I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LA BUONANOTTE

B.F.

Serenella

Serenella era una campana. La campana dell'Ave Maria del campanile della chiesa di San Giovanni di un pittoresco villaggio ai piedi del Monte Rosa, che si chiama Gressoney Saint Jean.
Con la neve, la pioggia e il sole Serenella non dimenticava mai di cantare all'alba, a mezzogiorno e al tramonto e la sua voce giungeva fino ai grandi poderosi ghiacciai del Rosa. Rimbalzava e faceva fremere i timidi caprioli, fischiettare le marmotte, ululare i lupi e grugnire i cinghiali. Era l'amica di tutti. In particolare di uno scoiattolo dalla coda rossa che viveva su un pino cembro di duecento anni e spesso “balzellon balzelloni” arrivava sul campanile.
Aveva anche un altro caro amico, Matteo il panettiere. Il primo che all'alba spalancava la finestra e la salutava quando trillava il suo “buongiorno”.
Un giorno d'autunno, la voce di Serenella si trasformò in un quieto singhiozzare. Pioveva e nel piccolo cimitero ai piedi del campanile, c'era un pugno di gente che guardava una bara che veniva calata nella terra.
Lo scoiattolo dalla coda rossa arrivò subito e chiese: «Perché piangi, Serenella?»
«È morto il mio Matteo, Scoiattolino».
Lo scoiattolo si sedette vicino a Serenella e l'aiutò a piangere.
Nei giorni seguenti, la vita sembrò tornare quella di prima.
Un mattino, però, quando Serenella cominciò a suonare l'Ave Maria, si accorse che c'era qualcuno seduto vicino a lei, sul davanzale del campanile. Era una persona viva e vera, ma stranamente luminosa, lieve, profumata.
«Ma sei Matteo!» esclamò Serenella.
«Sono proprio io» disse la luce.
«Ti credevo in Paradiso» continuò la campana.
«Infatti, sono in Paradiso».
«Ma non mi sembri del tutto felice».
«Sono felicissimo, ma mi manca una cosa, piccola, ma mi manca».
Serenella era sbalordita: «Come può mancarti qualcosa in Paradiso?»
«Vedi, campanella mia, anche là, non vogliamo essere dimenticati. Abbiamo bisogno che qualcuno si ricordi di noi. E il ricordo più bello è quello che avviene in chiesa, dove ci siamo salutati l'ultima volta. Ogni giorno, gli angeli volano sulla terra a raccogliere le preghiere che i cristiani rivolgono a Dio per le persone amate. Gli angeli le portano in Paradiso e le distribuiscono ai beati. Ma per me, non c'è mai niente». Matteo era felice e triste insieme: una cosa proprio curiosa.
«Ci penso io!» trillò Serenella.
Da quel giorno, quando i figli e i nipotini di Matteo passavano nella piazza, la campana suonava a distesa, facendo un gran fracasso, e gridava: «Ricordati di Matteo! Ricordati di Matteo!»
La gente si affacciava sconcertata sulla porta di casa e chiedeva: «Che cosa succede?»
Il sindaco ordinò alle guardie di far tacere quella campana molesta fuori orario. Ma Serenella non smise di suonare finché i parenti di Matteo e tanta altra gente non si ritrovarono in chiesa a pregare per il buon panettiere.
Quella sera, l'angelo di Gressoney portò in Paradiso un mucchio enorme di “preghiere per Matteo”. E Serenella suonò un Alleluia che fece tremare i ghiacciai del Monte Rosa.