I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LA LINEA D'OMBRA

ALESSANDRA MASTRODONATO

Chi non cambia è perduto!

La vera rivoluzione che ciascuno di noi ha il potere di compiere, la sola che può realmente contribuire a cambiare in meglio il mondo e la società che ci circondano, è quella di cambiare prima di tutto se stessi.

Nel difficile e, talvolta, tortuoso cammino verso l'adultità tutti, prima o poi, ci ritroviamo a fare i conti con una dimensione dell'esistenza che, più di ogni altra, sembra generare in noi sentimenti ambivalenti: la dimensione incerta, imprevedibile, sempre e comunque destabilizzante, del cambiamento.
Che si tratti di cambiare città o Paese per cercare lontano da casa una realizzazione professionale a lungo rincorsa e mai pienamente raggiunta, oppure di mettersi alla prova nel confronto dagli esiti tutt'altro che scontati con nuove responsabilità affettive e familiari, o più semplicemente di rimodulare le proprie abitudini e i propri ritmi di vita per adattarli alle richieste inevitabilmente più esigenti della condizione adulta, l'incontro con il cambiamento non è mai indolore e privo di tentennamenti o esitazioni.
Il nuovo ci attrae, è un potente motore di sperimentazione e di speranza, ma al tempo stesso ci spaventa, ci mette in crisi, poiché ci costringe a rivedere e modificare atteggiamenti, prospettive e modi di pensare ormai cristallizzati e rassicuranti. Che ci piaccia o no, che gli opponiamo resistenza rimanendo testardamente aggrappati alle nostre fragili certezze o lo accogliamo a braccia aperte come una preziosa opportunità di crescita e maturazione, il cambiamento è il processo attraverso il quale il futuro irrompe nelle nostre vite, le sconvolge, ne sovverte persino le fondamenta, sospingendoci in territori inesplorati dentro e fuori di noi.
Eppure - come sembrano confermare in un coro pressoché unanime tutte le ricerche più recenti sulla generazione degli under trentacinque - i giovani adulti del terzo millennio sono spesso restii a vivere con fiducia le trasformazioni più o meno radicali che attraversano le loro vite, guardano ad esse con una certa dose di diffidenza e, non di rado, preferiscono galleggiare nelle acque sicure delle proprie abitudini consolidate piuttosto che avventurarsi nel mare incerto e insidioso della “possibilità”.
Anche quando accolgono la sfida di percorrere strade sconosciute e di provare a far spazio al nuovo nella propria quotidianità, faticano a lasciarsi trasfigurare in profondità dalla logica salvifica e dirompente del cambiamento e tendono più che altro ad adattarsi alle trasformazioni imposte dalla situazione contingente piuttosto che essere realmente protagonisti di scelte inedite e consapevoli. Accettano, in altre parole, di fare qualche piccola deviazione di percorso lungo il proprio cammino, ma non sono disposti a rimettere in discussione la direzione di marcia e la meta finale del sentiero intrapreso. E se questo può essere, talvolta, il segno di una solida fedeltà alle proprie scelte esistenziali e della capacità di tener fermi i propri obiettivi e valori non negoziabili, rifuggendo dal rischio di sprofondare nella voragine dell'incertezza e del disorientamento, spesso può diventare anche un alibi per non essere costretti ad impegnarsi in un più faticoso lavoro interiore di conversione del cuore e un vincolo che impedisce loro di includere nuove e più esigenti opzioni nel proprio orizzonte di senso.
Perché, come amava dire qualcuno che del cambiamento ha fatto la propria ragione di vita, la vera rivoluzione che ciascuno di noi ha il potere di compiere, la sola che può realmente contribuire a cambiare in meglio il mondo e la società che ci circondano, è quella di cambiare prima di tutto se stessi.

Cambiare macchina è molto facile,
cambiare donna un po' più difficile,
cambiare vita è quasi impossibile.
Cambiare tutte le abitudini,
eliminare le meno utili
e cambiare direzione...
Cambiare marca di sigarette
o cercare perfino di smettere
non è poi così difficile.
È tenere a freno le passioni,
non farci prendere dalle emozioni
e non indurci in tentazioni...
Cambiare logica è molto facile,
cambiare idea già un po' più difficile,
cambiare fede è quasi impossibile.
Cambiare tutte le ragioni
che ci hanno fatto fare gli errori
non sarebbe neanche naturale...
Cambiare opinione non è difficile,
cambiare partito è molto facile,
cambiare il mondo è quasi impossibile.
Si può cambiare solo se stessi,
sembra poco, ma se ci riuscissi
faresti la rivoluzione.
Vivere bene o cercare di vivere,
fare il meno male possibile
e non essere il migliore.
Non avere paura di perdere
e pensare che sarà difficile
cavarsela da questa situazione...

(Vasco Rossi, Cambia-Menti, 2014)