I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

IL MESSAGGIO DEL RETTOR MAGGIORE

DON ÁNGEL FERNÁNDEZ ARTIME

Vi amo, Salesiani!

«Molti di noi non immaginano una vita senza don Bosco, senza Salesiani, e possiamo affermare che non saremmo innamorati di Dio in una maniera “pazzesca”, piena di risate e grandi esperienze, senza di lui».

Cari amici e lettori del Bollettino, con il Sinodo che si celebra a Roma, la Chiesa vuole ascoltare i sogni dei giovani e rispondere con tutta la sua “maternità”. In perfetta sintonia con la Chiesa, noi salesiani ci prepariamo a fare la stessa cosa con la celebrazione del Capitolo Generale che stiamo preparando.
Il tema del Capitolo sarà “Quali salesiani per i giovani di oggi?”. La domanda più bella e coerente che si può fare. Anche il filosofo Umberto Galimberti, spiega: «I giovani chiedono insegnanti motivati e carismatici, perché si impara per fascinazione». E agli adulti dicono: «Non vi odiamo, anzi vi siamo riconoscenti se ci potete aiutare a realizzare quel che vogliamo diventare, perché un sogno ce l'abbiamo anche noi e non vogliamo vederlo spegnersi come si spengono le stelle cadenti».
«Carissimo don Ángel»
A titolo di esempio, desidero condividere con tutti voi due scritti che mi sono giunti recentemente. Il primo messaggio, di due settimane fa, viene da una giovane animatrice:
«Carissimo don Ángel,
ho appena visto il tuo messaggio riguardante il Capitolo Generale 28 e ho deciso di scriverti solo per dirti qualcosa; il tema del Capitolo mi è sembrato meraviglioso. Mi ero già presa un po' di tempo per riflettere un po' sulla figura salesiana, di cui ha bisogno la nostra realtà e abbiamo bisogno noi giovani, ispirata dall'esperienza personale che ho vissuto con i Salesiani che mi hanno accompagnato lungo tutta la mia crescita. Mi sembra che il Capitolo coinvolga direttamente noi, giovani in formazione-accompagnamento o già giovani animatori, dal momento che siamo molto sensibili verso i gesti che possono essere rivolti a noi.
Sinceramente alcune volte mi sono sentita un po' triste poiché apparentemente, per alcuni salesiani, sembrano contare di più altre cose come i conti, gli oggetti della casa, l'economia, gli edifici, la gestione, ecc. Tuttavia, l'invito a mettere al primo posto le cose del cuore, mi riempie di gioia; mi riempie davvero di grande speranza la sfida di lasciare la zona di benessere perché abbiamo bisogno di Salesiani con convinzione, sogno, passione, che possano essere testimoni viventi dell'amore di Cristo e possano essere per noi un esempio di tutto ciò che professava don Bosco.
Credo che così potremo innamorarci una volta ancora di questo stile di vita e così far crescere maggiormente la nostra cara Famiglia salesiana, ovviamente facendo tutti la propria parte.
Ti porto nel cuore. Con tanto affetto».
Nella mia ultima visita in Messico un giovane del Movimento Giovanile Salesiano mi ha consegnato questa lettera, dopo averla letta in pubblico.
«Ciao don Ángel. Anzitutto desidero salutarti e ringraziarti di tutto quello che fai. È un vero piacere poter condividere un po' dell'esperienza della mia comunità come giovane del movimento salesiano.
Mi chiamo A.K. e ho 23 anni. Sono originario della frontiera, di Nuevo Laredo, Tamaulipas. È davvero una sfida scrivere queste parole e sapere che saranno lette dal successore di don Bosco, il nostro amato don Bosco, la persona che ha ispirato migliaia di giovani a convertirsi per Amore a Dio, a vivere esperienze indimenticabili e conoscersi più intimamente.
Ti dico che conosco i salesiani da 10 anni. Ritengo una grande benedizione aver visto la nascita di un Oratorio da una vera e propria discarica; la gioia di vedere come si è formata a poco a poco una comunità che voleva lavorare, fare la differenza, coltivare uno spazio di gioia, convivenza e pace per i nostri bambini e giovani, un posto dove amare Cristo liberamente, dedicando tempo e fatica.
Durante questo tempo è stato difficile mantenere vivo l'oratorio, a causa del difficile ambiente circostante pieno di droghe, alcol, spaccio, migrazione illegale e dove i più esposti sono i ragazzi e le ragazze. È difficile la lotta che si sperimenta ogni giorno, una lotta di tutti contro tutti.
È da riconoscere il sostegno della comunità salesiana e dei volontari che ci accompagnano e che cercano di liberare i giovani da queste situazioni. Ma allo stesso modo ci sono giovani innamorati di Gesù e di don Bosco, giovani che hanno trovato una seconda casa, nuovi amici, un posto dove possiamo esprimerci e divertirci in modo sano.
Per questa ragione noi giovani di Nuevo Laredo desideriamo dire a don Bosco che vogliamo essere coraggiosi come lui nel sopportare tante situazioni senza disperarci e senza arrenderci, lottando sempre per i nostri sogni, anche se non sappiamo quanto lontano potremo andare. Molti di noi continuano a chiedersi cosa abbiamo fatto per essere stati scelti per conoscere e vivere in un Oratorio, e al suo interno imparare a condividere l'esempio di don Bosco.
Ci appassiona sapere come ha dedicato tempo e vita per i più bisognosi, donando loro un posto dove vivere, inviando persone che ci seguono trasmettendoci la stessa energia per credere in Gesù e vivere secondo il suo esempio.
Molti di noi non immaginano una vita senza don Bosco, senza Salesiani, e possiamo affermare che non saremmo innamorati di Dio in una maniera “pazzesca”, piena di risate e grandi esperienze, senza di lui. Don Bosco, tu hai guidato gli smarriti che, senza conoscere la direzione della loro vita, hanno trovato la risposta all'interno di questa casa, scuola, chiesa e cortile.
Per questo, caro don Bosco, desidero dirti grazie perché continui a spingere e motivare sempre i giovani, e desidero ringraziarti perché mantieni viva la mia “Grande Famiglia Salesiana”, dove ho vissuto i migliori momenti della mia vita, dove ho conosciuto persone stupende, dalle quali sto ancora imparando, soprattutto la gioia di amare Dio in un modo che non avrei mai pensato; la felicità di essere me stesso, facendo ciò che mi piace, senza paura o imbarazzo davanti agli altri, vivendo semplicemente nella misura massima il carisma salesiano e quindi potendo dire che la mia scelta è Cristo, nello stile di don Bosco».
Siamo figli di un sognatore e non lasceremo che i sogni dei giovani si spengano come le stelle cadenti.