I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

IN PRIMA LINEA

Testo: KIRSTEN PRESTIN - Foto: DON BOSCO MISSION BONN

Educare è dare la vita

È difficile e dolorosa la vita per le bambine e le ragazze in Pakistan. Molte non possono frequentare la scuola e sono costrette a sposarsi prestissimo. In questo Paese a maggioranza islamica, i Salesiani di don Bosco offrono il loro servizio principalmente nell'ambito della formazione. A Quetta, ragazze cristiane e musulmane con possibilità economiche modeste studiano insieme. Potranno così sognare e progettare una vita tutta loro.

Jacinta ora può ridere di nuovo e guardare al futuro con spirito positivo. In passato la sua situazione era diversa, soprattutto perché ha dovuto vivere l'esperienza di non essere stata né amata, né accolta.
Quando aveva dodici anni arrivò nella Casa per ragazze “Laura Vicuña” a Quetta, nella parte occidentale del Pakistan. A quattro anni perse suo padre, che era malato di cancro, e sua madre la abbandonò quando era ancora piccola. Jacinta crebbe inizialmente con una zia, poi con uno zio. Quando lo zio morì inaspettatamente, poté rimanere un po' con sua moglie, che però era molto rigida e severa con lei e la trattava come se non facesse parte della famiglia. La bambina, che all'epoca aveva nove anni, doveva occuparsi della casa: pulire, cucinare e riordinare. Era sfruttata senza pietà, ma non aveva il coraggio e la forza di reagire. Avvenne un cambiamento solo quando cominciò a frequentare la scuola. Iniziò allora a comprendere quanto il trattamento riservatole da sua zia fosse scorretto e ingiusto. Acquisì un po' di coraggio e protestò, ma si scontrò con l'incomprensione della zia: il risultato fu che la sua vita diventò ancora più difficile. Jacinta allora fuggì e fu finalmente accompagnata nella Casa Don Bosco per ragazze.
Le esperienze come quella di Jacinta non sono insolite in questo Paese islamico.
In Pakistan molte ragazze sono sfruttate nell'ambito del lavoro domestico. È una forma moderna di schiavitù. Le ragazze non hanno diritti, spesso sono picchiate e subiscono abusi, vivono completamente isolate. In Pakistan molte ragazze sono anche obbligate a sposarsi a un'età inferiore a diciotto anni e di solito non frequentano più la scuola. «È un grave problema, perché l'istruzione è la chiave per la lotta contro la povertà e amplia l'orizzonte di vita delle ragazze», ha spiegato don Joel Jurao, che dal 2017 è il direttore del centro di Quetta. Il sostegno da parte delle famiglie è importante. I familiari delle ragazze dovrebbero essere coinvolti in questo processo.

Infondere coraggio e offrire solidarietà
«Quando arrivò da noi, Jacinta era molto turbata e depressa. Aveva sperimentato troppe realtà negative, per una ragazza di dodici anni», ha continuato don Joel. I Salesiani di Quetta la ascoltarono, mostrandole che era benvenuta e disponeva di grandi potenzialità. Jacinta riacquistò coraggio e volle continuare il suo percorso scolastico. Ora sta frequentando la prima media presso il centro Don Bosco. «È molto intelligente e studia con entusiasmo. A volte però vive momenti di depressione», ha detto don Joel. Per lei sono particolarmente difficili le occasioni in cui le altre allieve ricevono la visita di genitori o parenti che le accompagnano fuori della Casa e lei rimane sola.

“L'istruzione è la chiave per la lotta contro la povertà e amplia l'orizzonte di vita delle ragazze.”
Don Joel Jurao, Direttore dell'Istituto di Quetta

«Jacinta soffre molto per questa situazione. Sente la mancanza del padre e piange spesso per questo», ha riferito una delle Suore del Buon Pastore, che si prendono cura delle ragazze.
«Le altre ragazze la aiutano, la incoraggiano e così Jacinta, nonostante il suo destino, ora riesce a guardare al futuro con spirito positivo», ha detto don Joel. Il 97% degli abitanti del Pakistan professa la religione islamica.
I cristiani sono una minoranza. La Casa Don Bosco per ragazze lavora solo al servizio di giovani cristiane provenienti da famiglie con possibilità economiche modeste. Ragazze musulmane e cristiane frequentano insieme la scuola Don Bosco, ma per l'insegnamento della religione seguono percorsi separati. In questo Paese islamico vengono compiuti ripetutamente attacchi contro le minoranze religiose. Anche il Centro Don Bosco di Quetta è stato colpito. L'opera deve però continuare.
«Le ragazze hanno bisogno del nostro aiuto. E la possibilità di cambiare qualcosa è legata proprio all'istruzione», ha detto don Joel.
I Salesiani hanno cominciato a lavorare in Pakistan nel 1998. Don Piero Zago è stato uno dei primi Salesiani che avviarono l'opera di Quetta. Il sacerdote di origine italiana riteneva che cristiani e musulmani dovessero seguire il percorso di formazione insieme. Helmut Merkel, Cooperatore Salesiano di Don Bosco e amico di don Zago, ha ricordato quegli inizi: «Innanzitutto don Piero fu attaccato quasi ovunque in quanto cristiano. Quando voleva aprire la scuola, i mullah cercarono di impedirglielo e lo accusarono di sobillare i bambini contro l'Islam. Con grande prudenza e diplomazia, don Piero dichiarò: “Offriremo ai bambini una buona formazione e un buon insegnamento. Nella scuola abbiamo anche preparato uno spazio per la preghiera per i vostri ragazzi, per permettere loro di pregare in qualsiasi momento”. Don Piero Zago parlò con voce ferma ed energica e conquistò il rispetto dei diffidenti mullah. Un anno dopo, i genitori mandarono i loro figli nella nostra scuola senza alcun problema».
Don Piero Zago è morto all'età di 82 anni nel dicembre 2017 nella sua terra d'origine, il Piemonte. L'opera che aveva avviato in Pakistan è portata avanti dai Salesiani, nonostante la situazione difficile in termini di sicurezza. Gli Istituti Don Bosco sono molto apprezzati. Molti genitori musulmani ora riconoscono che l'istruzione è la chiave per una vita migliore per le loro figlie. Questa consapevolezza non è così scontata, in uno tra i Paesi più pericolosi al mondo per le ragazze e le donne. Nella Costituzione del Pakistan l'uguaglianza degli uomini e delle donne è sancita fin dal 1973. In realtà, però, in questo Paese islamico le donne e le ragazze sono soggette a numerose discriminazioni. Molte non sanno leggere e scrivere. Il Pakistan presenta ancora uno tra i tassi di scolarizzazione e alfabetizzazione più bassi del mondo.

“Le ragazze devono avere la possibilità di andare a scuola e i ragazzi devono imparare che le ragazze sono parte della nostra società con pari diritti.”
Don Joel Jurao, Direttore dell'Istituto di Quetta

Una Casa per un certo periodo di tempo
Nella Casa “Laura Vicuña” di Quetta le giovani di età compresa tra i dieci e i sedici anni trovano una “Casa per un certo periodo di tempo”. L'aiuto offerto dai Salesiani di Don Bosco e dalle Suore del Buon Pastore e l'atmosfera familiare infondono nelle ragazze la forza che permette loro di affrontare il cammino verso una vita indipendente.
Questa è l'esperienza di Anjali, che ha compiuto un passo verso l'indipendenza. È arrivata a Quetta con la sua famiglia e per caso ha cominciato a prestare il suo aiuto in cucina presso la Casa Don Bosco. Qui ha scoperto di voler studiare. I suoi genitori hanno acconsentito e così la tredicenne frequenta ora la prima media al Centro Don Bosco, vive nella Casa “Laura Vicuña” e può guardare al futuro con fiducia. «Il servizio più importante che possiamo offrire ai giovani a Quetta è l'istruzione. Le ragazze devono avere la possibilità di andare a scuola e i ragazzi devono imparare che le ragazze sono parte della nostra società con pari diritti», ha detto don Joel.