I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LA BUONANOTTE

B.F.

Un marito

Alla moglie, qualunque fosse il motivo, ripeteva: «Tu non capisci proprio niente!». Effettivamente lei non aveva studiato oltre la quinta elementare, non si interessava di politica, non leggeva giornali; si occupava soltanto dei figli, della casa, del bucato, della cucina, del pollaio, del lavoro al calzaturificio.
Quando si accendeva una discussione in famiglia, il marito, rifiutando per principio ogni dialogo assennato, pregiudizialmente concludeva: «Tu non capisci proprio niente!».
Il suo disinteresse per i bambini era costante. A lui, un marcantonio nerboruto che pure lavorava sodo come muratore, bastava seguire il calcio in televisione, i film gialli e le veline.
Quando Pina tentava di coinvolgerlo in qualche problema serio per valutare l'opportunità di una spesa o la scelta del luogo di villeggiatura o i risultati scolastici dei ragazzi o il bilancio familiare... la sua risposta era sempre la stessa; pronta, secca, definitiva: «Tu non capisci proprio niente!».
Una sera, in casa, mentre la TV trasmetteva una partita della nazionale, venne a mancare improvvisamente la corrente elettrica. Succedeva spesso, in quella zona di campagna, soprattutto in occasione di qualche temporalaccio estivo.
Il marito, brontolando con l'abituale presuntuosa sicumera, si avviò a scendere nel buio dello scantinato per controllare e sostituire la valvola fusibile nel quadro di distribuzione.
«Accendi una candela!», gli suggerì la moglie. Al solito il marito ribatté: «Tu non capisci proprio niente! Conosco il posto a memoria!». Ma quella sera, evidentemente, qualcosa non funzionò a dovere. Perché il pover'uomo scivolò su un gradino, dopo aver lanciato un urlo disumano, picchiò una testata tremenda e finì al suolo tramortito, sanguinante e con rotture varie.
Chiamata d'urgenza un'autoambulanza la moglie, accasciata, accompagnò il marito al Pronto Soccorso in ospedale. Il caso era molto grave ma i medici, dopo giorni e giorni di cure intensive, riuscirono a salvare la vita al poveretto.
Quando infine l'infortunato si risvegliò, dopo quattro giorni, vide Pina accanto al letto, china su di lui con gli occhi pieni di lacrime, amorosa e trepidante. La povera donna non l'aveva abbandonato un solo istante: giorno e notte, sempre vicina a lui, con mille attenzioni e con infinite preghiere e lacrime.
Dopo due settimane di degenza, quando finalmente l'uomo poté mormorare le prime parole, farfugliando penosamente sussurrò a Pina, mentre due grosse lacrime gli brillavano negli occhi: «Sono proprio un animale. Non avrei mai creduto che tu mi volessi tanto bene!».
E Pina, con il suo sorriso di sempre, amabile e luminoso, gli bisbigliò sottovoce: «Tu non capisci proprio niente!».