I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

FMA

EMILIA DI MASSIMO

Un quartiere alla fine del mondo

In una periferia portoghese, le Figlie di Maria Ausiliatrice cercano di essere un segno concreto di interculturalità che si pone accanto ai giovani più poveri, incominciando da una singolare Ludoteca.

La suora nel graffito
Un graffito rappresenta una suora con una ragazza, su di esso si legge: “Con te abbiamo imparato, siamo cresciuti. Grazie!” (https://youtu.be/FmFoQb6JcZc). Inciso su una parete di un edificio di un quartiere portoghese, è un perenne segno di gratitudine a suor Elvira Silva, alle Figlie di Maria Ausiliatrice, agli amici e ai volontari che si pongono accanto ai più poveri ascoltandoli con cuore salesiano.
Tutto è iniziato quaranta anni fa con la passione missionaria di suor Elvira che, a piedi da Cascais, dopo l'insegnamento e le varie responsabilità che aveva, giungeva nel quartiere disagiato di Estoril per stare insieme ai più poveri che vivevano nelle tende. Il quartiere era conosciuto come il “Bairo Do Fim Do Mundo”: quartiere alla fine del mondo, in quanto era uno spazio immenso composto da baracche, la maggior parte occupate da famiglie di zingari, le quali vivevano in condizioni di estremo degrado umano.
Gradualmente, inizia la costruzione di uno spazio poverissimo per far nascere una comunità interculturale che potesse essere di aiuto alle famiglie bisognose, accompagnare e sostenere gli anziani, incoraggiare i giovani per evitare che continuassero a vivere ai margini della società. Così, nel 1992, si è costituita la comunità Casa Nossa Senhora de Fátima delle Figlie di Maria Ausiliatrice; da quell'anno quattro suore vivono in un appartamento del quartiere e condividono il contesto sociale e culturale della gente. Il nucleo urbano, molto popolare, presenta il volto di una povertà che ha svariati nomi: solitudine, famiglie disgregate, abbandono scolastico, disoccupazione, immigrazione clandestina, giovani a rischio.
Questo è lo scenario di una delle periferie portoghesi, là dove le Figlie di Maria Ausiliatrice cercano di essere un segno concreto di interculturalità che si pone accanto ai più bisognosi, con una particolare attenzione alle povertà del quartiere, mediante l'educazione, soprattutto dei giovani più poveri, sia a livello materiale sia a livello spirituale: l'assenza della famiglia equivale ad assenza di valori, inoltre la mancanza del lavoro e, ignorare che per ciascuno c'è un progetto di vita, conduce a non avere prospettive di speranza per il presente, tantomeno per il futuro.

Un sorriso senza prezzo
Insieme ai volontari, le suore provvedono alla raccolta di cibo, donato da un supermercato locale, così distribuiscono i prodotti alimentari alle famiglie disagiate con il sorriso che, come quello di ogni essere umano, è inestimabile e facilita l'incontro con coloro che hanno davvero bisogno di riceverlo perché in loro si accenda la passione per la vita.
Le famiglie, ci spiega suor Alzira Sousa, sono perlopiù composte da zingari o sono di origine africana, non sono in grado di comprendere il valore dello studio, pertanto si registra un grande abbandono scolastico.
Un'ulteriore problematica riguarda le ragazze zingare, le quali vengono date in matrimonio giovanissime; le sfide educative sono tante e le Figlie di Maria Ausiliatrice cercano di rispondervi anche con la Ludoteca da Galiza, uno spazio educativo informale che vuole raggiungere le varie fasce di età nel loro tempo libero. La ludoteca è paragonabile ad un oratorio salesiano, quindi favorisce esperienze di socializzazione e di amicizia, svolge una funzione educativa, offre attività ricreative, formative e culturali, tra cui il sostegno scolastico, ma ciò che distingue la ludoteca dalle altre presenti nella zona è il battito del cuore salesiano che pulsa in ogni attività, crea famiglia e fa sentire ciascuno amato personalmente.
Le Figlie di Maria Ausiliatrice collaborano anche con il Settore di intervento sociale del comune, e questo permette loro di fare formazione e orientamento a tanti giovani ma, principalmente, di donare sguardi di speranza verso ragazzi che, secondo le statistiche, sono definiti solo come coloro che, da generazioni, non lavorano e non studiano, non hanno competenze lavorative e sono privi di grandi orizzonti esistenziali; per loro non c'è alcun futuro. Scoraggiati dalle proprie famiglie e dall'ambiente, i ragazzi non hanno opportunità per cambiare e per costruirsi una vita dignitosa, per tale motivo sono facile preda dei narcotrafficanti.
Ma quanto detto è spesso smentito dalla vita: sono tanti i giovani che frequentano la Ludoteca da Galiza e che gradatamente maturano, tanto da diventare a loro volta educatori e figure di riferimento per altri bambini e ragazzi a rischio. La crescita avviene perché i giovani sentono la fiducia delle suore e degli educatori e rispondono con gioia ed impegno, lasciandosi accompagnare da un sorriso che, per ciascuno di loro, ci sarà sempre, perché, come affermava Madre Teresa di Calcutta: Non sapremo mai quanto bene può fare un semplice sorriso!