I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LA LINEA D'OMBRA

ALESSANDRA MASTRODONATO

Tu da che parte stai?

Anche i più giovani non possono più far finta di niente. Oggi devono necessariamente passare attraverso l'assunzione di una responsabilità attiva nei confronti della società in cui viviamo e l'impegno a rimboccarsi le maniche per contribuire in prima persona alla costruzione di un'alternativa.

In medio stat virtus. Una lunga tradizione di pensiero, improntata ai valori dell'equilibrio e della moderazione, ci ha abituati a pensare che la strada migliore da percorrere è sempre quella del “giusto mezzo”, della bilanciata mediazione tra due alternative opposte e inconciliabili, della ricerca fiduciosa di un equo compromesso tra le diverse opzioni sul tappeto. Ci è stata inculcata l'idea che ogni posizione troppo radicale reca in sé il germe del fanatismo e dell'intolleranza, mentre l'arte della diplomazia ci ha insegnato a danzare sul filo invisibile del negoziato per evitare di impantanarci nelle aride secche dell'incomprensione.
Ma quella che nelle intenzioni originarie voleva essere una regola d'oro per un'esistenza vissuta lontano da ogni eccesso e turbamento, la colonna portante di una saggezza pratica basata sull'ideale etico della misura, rischia talvolta di tramutarsi in un tacito invito all'inerzia e al trasformismo, in un subdolo alibi dietro cui ci trinceriamo per non prendere mai posizione, per sottrarci alla responsabilità di una chiara scelta di campo che ci chiami a metterci in gioco con le nostre aspirazioni e convinzioni.
La presente fase storica, geneticamente caratterizzata dalla tentazione dell'astensionismo, dall'abitudine a tenere un piede in più scarpe per poter, all'occorrenza, cambiare bandiera e volgersi verso l'opzione che appare più conveniente, sembra invece provocarci alla scommessa della “dissonanza critica”, all'esigenza di abbracciare con decisione il sentiero in salita del cambiamento. Di fronte alle questioni più scottanti della contemporaneità - dall'ecologia al processo di pace, dalla tolleranza nei confronti del diverso alla precarietà nel mondo del lavoro - una domanda ci viene posta con insistenza ormai ineludibile: e tu da che parte stai?
Si tratta di un interrogativo universale, che chiama in causa ogni essere umano, con la sua capacità di discernere e valutare, ma che appare ancor più inderogabile per i giovani adulti, nella misura in cui il cammino verso l'adultità deve necessariamente passare attraverso l'assunzione di una responsabilità attiva nei confronti della società in cui viviamo e l'impegno a rimboccarci le maniche per contribuire in prima persona alla costruzione di un'alternativa.
Pur riconoscendo l'importanza strategica della mediazione, siamo dunque chiamati a decentrarci dai nostri bisogni e ad allargare l'orizzonte delle nostre aspettative per progettare l'innovazione culturale e sociale e migliorare la qualità della vita di ciascuno. Siamo chiamati a rompere il silenzio e ad uscire dall'ombra del compromesso per diventare protagonisti di una “rivoluzione” che non sia solo esteriore, ma che comporti una più profonda conversione delle attese e delle convinzioni radicate che ognuno di noi si porta dentro. Nella consapevolezza che ogni rivoluzione non può mai essere indolore, ma implica inevitabilmente un salto nel vuoto, la disponibilità a confrontarsi con la rottura degli equilibri consolidati e il conseguente disorientamento, il coraggio di praticare il pensiero divergente e farsi contagiare dalla linfa vitale dell'“utopia”.

La rivoluzione sta arrivando,
la rivoluzione sta arrivando,
e tu da che parte stai?
Lo scenario sta cambiando,
si disegna un nuovo sfondo,
e tu quale ombra sei?
La rivoluzione sta chiamando,
la rivoluzione sta chiamando,
e tu quale nome sei?
All'appello io rispondo,
non ha tempo il nuovo mondo,
e tu in silenzio cosa fai?
Con la testa tra le mani,
mentre il cielo sta virando verso colori nuovi,
sono i colori degli umani...
La rivoluzione sta passando,
per le strade sta ballando,
e tu sei nascosto ormai.
È scaduto il nostro tempo,
soffia troppo forte il vento,
e tu ora dove sei?
Ancora con la testa tra le mani,
mentre il cielo sta piangendo versa colori nuovi,
sulla pelle degli umani...
Hey! Salvala!
Questa terra che respira e non tracolla mai...
Respira forte e tieni tutto dentro,
apri le mani e aspetta s'alzi il vento,
e quando passa quello è il tuo momento
di liberare l'anima nel mondo.
Lo senti, chi ti parla è l'universo,
lo fa da sempre, ma non eri attento.
E ora che lo ascolti è il tuo momento
di fare un salto per cambiare il mondo.
La rivoluzione sta cercando
la soluzione dentro al mondo,
e tu quale mondo sei?

(Negramaro, La rivoluzione sta arrivando, 2015)