I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LA LINEA D'OMBRA

ALESSANDRA MASTRODONATO

Sul filo della memoria

Il passato, se riguardato con simpatia ed indulgenza, può divenire un prezioso giacimento di senso da cui attingere emozioni, energie e relazioni che contribuiscano a dare valore al presente e a gettare le basi per costruire il futuro.

Si dice spesso che i giovani adulti del terzo millennio vivono schiacciati sul presente, che hanno smarrito il senso della profondità del tempo o che, nella migliore delle ipotesi, tendono a riversare tutte le proprie speranze e aspettative sul domani, inseguendo a perdifiato un futuro che sembra diventare sempre più inafferrabile e sfuggente. Molto più ambiguo e, per certi versi, liquidatorio appare, invece, il loro rapporto con la terza dimensione della temporalità: quella, troppo spesso rimossa, emendata, ripudiata, del passato.
Forse perché nutrono il latente presentimento che guardarsi indietro possa rappresentare un'ipoteca gravosa sulla capacità di progettare liberamente il futuro; o perché associano istintivamente il passato alla dimensione recriminatoria del rimpianto e della nostalgia; o ancora perché temono che restare troppo tenacemente aggrappati ai ricordi rischi di fiaccare ogni slancio in avanti. Fatto sta che, nel loro immaginario di giovani uomini e donne in cammino verso l'adultità, il passato assume spesso i contorni di un pesante fardello che appesantisce il passo, di un bagaglio sgradito di cui liberarsi il prima possibile, di un capitolo dell'esistenza ormai chiuso e superato da lasciarsi alle spalle per far piazza pulita di tutto ciò che sembra essere non più funzionale o immediatamente spendibile nella prosecuzione del proprio percorso di vita.
Ma la rimozione indiscriminata del passato - non meno che il tentativo di riscriverlo a proprio uso e consumo, in una versione bonificata di tutti gli errori commessi e le delusioni subite - se può a prima vista apparire una strada sicura per acquietare i sensi di colpa o bypassare ricordi frustranti e dolorosi, rischia senz'altro di provocare un cortocircuito nella compiuta costruzione dell'identità adulta.
Fare memoria di ciò che si è stati, per quanto possa risultare talvolta penoso, è indispensabile per dare senso e continuità alla propria biografia esistenziale, per richiamare eventi fondamentali la cui amnesia può costituire una grave perdita dal punto di vista emotivo ed affettivo, per riscoprire un'appartenenza significativa al proprio contesto di vita e restituire alle esperienze vissute il ruolo cruciale di bussola che orienta il cammino e mappa che consente di individuare le risorse a disposizione per andare avanti.
Da questo punto di vista, il passato, se riguardato con simpatia ed indulgenza, può divenire un prezioso giacimento di senso da cui attingere emozioni, energie e relazioni che contribuiscano a dare valore al presente e a gettare le basi per costruire il futuro. E la memoria, se recuperata e coltivata nella sua valenza più autenticamente costruttiva e riconciliatrice, può costituire un importante fattore di radicamento che si opponga alle tante forme di disorientamento che affliggono la condizione giovanile.
Perché se è vero che il percorso verso l'adultità si realizza attraverso la capacità di proiettarsi in avanti, di costruire un ponte verso il futuro, superando quei baratri e quei fallimenti che impediscono di crescere, per dar senso e continuità al proprio cammino è altrettanto essenziale recuperare la capacità di raccordare il presente al passato, ripercorrendo sul filo della memoria i passi compiuti per diventare quel che si è.

Presto il tempo darà torto alle parole
e alla tua bellezza più di una ragione,
poche scuse buone da buttare via.
E ho raccolto tutto quello che eravamo,
nascondendolo in un posto più lontano,
come indovinare una fotografia.
Forse ognuno ha la sua colpa,
ogni colpa i suoi perché,
che in silenzio si perdona da sé.
Ed ognuno per se stesso
veste la sua verità,
perché resti nuda l'altra metà...
Su una curva lungo il viaggio dei tuoi giorni
capirai che la versione dei ricordi
è polvere sul cuore da soffiare via.
E a ciascuno la sua scelta,
la risposta ai suoi perché,
perché adesso ognuno gioca per sé,
e a ciascuno dallo specchio
ascolta la sua verità,
purché resti muta l'altra metà...
Lo dico ad ogni casa,
ogni vetrina accesa,
al cane che mi annusa,
all'uomo e alla sua rosa.
Lo dico ai manifesti,
al mondo che ci ha visti,
per convincermi che è vera a tutti i costi
la mia versione dei ricordi,
perché sia vera a tutti i costi
la mia versione dei ricordi,
la mia versione dei ricordi...

(F. Gabbani, La mia versione dei ricordi, 2017)