I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

CHE COSA PENSANO I GIOVANI

CLAUDIA GUALTIERI

Questi matrimoni s'hanno da fare?

Il concetto di matrimonio è cambiato con il tempo.
Che cosa pensano i nostri giovani a riguardo?

Fiorella, 21 anni:
La cosa importante è essere consapevoli della serietà di questa decisione

Prima di rispondere a questa domanda è importante premettere che sposarmi e creare una famiglia è sempre stato il mio sogno. Considero il matrimonio molto importante sia come istituzione laica sia come sacramento religioso, perché credo che esso sia la base su cui ogni famiglia debba porre le fondamenta.
Non ho mai pensato veramente al fatto se esiste un'età giusta per sposarsi, soprattutto essendomi sposata io molto presto secondo gli standard della società odierna. Alla fine è solo una questione di scelte. Io ho fatto la scelta di sposarmi a vent'anni e sono felice di aver fatto questa scelta perché ero consapevole di quello che andavo a fare. La cosa importante è, infatti, essere consapevoli della serietà di questa decisione e di tutte le conseguenze che essa comporta. Se mi chiedessero di scambiare la mia vita con quella di una delle mie coetanee non lo farei mai e poi mai.
Non credo che per i miei coetanei sposarsi sia prioritario, anzi penso proprio che sia l'ultimo dei loro obiettivi, sia perché ora come ora è più importante per tutti trovare lavoro e divenire stabili economicamente prima, sia perché, a mio parere, nessuno crede più veramente nel matrimonio, specialmente come sacramento. Infatti, sono convinta che, rispetto a qualche tempo fa, le relazioni vengano prese molto meno seriamente, quasi alla giornata, come se fidanzarsi con una persona fosse solo un divertimento da godersi così, finché dura.

Roberta, 27 anni:
Il sacramento del matrimonio lo vedo come una vera e propria vocazione nonché missione

Un nostro Salesiano, durante un'omelia una volta disse “prima ci si sposa e poi ci si fidanza!”. È la frase che ho fatto mia riguardo al sacramento del matrimonio. Da sempre gli sposi raggiungono questo obiettivo dopo anni di fidanzamento, dopo sacrifici, ma perché vederlo come un obiettivo se è un vero e proprio punto di partenza? Maria e Giuseppe ci trasmettono proprio questo, non si conoscevano, eppure seguendo il Signore, si uniscono in matrimonio, formando la prima vera famiglia cristiana. Credo fortemente che il Signore ci aiuti nella scelta del nostro compagno di vita, perché il progetto che parte deve avere frutti e speranze colme di amore. Considero il matrimonio più come sacramento che come istituzione. Il sacramento del matrimonio lo vedo come una vera e propria vocazione nonché missione.
L'educazione salesiana mi ha insegnato l'importanza della chiamata in tutte le sue forme. Essere moglie, marito è una vocazione che sfocia nella missione di portare avanti un cammino fatto di accompagnamento, sostegno, fiducia, amore, responsabilità.
A mio parere, non c'è un'età anagrafica ideale per sposarsi. L'età giusta è quella che hai quando incontri qualcuno che apprezza prima i tuoi difetti e poi i tuoi pregi, qualcuno che ama e che rispetta la tua libertà, qualcuno con cui condividere il tuo progetto di vita, qualcuno che ti vede come un dono, come un arricchimento per se stesso. Oggi purtroppo noto invece che i miei coetanei ricercano un benessere economico prima che un benessere del cuore. Il matrimonio è visto più come un obiettivo finale. Quasi l'ultima tappa. Mi ritrovo spesso a vedere foto di vecchi compagni di scuola dove si differenziano due categorie, “i tradizionalisti” e “gli spiriti liberi”. I primi orientati a quella che è la costruzione della propria famiglia; i secondi, ancora a rincorrere sogni, carte, e speranze. Non so chi ha la meglio, purtroppo è difficile nel 2018 riuscire a conciliare la realizzazione di un sogno professionale e di un sogno di vita come creare una propria famiglia. Credo che per i coetanei cresciuti con i miei stessi insegnamenti, esperienze e realtà l'importanza del matrimonio sia fondamentale, ma per coloro che non hanno alle spalle un cammino cristiano vissuto nei piccoli dettagli che lo rendono tale, il matrimonio sia più uno degli appuntamenti da segnare in agenda. La famiglia ha, secondo me, un ruolo fondamentale nel trasmettere l'importanza e la bellezza di questo progetto. Tra i miei amici il matrimonio è fondamentale, è una gioia da condividere e vivere ma se solo tutti i miei coetanei vivessero il vero amore e scegliessero di innamorarsi sul serio partendo dallo “sposarsi”, allora credo scoprirebbero uno degli ingredienti fondamentali della felicità.

Fabrizio, 25 anni:
«La vera sfida è avere la forza e il coraggio di donare la propria vita»

Il matrimonio, sia come istituzione sia come sacramento, è importante perché apre nuovi scenari di vita, come l'essere genitori, l'essere responsabili della propria moglie o marito, ma soprattutto porta a condividere con loro la quotidianità di una casa e di un lavoro. Ma secondo me la vera sfida è un'altra: avere la forza e il coraggio di donare la propria vita alla persona con la quale si è intrapreso questo viaggio! Questo è il risultato della presenza di Dio con la coppia di sposi. Per cui, mi sento di dire che il matrimonio abbia più importanza come sacramento piuttosto che come istituzione, anche se quest'ultima non deve mai venire meno. Dobbiamo pur essere buoni cristiani ed onesti cittadini!
A mio parere, l'età giusta per intraprendere il viaggio del matrimonio non esiste. Il momento giusto per sposarsi è quando la coppia cerca le stesse cose, cerca la stessa serenità, le stesse comodità e le stesse esigenze, cercandosi l'un l'altro. Questo può avvenire a 20 anni così come a 50 o a 60. L'età non importa! Ciò che conta davvero è avere bisogno del partner perché lo si ama, facendo attenzione a non trovarsi nella condizione di amarlo solo perché si ha bisogno di lui.
Tra i miei coetanei si parla già di questo argomento, però non è sempre ben visto. Per loro il matrimonio è sicuramente una tappa fondamentale della vita perché si raggiunge l'indipendenza e la vita da “grandi”, ma a volte ci si fossilizza troppo sulle possibili liti e sulla monotonia di coppia, senza pensare a tutto ciò che potrà avvenire di bello. Questo forse perché è un passo importante e un po' di emozione mista a paura può prendere il sopravvento, ma alla fine, dando tempo alla persona giusta, si troverà il coraggio necessario per questa avventura.