I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

ERRATA CORRIGE
La fotografia posta al centro di pagina 41 del numero di maggio 2017 e di Cristina Rondolino.

FMA

EMILIA DI MASSIMO

La città delle garze bianche

Guaratinguetá, la culla delle Figlie di Maria Ausiliatrice in Brasile.

Dal lontano 1887...
Attualmente ci sono tanti interrogativi riguardo al significato di educazione. Tra le molteplici risposte, scegliamo quella del filosofo francese Jacques Maritain, il quale afferma che il compito dell'educazione è aiutare la persona umana a rispondere al suo principale dovere, che è quello di “divenire uomo”. Sembra che sia quanto stia accadendo a Guaratinguetá. Ma dove si trova questo posto dal nome misterioso? Guaratinguetá è un nome indigeno, significa La città delle garze bianche.
Oggi è un comune del Brasile, all'interno dello Stato di San Paolo, e parte della mesoregione della Vale do Paraíba Paulista e della microregione di Guaratinguetá.
In passato si coltivavano il riso, il caffè, il cotone e la canna da zucchero; al momento presente sono pochi coloro che mantengono la tradizione delle piantagioni, perché la maggioranza della popolazione si occupa del commercio e del turismo religioso, infatti il comune è situato vicino al famoso comune di Aparecida, dove si trova il Santuario nazionale della Vergine di Nostra Signora Aparecida, Patrona del Brasile.
Guaratinguetá, conosciuta anche come la terra natale del primo santo brasiliano, Frei Antonio Maria de Santana Galvão, è anche la prima culla delle Figlie di Maria Ausiliatrice in Brasile. La cronaca del Collegio narra che, nel lontano 1887, monsignor Giovanni Filippo si recò a Torino per sollecitare don Bosco affinché mandasse le suore, così da garantire l'educazione delle giovani di Guaratinguetá e delle regioni limitrofe. La richiesta trovò risposta nel successore di don Bosco, don Michele Rua: dodici Figlie di Maria Ausiliatrice arrivarono nel Collegio Nostra Signora del Carmine per dare inizio alla missione educativa tra le bambine e le giovani più povere del luogo; nuove case si apriranno in seguito, tanti giovani saranno educati e le vocazioni fioriranno numerose.
... al 2017
In questo anno il Collegio Nostra Signora del Carmine celebra 125 anni di presenza delle Suore Salesiane in Brasile. Abbiamo chiesto ad alcune di loro qual è oggi il compito dell'educazione, e la loro risposta è un'esperienza di vita che, unita a quella dei laici a cui danno voce, ha sapore di futuro.
Suor Nair Paschoalini ci dice che la Casa del Purissimo Cuore di Maria, è la struttura simbolo che indica la risposta ai cambiamenti storici: è la sede del Progetto di Spiritualità Missionaria (PEM).
Suor Metka Kastelic aggiunge: Sono qui per servire, per amare, per vivere in allegria e per cercare vie di speranza per la gioventù, ed una di esse è l'animazione del Volontariato Internazionale Donna Educazione Sviluppo (VIDES) come proposta di solidarietà che favorisce il protagonismo giovanile all'interno della società. Inoltre, ben rispettando la tradizione salesiana, l'educazione si comunica anche mediante la musica; il maestro Marcelo Henrique crede che educare con la musica equivalga ad attingere al cuore dei giovani, seminando in loro la gioia per la vita.
Isadora Prudente, giovane exallieva, afferma: sono certa che tutti i legami che ho intessuto nel Collegio sono costruiti sulla roccia; ogni nome ha la sua firma nel mio cuore e tra le pareti di quella che sento come la mia casa.
João Bosco Ribeiro Alvarenga, Salesiano Cooperatore e collaboratore delle Figlie di Maria Ausiliatrice, non ha dubbi: il cammino con le suore è stato fondamentale per scoprire la mia vocazione umana, cristiana e salesiana, così ho deciso di diventare Salesiano Cooperatore per amare i giovani e contribuire alla promozione della loro dignità. Lavorando insieme alle suore, ogni giorno, ho scoperto che la gioia di cui parla il Vangelo è possibile, è una realtà del quotidiano.
Suor Teresa Cristina Pisani Domiciano ricorda che l'educazione oggi è una sfida grande: non si tratta di formare soltanto l'intelletto del giovane ma la persona nella sua totalità. Dunque, è bene accompagnare i ritmi personali di ciascuno, essere presente, anche nei nuovi “cortili”: il mondo virtuale abitato dai giovani. Occorre essere aperti alle nuove sfide della contemporaneità ed essere all'interno un segno di vita per promuovere la cultura dell'incontro, proprio come ci ricorda papa Francesco.