I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

INVISIBILI

FEDERICA ANNIBALI

Come una piccola Apis laboriosa

«Si misero così in strada all'alba assieme ai padri salesiani, a consegnare ai poveri in fila da ore il pane che avevano comprato per loro». Comincia così l'avventura di un gruppo di amici, tutti volontari, che realizzano veri miracoli con mercatini di piazza.

“La santità non consiste nel fare cose straordinarie. Essa consiste nell'accettare, con un sorriso, quello che Gesù ci manda. Essa consiste nell'accettare e seguire la volontà di Dio”. Mi piace cominciare con una frase di Santa Teresa di Calcutta, la Santa degli Ultimi, per poi spiegare ciò che lei ha espresso con tanta efficacia.
Sono Federica Annibali, la presidente di una piccola associazione (Apis, Associazione Pro India del Sud) che da 20 anni, con continuità, aiuta i padri salesiani indiani nel Tamil Nadu, estremo lembo dell'India del sud.
Ricordare il nostro presidente Domenico Catarinella, salito in cielo il 12 maggio del 2014 e sua moglie Antoinette Pasquer non significa ripercorrere gli eventi di una vita eroica ma la semplicità di una missione portata avanti nella quotidianità della vita ordinaria di una anziana coppia. Domenico (1929) e sua moglie (1924), appena raggiunta la pensione decisero, nel 1995, di regalarsi un viaggio in India. E lo fecero seguendo il cuore, su invito di un padre salesiano indiano conosciuto a Roma: padre Tarcisius, rettore a Vyasarpadi (Chennai), la più grande istituzione per poveri abbandonati, che raccoglieva dalla strada bambini e lebbrosi che nessuno (neppure i più poveri) osava avvicinare. Fu lui a invitarli a “venire e vedere” la sua India dal punto di vista della periferia più sporca e misera della capitale del Tamil Nadu.

Con un semplice tam-tam
Fu un colpo di fulmine e credo anche un colpo al cuore, incontrare persone che giacevano in strada, forse morte oppure solo stremate dalla fame. Così in loro nacque l'idea che pur nella fragilità fisica e morale di stranieri occidentali, potevano, anzi avrebbero potuto fare qualcosa. Si misero così in strada all'alba assieme ai padri salesiani, a consegnare ai poveri in fila da ore il pane che avevano comprato per loro. Fu una gioia incontrare soprattutto i lebbrosi, persone disabituate a ricevere un gesto di umana pietà o un cenno di saluto, per abbracciarli e farli sentire fratelli in nome di un Dio che non allontana nessuno da sé.
Il passo successivo fu quello di ritornare in Italia alla loro vita - ai figli, agli amici della parrocchia di San Giuseppe al Casaletto a Roma - e parlare dell'India e del suo straordinario popolo mite e fiducioso. C'era davvero tanto da fare per sostenere le missioni salesiane in Tamil Nadu e bisognava farlo subito.
Tra il 1996 e il 1998 attraverso un semplice tam-tam tra amici e con mercatini di prodotti acquistati in India improvvisati in strada, furono raccolti ben 30.737.000 milioni delle vecchie lire, subito trasformati in un dispensario per i lebbrosi, utilizzati per l'acquisto di materiale sanitario per le missioni più povere e di utensili da falegnameria per i ragazzi degli istituti professionali salesiani o macchine da cucito per ragazze. Furono realizzati anche dei pozzi per i contadini più poveri.
Ma ciò che più colpisce è l'efficacia delle iniziative di questo primo gruppo di amici, semplici animatori parrocchiali; un'energia inesauribile di cui padre Tarcisius si rese subito conto. Così nel dicembre del 1997, dopo due anni di collaborazione febbrile, il Padre indiano scrisse una lettera nella quale chiedeva esplicitamente ad Antoinette e Domenico di diventare A.P.I.S, cioè “Associazione Pro India del Sud” in sostegno alle attività missionarie in Tamil Nadu.
Il nome avrebbe ricordato le api, i piccoli insetti operosi che bottinano il miele; la presidente sarebbe stata una donna, Antoinette Catarinella e la sede la loro casa.

Toni Panantopu
L'associazione Apis sorta nel 1997, ha ormai compiuto 20 anni, ma è rimasta uguale a se stessa come era nelle intenzioni dei fondatori, con il medesimo spirito di volontariato “integrale” che la anima da sempre. I fondi raccolti da manifestazioni e mercatini in piazza sono interamente investiti nella costruzione di scuole, realizzazione di laboratori tecnici e sartorie, ambienti idonei per bambini ammalati di HIV, lebbrosi e dhobi, gli Intoccabili cioè gli appartenenti alla casta più bassa. Tante persone e soprattutto giovani hanno beneficiato dei frutti di tanta alacre attività che in un ventennio ha raccolto (e possiamo indicare solo i fondi ufficialmente contabilizzati) ben oltre un milione di euro.
In ricordo di Antoinette Pasquer e per i lebbrosi di Attur, ai quali con tanta determinazione aveva un giorno consegnato il pane nei sobborghi più poveri di Chennai, sono state costruite 42 casette e una cappellina interconfessionale dedicata a Maria Ausiliatrice aiuto dei Cristiani. Il villaggio, ribattezzato dagli stessi abitanti Toni Panantopu, cioè il “villaggio di Antoinette”, è stato terminato pochi giorni prima della sua morte, il 24 di agosto del 2007.
Al nostro ultimo presidente sul finire del 2017 abbiamo dedicato una nuova e moderna scuola salesiana a Nedungadu, destinata a ospitare 500 tra bambini e ragazzi tra i 6 e i 16 anni; il riconoscimento più bello per un uomo che ha speso con allegria e pienezza di senso gli anni più maturi della vita in favore di tanti giovani.
Una storia semplice di due persone che hanno camminato qui sulla terra per indicarci una strada, forse un sentiero stretto, che li ha resi testimoni di un'Opera più grande. Perché ognuno di noi oggi può dire “Sì” e trasformare una Vita qualunque in una Vocazione all'Altro, seguendo lo spirito lasciatoci da don Bosco.