I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LA LINEA D'OMBRA

ALESSANDRA MASTRODONATO

La mia strada

Se c'è una cosa che la strada insegna a chiunque si metta in cammino è che non ci sono tragitti obbligati o itinerari già tracciati. Spetta a ciascuno di noi disegnare il proprio percorso esistenziale e decidere verso quale meta indirizzare i propri passi.

Quella della strada è spesso un'esperienza ambivalente. Se da un lato evoca pericolo, smarrimenti, deviazioni, dall'altro è il simbolo della libertà, dello spirito di avventura, della ricerca di un orizzonte più ampio verso cui puntare lo sguardo. Se per un verso implica la necessità di confrontarsi con ostacoli e imprevisti di ogni tipo, per l'altro rappresenta lo spazio dell'incontro e della socializzazione, il terreno privilegiato di un apprendistato alla vita che si nutre del contatto diretto con il mondo. Sulla strada ci si perde, si vagabonda, ci si ritrova; si sperimenta la curiosità vivificante del partire e il sapore polveroso della fatica; si impara a fare i conti con la solitudine, ma anche con la gioia e la difficoltà di camminare insieme con gli altri.
Sensazioni diverse e contrastanti, ma tutte accomunate da un elemento: comunque la si viva, la strada è sempre metafora di un percorso esistenziale, di un itinerario di crescita individuale che comporta la disponibilità a mettersi in cammino e il dinamismo dell'andare. Che sia ripida e in salita o dolcemente adagiata in una pianura verdeggiante, la strada è l'esatta negazione della stasi. È movimento, fiato corto, scarpe consumate e sangue che pulsa nelle vene. È la tenacia di chi, passo dopo passo, punta dritto alla meta, ma anche l'incertezza di chi si smarrisce tra bivi e rotatorie e la lentezza di chi si attarda ad ammirare il paesaggio ed il mutare delle stagioni lungo la via.
Lo sanno bene i giovani adulti, che con la strada ormai hanno acquisito una certa familiarità. Viandanti infaticabili, audaci esploratori, viaggiatori intraprendenti, hanno fatto della strada una compagna fedele, imparando gradualmente ad orientarsi nel confuso accavallarsi di itinerari possibili e sentieri secondari. Al prezzo di vagabondaggi inconcludenti e qualche caduta di cui ancora portano con sé le cicatrici, hanno sperimentato a loro spese che non sempre la via che sembra più semplice è quella giusta per giungere alla meta e che le scorciatoie quasi sempre riservano brutte sorprese. Hanno provato l'ebbrezza di poter decidere liberamente quale percorso seguire e la rabbia e la delusione di ritrovarsi di fronte ad un vicolo cieco. Ma, soprattutto, custodiscono la consapevolezza di avere ancora tanta strada da percorrere...
Se c'è, infatti, una cosa che la strada insegna a chiunque si metta in cammino è che non ci sono tragitti obbligati o itinerari già tracciati. Spetta a ciascuno di noi disegnare il proprio percorso esistenziale, decidere verso quale meta indirizzare i propri passi, individuare dei punti di riferimento che ci aiutino a non smarrire la via maestra e dotarci di tutti gli strumenti e l'equipaggiamento necessari per raggiungere il traguardo.
Potrà essere più o meno faticosa e impegnativa, gratificante o irta di difficoltà, ma quello che conta è imparare ad amare la propria strada, percorrerla con la curiosità e l'entusiasmo di chi ha appena cominciato a camminare e dare il giusto valore ad ogni passo, poiché essa copre esattamente la distanza che separa la giovinezza dalla maturità.

Io sono la strada,
su di me hai camminato,
ma alla fine dove andare hai scelto tu.
Quante scarpe consumate,
quanto tempo che è passato,
ma di punti fermi ancora non ne hai.
Prova a chiedere conto alla vita
di quello che ancora ti deve,
ma non chiederlo a me...
Anche quei dolori che sembravano infiniti
poi scompaiono e non li senti più.
Prova a chiedere conto alla vita
di quello che ancora ti deve,
ma non chiederlo a me...
Io non sono né tuo padre né tua madre,
sono un foglio bianco
da riempire a tuo piacimento.
Io non sono né la meta né il destino,
tocca a te ora scriverlo.
Sei tu padrone del tuo tempo!
Io sono soltanto un'occasione
che ti è stata accanto,
ma sei tu lo spirito del mondo,
lo spirito del mondo...

(Mario Venuti, Spirito del mondo, 2017)