tempo propone, non ha nessuna intenzione di fermarsi al già acquisito. Ha ancora qualche progetto per l'immediato futuro. Per l'anno 2018-2019 il CFP inaugurerà il nuovo laboratorio di carrozzeria mentre, fra qualche mese, lo “Studio associato di Psicologia Rebaudengo” entrerà a far parte dell'Opera come sua settima attività, aggiungendosi a CFP, IUSTO, CUS, Oratorio-Centro giovanile, Parrocchia, Scuola dell'infanzia.
Che cosa pensa la gente del quartiere? Per tutti parla la farmacista, quasi nostra vicina di casa: “Sicuramente l'Opera salesiana è un punto di riferimento per il quartiere che prende il nome dall'Istituto. È un punto di aggregazione a partire dalla Scuola dell'Infanzia, molto frequentata e di cui si parla molto bene, come si parla bene di tutte le altre attività presenti per le attenzioni che vengono riservate a piccoli e grandi. I salesiani con semplicità hanno sempre una parola buona, un sorriso, un incoraggiamento. In tutto quello che fanno mettono tanto entusiasmo e tanta buona volontà nel seguire ragazzi e giovani per dare loro quell'impronta di buoni cristiani e onesti cittadini, secondo il desiderio di don Bosco”.