I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LE CASE DI DON BOSCO

VALERIO DEL CROCE

«La vita è adesso: preparati!»

Formazione umana e preparazione professionale all'Istituto Salesiano Gerini di Roma.

Don Bosco e il lavoro, tanti gli insegnamenti del Santo a riguardo. Per lui il concetto legato all'essere buon cristiano e onesto cittadino passava senza ombra di dubbio anche per la formazione e la dignità che il lavoro conferisce ad ogni giovane.

E questo è l'elemento cardine contenuto nel suo messaggio che sta a fondamento di opere come l'istituto Salesiano Gerini di Roma. Una realtà che ha una precisa impronta salesiana e che opera ormai dal 1958 con una precisa identità e con obiettivi formativi molto chiari. L'impressione che si ha è quella di una dimensione ideale per i ragazzi che vengono formati non soltanto al lavoro ma soprattutto alla fraternità e al rispetto reciproco sempre nel pieno spirito di don Bosco, presente più che mai in ogni opera dell'Istituto.
La fascia d'età dei ragazzi non comprende soltanto giovani tra i 14 e i 18 anni ma anche persone più adulte che intendono formarsi in maniera adeguata per poi ricevere il diploma. Un luogo in cui pastorale e formazione professionale corrono di pari passo uniti dalla salesianità e dallo Spirito Santo che sono il fondamento di ogni attività.
Come mi spiegava il direttore del Centro di Formazione Professionale, dottor Davide Sabatini, il Gerini è una realtà attenta, attuale e propositiva nei confronti del mercato del lavoro, dove eccellenza e innovazione sono parte integrante della proposta formativa. Molti infatti i giovani che partecipano a stage che riguardano oltre 300 aziende nei quali è presente la figura di tutor aziendale con compiti di tutela nel trattamento del ragazzo. I corsi d'eccellenza dell'Istituto sono la meccanica agricola, patrocinata da NEW HOLLAND e poi il restauro di auto d'epoca riconosciuta dall'ACI, con una grande partecipazione di ragazzi dai 18 anni in su. Sono molti gli studenti che escono dall'Istituto con la qualifica di meccanico, con un'altissima percentuale di occupati dopo soli sei mesi dal conseguimento del titolo, trovando gli sbocchi principali proprio nel settore della meccanica.
Contro l'apatia
Per capire ancora meglio la grandezza di questa opera salesiana abbiamo incontrato don Sandro Fadda (direttore della Casa) il quale, in maniera molto dettagliata e accurata, ci ha parlato dell'Istituto: “L'Opera del Gerini si caratterizza proprio per la zona geografica dove si colloca, siamo infatti nella periferia Est della città di Roma. Il Gerini è una risposta per i giovani e la loro formazione professionale. I nostri centri si devono spingere a formare una nuova classe operaia intesa come difesa di diritti e doveri dei lavoratori. Vogliamo dare competenza e dignità al lavoro, ai ragazzi.
Vorrei, come sogno da realizzare, una scuola di formazione sindacale per un nuovo tipo di sindacato di ispirazione cristiana. Come dice papa Francesco la migliore carità è dare dignità ai lavoratori. I nostri ragazzi devono avere un impegno nel sociale e li dobbiamo abilitare alla costruzione del bene comune. Don Bosco fu il primo a fare un contratto di lavoro di apprendistato e i ragazzi che escono dal nostro Istituto non sono solo preparati, ma abilitati con uno stile imprenditoriale.
La sfida più grande nel mondo di oggi è combattere l'apatia, perché spesso questi ragazzi vedono chiudersi porte. Fare scuola non è soltanto legato al concetto di nozione ma è insegnare a vivere con una giusta cultura. Molti dei ragazzi che ospitiamo hanno interrotto il percorso scolastico ed è nostro obiettivo riavvicinarli allo studio e valorizzarne le doti, le qualità personali. Cerchiamo di tirar fuori il meglio da ognuno.
Nel carisma salesiano formiamo i nostri giovani per educarli a prendere un impegno nella vita sociale. Rispettiamo ciò che don Bosco affermava: “buoni cristiani e onesti cittadini” attraverso la dignità del lavoro. Chiunque ci voglia aiutare è benvenuto, visto che abbiamo bisogno di nuova strumentazione e materiale per l'insegnamento.
Cultura e amicizia
Ma l'istituto Salesiano Gerini ha in sé un elemento in più che lo contraddistingue dalle altre scuole professionali: la pastorale giovanile. Gioacchino Passafari (coordinatore Pastorale e insegnante di elettronica nel settore della meccanica auto) ce ne ha parlato nel dettaglio: “Sono qui dal 2008, da subito con questo incarico: occuparmi dell'animazione pastorale della scuola.
Dividiamo per fasce di età la nostra proposta pastorale: proponiamo la giornata dell'amicizia per l'interazione tra i membri della classe con giochi tra le classi. Nel mese di gennaio si propongono attività di conoscenza di don Bosco. La proposta culmina con la visita ai luoghi di don Bosco a Torino.
Di solito nei mesi di marzo facciamo alcuni ritiri con visite nelle Basiliche di San Giovanni, Santa Croce in Gerusalemme e San Clemente aperti a tutti i ragazzi. Genzano o Arcinazzo nei mesi di marzo o aprile vengono scelti come sedi per una rappresentanza di alcuni ragazzi scelti in base alla sensibilità e voglia di aderire alla proposta. Nei nostri progetti sono previste anche visite culturali all'estero (quest'anno in Polonia) e cerchiamo con regolarità di aderire anche al Forum MGS.
C'è stata sempre una grande soddisfazione da parte dei ragazzi. Cerchiamo di valorizzare le feste salesiane. Importante è la festa di don Bosco come da tradizione. Inoltre il nostro programma prevede attività pomeridiane: abbiamo una scuola di chitarra e c'è la possibilità della preparazione ai sacramenti della confessione, della comunione o della cresima per chi non l'avesse ricevuta”.
Un rapporto fraterno
C'è dunque un progetto salesiano serio e coerente all'interno delle attività dell'Istituto Gerini, siamo andati anche a parlare con uno degli insegnanti che ci ha gentilmente raccontato alcuni aspetti cardine che riguardano il processo formativo dei ragazzi.
Romano Gugliotta, insegnante ed exallievo della scuola, vice capo settore, tutor, collaboratore salesiano e volontario in terra di missione in Madagascar e Guatemala ci ha spiegato che: “Lo spirito salesiano è al centro del nostro lavoro di insegnanti, lavoro qui dal 1997 e la salesianità per me è parlare quotidianamente con i ragazzi delle piccole cose, ed essere un esempio.
Cerco di costruire un rapporto familiare al di là della formazione. Il campo lavoro, ad esempio, è un premio per i ragazzi che hanno più sensibilità per l'aspetto umano e religioso. Io prometto loro fatica e divertimento oltre al lavoro. Di solito scelgo un gruppo di 10/15 ragazzi, un componente per classe e lo scelgo in base alla preparazione e alla sensibilità. Offriamo lavoro in questi posti, il premio è lavorare di più. La quotidianità ci avvicina, c'è un rapporto più fraterno e i ragazzi si accorgono del lato umano del professore legandoci in un modo autentico”.