I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

CONOSCERE VALDOCCO

LIVIA ODDONE

Un piccolo gioiello nella basilica di Maria Ausiliatrice

La cappella delle Sante Reliquie

La Basilica di Maria Ausiliatrice di Torino è il “luogo del cuore” di tutta la grande Famiglia Salesiana.
Entrando dall'ingresso principale, a destra, una scala conduce alla Cripta o “Cappella delle Reliquie”.

Si presenta con una navata unica a croce latina, con volte a vela e a botte che ricordano, anche per i motivi ornamentali, le catacombe cristiane.
Appena discesa la scala, ci si trova di fronte all'altare dell'Apparizione che ricorda la visione avuta da don Bosco nel 1845 durante la quale la Vergine gli indicò il luogo del martirio dei tre soldati romani Solutore, Avventore e Ottavio. Una croce di metallo sul pavimento, a sinistra, e un quadro di Dalle Ceste segnano il luogo preciso indicato dalla Vergine.
Don Bosco così ci racconta: «Mi sembrò di trovarmi in una gran pianura piena di una quantità sterminata di giovani (...). Erano giovani abbandonati dai parenti e corrotti. Io stava per allontanarmi di là, quando mi vidi accanto una Signora che mi disse: “In questo luogo dove i gloriosi Martiri di Torino Avventore ed Ottavio soffrirono il loro martirio, su queste zolle che furono bagnate e santificate dal loro sangue, io voglio che Dio sia onorato in modo specialissimo”. Così dicendo, avanzava un piede posandolo sul luogo ove avvenne il martirio e me lo indicò con precisione. Io voleva porre qualche segno per rintracciarlo quando altra volta fossi ritornato in quel campo, ma nulla trovai intorno a me; non un palo, non un sasso: tuttavia lo tenni a memoria con precisione» (Memorie biografiche 2, pp. 298-299).
La navata come il transetto sono chiusi al fondo da un'abside. I motivi ornamentali e simbolici della decorazione sono ispirati ai tipi delle catacombe, e vi predomina la Croce. Infatti essa non è solo elemento della scena della Passione e della liturgia, ma l'espressione della pietà, e motivo primo del culto, sui sepolcri dei Martiri, simboleggiata dal monogramma, dall'ancora, dal tridente ecc. La volta invece, a motivi geometrici, è a fondo azzurro, smagliante di colore e di delicate sfumature. Tutto il basamento della cappella è di marmo giallo chiaro con cornice di alabastro.
Lungo le pareti di destra e sinistra vengono man mano disposte, attorno agli altari minori, le urne delle sacre Reliquie. Un criterio speciale fu tenuto nella dedicazione degli altari.
L'altare principale, dedicato alla Passione di Nostro Signore, custodisce una delle più insigni Reliquie del santo Legno della Croce.
L'altare centrale dalla parte del Vangelo è dedicato ai santi Martiri; quello dalla parte dell'Epistola ai Santi Confessori.
Dei quattro altari secondari, quelli presso l'altare principale sono dedicati uno ai Santi Fondatori di Ordini e Congregazioni religiose, l'altro ai Dottori della Chiesa: i due presso l'ingresso della cappella sono dedicati alle Sante Vergini e Martiri e alle Sante né Vergini né Martiri. Le lunette di questi quattro altari sono ornate dai quadri dipinti da Mario Barberis.


Altare dei santi fondatori di ordini e congregazioni religiose
I Santi prescelti sono otto, dipinti in tre gruppi: due al centro, san Giovanni Bosco e san Francesco di Sales; tre alla destra di don Bosco, san Benedetto, san Domenico, san Francesco d'Assisi; tre alla sinistra di san Francesco, cioè san Filippo Neri, san Giovanni Battista de La Salle e sant'Ignazio di Loyola.





Altare dei santi Dottori della Chiesa
Nel centro di un'esedra marmorea si innalza un tempietto davanti al quale è la figura maestosa di sant'Agostino vescovo che commenta le Sacre Scritture, appoggiato ad un leggìo decorato dei quattro simboli evangelici. A sinistra del Santo, seduti sull'esedra, ci sono tre Dottori latini e cioè san Bernardo da Chiaravalle, sant'Ambrogio e san Tommaso d'Aquino; a destra corrispondono le figure dei Dottori greci, san Basilio, san Giovanni Crisostomo, sant'Atanasio.





Altare delle sante Vergini e Martiri
Al centro sta l'Angelo dell'olocausto che accoglie da santa Cecilia la palma del martirio, mentre più lontane si profilano due teorie di Sante: a sinistra dell'Angelo, dopo santa Cecilia, le Martiri Agnese con il simbolo dell'agnello, Agata colle tenaglie, Lucia con gli occhi; a destra dell'Angelo le Vergini santa Teresa del Bambino Gesù, santa Margherita Alacoque e la beata Gemma Galgani recante i gigli della purezza verginale.






Altare delle sante né Vergini né Martiri
A destra dell'Angelo si trovano sant'Anna (dal celebre quadro del Guercino), santa Maria Maddalena, santa Monica; a sinistra, inginocchiata e ricoperta di manto azzurro, vi è santa Francesca Romana (dall'affresco esistente nella chiesa omonima di Roma), in piedi la beata Margherita di Savoia (dal quadro esistente nel palazzo reale di Torino), la beata Giuliana d'Ivrea, santa Giovanna Francesca Frémiot baronessa di Chantal, secondo il ritratto trasmessoci nella sua biografia.



LE TOMBE DEI SUCCESSORI DI DON BOSCO
In due altari sono custoditi i resti mortali del beato Michele Rua, primo successore di don Bosco, e del beato Filippo Rinaldi, terzo successore di don Bosco. Il 21 maggio 2017, il Rettor Maggiore ha inaugurato le tombe destinate ad ospitare le salme dei Rettori Maggiori defunti: sono stati ricavati dodici loculi sepolcrali. Il rivestimento delle tombe è in marmo, in armonia con le altre decorazioni del santuario, mentre l'intero vano funebre è rivestito di intonaco bianco. La semplicità e la nobiltà sono stati i criteri che hanno guidato l'opera. «Non si tratta di un culto alla persona», ha detto don Ángel «ma un segno di affetto e di consapevolezza per l'opera compiuta dai Rettori Maggiori defunti. La preghiera di suffragio, dinnanzi a tali tombe, diviene pertanto impegno a coltivare il senso di appartenenza e di unità all'eredità carismatica che essi hanno testimoniato nel loro ministero di Successori di don Bosco».