I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

L'INVITATO

LIVIA ODDONE

Missionari di carta

Incontro con don VALTER ROSSI
Direttore di Mondo Erre e di Dimensioni Nuove

Don Bosco credeva nella forza della stampa e fu un pioniere intrepido in questo campo. Tra le tante coraggiose iniziative, nel 1849, fondò una rivista intitolata l'Amico della Gioventù. Oggi, i Salesiani, non hanno perso la passione del fondatore e, in tempi altrettanto difficili, continuano a pubblicare ottime riviste per ragazzi e giovani.

Come racconteresti il tuo lavoro attuale?
Anzitutto non lo chiamerei lavoro, ma passione, anzi, duplice passione, perché sono incaricato dell'oratorio Don Bosco di Alessandria, situato in piena periferia, affronto ogni giorno le sfide che la vita dell'oratorio comporta; contemporaneamente sono direttore delle due riviste salesiane per i ragazzi, Mondo Erre, e per i giovani, Dimensioni Nuove, dell'Editrice Elledici. Si tratta di un impegno gravoso, ma appassionante, che mi mantiene costantemente giovane ed aggiornato.

Quali sono state le tue esperienze salesiane?
La mia vita salesiana è stata ricchissima di esperienze, dall'insegnamento nella scuola media alle superiori, passando per la formazione professionale. Sono stato per tanti anni e sono tuttora incaricato di oratorio e viceparroco. Biella, Casale Monferrato, Asti, Vercelli, Torino, Alessandria sono le città principali in cui ho vissuto e lavorato sempre in mezzo ai giovani. È proprio il contatto con i giovani e la gente che rende il mio impegno nella comunicazione più vero e attuale.

Com'è nata la tua vocazione?
A nove anni, ma non ho fatto un sogno come il mio principale (don Bosco, n.d.r.). Ero alle elementari, che ho fatto dalle suore rosminiane a Borgomanero (NO), mia città natale. Un frate francescano ha fatto vedere delle diapositive che raccontavano la vocazione di un pastorello delle montagne. In sei o sette promettemmo di farci preti, ma gli altri si sono defilati uno per volta. Io, invece, ho continuato. Poi sono andato alle medie dai salesiani e il loro stile mi ha conquistato.

Qual è il panorama attuale delle riviste per ragazzi e per giovani?
Ormai non sono molte le riviste di carattere educativo per ragazzi e giovani. Ogni tanto ci incontriamo per condividere idee ed esperienze. A Chiavari (GE) periodicamente si svolge un concorso nazionale che mette a confronto i vari giornalini educativi. Di solito il primo premio è nostro sia per Mondo Erre sia per Dimensioni Nuove.

Che cosa leggono di preferenza i ragazzi?
Verrebbe da dire che leggono solo messaggi al cellulare, ma in realtà non è vero. Primo perché ormai ci sono i messaggi vocali, e poi perché in realtà i giovani sono ancora i primi nelle statistiche nazionali a leggere. Più di adulti ed anziani. Di sicuro cercano storie vere e di sentimento, fantasy che siano ancorate alla realtà e parlino di loro. L'importante è che “non puzzino di scuola”.

E i giovani?
Vogliono scoprire il mondo e capire ciò che non sempre gli adulti hanno la pazienza di spiegare. Si appassionano per i temi sociali, legati alla mafia o per le passioni forti e tormentate. Non vogliono il lieto fine a tutti i costi e cercano mezzi meno convenzionali, come le graphic novel.

Ci sono differenze tra maschi e femmine?
Certo che ci sono, anche se una certa cultura cerca di appiattire tutto (forse per vendere meglio). Il problema lo incontriamo sovente cercando di fare due riviste che accontentino un po' tutti e due.
Ricordo una volta che mettemmo in copertina un noto gruppo musicale e fui presente alla distribuzione in una scuola: i ragazzi iniziarono a strappare la copertina e a buttarla, mentre le ragazze erano contentissime.
Ma sovente leggono anche per scoprire l'altra metà dell'universo...

Che cosa proponi con Mondo Erre e con Dimensioni Nuove?
Qual è il loro messaggio?

Cerchiamo di essere vicini al mondo dei ragazzi e dei giovani, selezionando tutto ciò che c'è di buono. Il bene è ovunque e va fatto conoscere. Per non parlare della lettura cristiana dei fatti e della vita. Leggere e informarsi è la base per diventare protagonisti del proprio futuro.

A chi ti rivolgi soprattutto?
I nostri lettori tipici sono gli allievi delle scuole salesiane, ma abbiamo anche molti lettori singoli che vengono abbonati come regalo di Natale, per le cresime o per il compleanno da genitori o educatori che sanno di dare in mano qualcosa di valido.

I giornali di carta possono coesistere con Internet e i “social media” o è una guerra persa?
Internet e social affascinano e preoccupano allo stesso tempo. Forse la rete è in guerra con la carta stampata, ma non viceversa. Ci possono essere spazi per entrambi e campi specifici che è inutile invadere. Alla carta stampata manca di sicuro un'interattività veloce. Credo però che se la carta stampata scomparisse, ci troveremmo tutti più poveri. Alcuni educatori mi chiedono: «Perché non sostituisci Mondo Erre con una App?». Io rispondo sempre: «Perché non gli togli il telefonino e non gli dai in mano una buona rivista?».

C'è un maggiore valore educativo nella lettura?
Leggere vuol dire trovare momenti di solitudine personale in cui incontrarsi con chi ha trovato spazi di solitudine per scrivere proprio a te. È questo misterioso contatto a generare una vera e propria forza educativa. Molto più di un po' di gossip o di qualche curiosità spizzicata dalla rete.

Come vedi il futuro della stampa salesiana?
Bello ma faticoso. Non nascondo che le preoccupazioni ci siano, di natura economica e di progetto. Ma sono sicuro che i Salesiani continueranno a scommettere in ciò che don Bosco chiamava “la buona stampa” e che considerava come uno dei fini principali della Congregazione. In fin dei conti scrivere non è altro che farsi imitatori di Colui che in principio era la Parola.