I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

FMA

EMILIA DI MASSIMO

Storia di Elsa
«A me non piace la vita religiosa...»

«Sono Elsa Franco, Figlia di Maria Ausiliatrice. Sono nata a Huesca, nel nord della Spagna, 36 anni fa. Ho 11 anni di professione religiosa. Voglio condividere con voi un pezzo della mia storia. Vorrei che queste semplici parole vi portassero sia la forza con la quale sto scrivendo sia la passione che si risveglia in me, e mi avvolge, rivisitando la mia vita».

Qualche tempo fa ho scritto qualcosa della mia biografia meditando il testo evangelico di Luca, riguardo all'annuncio dell'Arcangelo a Maria ed immaginando che fosse il mio incontro con il Signore.

Nel 2000 il Signore ha raggiunto la città di Huesca con l'intenzione di cercare una ragazza che fosse relativamente tranquilla, che svolgesse quello che le piaceva e che fosse abbastanza felice, anche se già qualche volta aveva sentito che la vita poteva essere più forte, più autentica, più vissuta.
Il nome di questa ragazza era Elsa.
A Elsa piaceva fare una pausa la sera, si recava in camera (di nascosto!) per rilassarsi e... sì, anche pregare. Le piaceva ripetere una frase del Vangelo suggerita nel suo gruppo di revisione, in quanto passava anche un po' del suo tempo in parrocchia.
Elsa era convinta che la sua vita fosse sotto il suo controllo e pensava che le frasi evangeliche che leggeva con entusiasmo fossero soltanto belle parole, senza la forza però di cambiare qualcosa. Ma quando lei era all'Università non seguiva la lezione su Shakespeare, anche se lui diceva delle bellissime parole, gliene venivano in mente altre: “Venite e vedrete”, “Non abbiate paura”, “Cercate e troverete”... Non riusciva a comprendere come, se la poesia era molto più bella, Elsa non ne venisse catturata, non restasse affascinata neanche da una parola di Hamlet! Cominciò a preoccuparsi molto: Cos'è questa storia? Non voglio complicazioni adesso!
E non si sa se fosse un solo Angelo oppure un battaglione, ma certamente anche a lei sembrò di ascoltare qualcosa di simile alle parole che l'Arcangelo Gabriele aveva detto a Maria: “Piena di grazia, il Signore è con te e viene a trovarti”. Maria rimase turbata (meglio dire: fu piena di spavento!) e ha pensato al significato di quello strano saluto.
Vedi, Elsa? Tanta impazienza per imparare a pregare, per cercare il senso della vita, per fare silenzio, e guarda: sei immersa in un pasticcio! Dov'è la via di uscita, per favore?
Così la giovane ringraziò l'Angelo, o chi per lui, della sua visita, gli fu molto riconoscente, ma disse che aveva molto altro da fare.
Ma Dio (grande Dio!) non si stancava: “Non avere paura, Elsa, Dio ti ha guardato e pensa a te; non chiuderti, lascia fare a Lui e vedrai...”.
Ma lei rispondeva di seguito: “Ascoltami, Angelo, non succederà niente, perché io sto bene così, non ho bisogno di seguire Dio particolarmente, lo faccio già secondo il mio stile, il mio ritmo, come a me piace; sì, Angelo, così farò ancora... E ricordati che a me non piace la vita religiosa: mi addormento alla messa, non mi piace alzarmi presto, mi piace la festa... e ho detto di no!”. Qualcuno continuava ad insistere: “Lo Spirito Santo scenderà su di te e ti donerà la forza. Guarda, la tua amica Marta, è pronta per cominciare un'esperienza con le Suore di Sant'Anna”.
Elsa davvero non aveva risposto: Sono la serva del Signore, si faccia in me la tua volontà, ma: “Sono contenta per tutti voi, ma io me ne vado. Grazie di tutto, lasciatemi in pace”.
Invece, da quel momento, qualche cosa dentro di lei si è mosso così tanto che non ha potuto che cercare di capire che cosa e Chi non la lasciava tranquilla. Finalmente, Elsa riconobbe che Dio aveva vinto, che doveva provare e darsi un'opportunità. E se la sua felicità era lì, con le suore? Era duro riconoscerlo, in quel momento, quando tutto nella vita sembrava andare bene.
Suora?? Io??
Com'è forte, molto forte. Dio chiamava ed io non volevo ascoltare, perché avevo paura. Paura di perdere la mia vita, di sprecare il tempo, di non essere normale. E oggi mi accorgo che normale non sono, ma... sono felice!
E penso che sia questo il messaggio che Dio voleva dirmi e continua a dirmi ogni giorno, anche quando la vita non è facile, quando le relazioni diventano difficili, oppure la missione educativa si fa dura.
Sono qui perché continuo ad ascoltare quelle parole belle, più belle di tutti i sonetti di Shakespeare: “Vieni e seguimi”. Queste parole hanno in me una forza che non so spiegare, ma le sento e continuo a sentire: novità, fiducia, avventura, sfida, pienezza, amore, libertà.
Troppo forte, vero? Ma quando si parla del senso della vita, di trovare il tuo posto... si lascia la paura, la stanchezza, e si va. E nel viaggio si trovano persone, circostanze, si vivono esperienze che riempiono una vita intera.
Quando ascoltate la sua voce, con l'Angelo o senza, andate a vedere, seguite la voce, seguite la Vita. Ne vale la pena!
Vi auguro tanta forza per camminare ogni giorno e, come diceva Shakespeare: “To be or not to be: that's the question”.
Pensateci!