I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

FINO AI CONFINI DEL MONDO

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ETIOPIA. Una seconda chance per i bambini di strada

«Nella sola Addis Abeba ci sono ben 100.000 bambini che hanno disperatamente bisogno di assistenza per abbandonare la vita di strada» spiega don Mark Hyde, responsabile di Salesian Mission, la Procura Missionaria Salesiana di New Rochelle, Stati Uniti. Amanuel ha incontrato il Bosco Children Project dopo aver trascorso sei mesi in un centro di detenzione per un furto che non ha commesso. Aveva appena 2 anni quando sua madre lo vendette a un “benefattore” che alla fine lo ha abbandonato. Amanuel ha vissuto per strada sin dall'età di 13 anni, tra notti fredde, piogge incessanti e la minaccia costante dei ragazzi più grandi, che lo costringevano a mendicare e a rubare per loro.
Tamiru era ancora più giovane - aveva 9 o 10 anni - quando scappò da una zia violenta che avrebbe dovuto prendersi cura di lui. Non è mai finito nel carcere minorile, ma non ha potuto evitare la miseria e la disperazione, come quando mendicava per un po' di pane a fine giornata. “Sniffavo la colla perché non ce la facevo più” ricorda. Fortunatamente, nello scorso gennaio, Tamiru ha incontrato il personale del Bosco Children Project, durante una delle loro perlustrazioni notturne.
Presso il centro accoglienza, ragazze e ragazzi ricevono pasti, vestiti caldi, accompagnamento psicologico e accesso ai corsi di educazione e di alfabetizzazione.

NEPAL. Un istituto salesiano per modellare il futuro della nazione

I Salesiani in Nepal, appartenenti all'Ispettoria di India-Calcutta, hanno festeggiato sabato 27 maggio l'inaugurazione dell'Istituto Don Bosco di Biratnagar, pensato per portare nuove opportunità ai giovani e alla popolazione bisognosa e svantaggiata del paese, in particolare del Distretto di Morang e dell'area di Biratnagar.
La scuola è il frutto di un desiderio a lungo maturato tra i Salesiani dell'Ispettoria di Calcutta: il terreno venne acquistato 10 anni fa, anche se la costruzione dell'attuale edificio è iniziata solo due anni fa, sotto la guida di don PV Jose, e più tardi di don Jacob Thenganakunnel, che è anche l'attuale direttore di quest'istituto.
“Siamo davvero grati ai benefattori, specialmente ai cittadini tedeschi che hanno sostenuto il progetto attraverso l'ONG Don Bosco Mondo”, riportano i Salesiani del posto.
Il progetto formativo prevede corsi trimestrali nelle Discipline Alberghiere, per Elettricisti, Idraulici e Saldatori, che si completano con un tirocinio di un mese, al termine del quale gli studenti sono avviati al lavoro secondo le rispettive specializzazioni.

MYANMAR. Una giornata con Maung Zaw Oo

Maung Zaw Oo è un ragazzo birmano che ha sperimentato l'abbandono, la solitudine e la vita di strada. Ma che, grazie al centro giovanile salesiano di Mandalay, ha iniziato una nuova vita.
Quando Maung Zaw Oo era ancora piccolo i suoi genitori si separarono. All'età di 9 anni venne accompagnato dalla madre a vivere da degli amici di famiglia che possedevano una sala da tè a Mandalay; doveva essere una soluzione temporanea, ma poi sua madre sparì e lui rimase da solo con la nuova famiglia: smise di studiare e si mise a lavorare come aiutante nella sala da tè.
Non stava poi così male, lì, ma dopo circa un anno decise di andarsene e iniziò a fare vita di strada: doveva lottare per sopravvivere ogni giorno, mangiava quel poco che trovava tra i rifiuti... Fino a che si pentì della sua scelta. Provvidenzialmente, incontrò qualcuno che gli parlò del centro giovanile salesiano, vi andò e gli piacque.
Ora sono già diversi anni che Maung Zaw Oo vive presso il centro salesiano. Non è più solo, anzi ha degli amici provenienti anch'essi dalla vita di strada. Nel centro ha acquisito delle abitudini e una sana quotidianità, con del tempo per l'educazione, per il riposo, la meditazione e la preghiera.

GHANA. “Stop Tratta”: il futuro parte dalla terra

Il Ghana è uno dei paesi dell'Africa occidentale più colpiti dal fenomeno dell'emigrazione e la regione del Brong Ahafo è, fra tutte, la più coinvolta. Attraverso il programma “Stop Tratta” i Salesiani intendono offrire a queste persone la possibilità di restare nel luogo in cui sono nate e cresciute, attraverso lo sviluppo di progetti agricoli sostenibili.
«Voglio rendere concreto il mio desiderio mangiando quello che coltivo, sostenendo con la mia produzione agricola il Ghana e chissà, magari anche l'Africa, in qualche modo. Attraverso l'esempio voglio far capire ai giovani che l'agricoltura è un'ottima possibilità. Nella nostra regione questa è forse l'opzione migliore. Ho promesso di impegnarmi con tutto me stesso. Per me è un onore e un dovere far parte di questo progetto». A parlare è George Takyi un giovane di 33 anni che ha frequentato la scuola tecnico-agraria Don Bosco a Sunyani e che ha deciso di dedicarsi con molta serietà all'agricoltura.
Lui è uno dei candidati tutor del progetto che i Salesiani stanno realizzando nella regione del Brong Ahafo per favorire lo sviluppo locale e arrestare la tratta. «L'obiettivo è riuscire a vivere con l'agricoltura e mostrare ai giovani che è possibile farlo localmente senza troppi rischi. E questo è un obiettivo che coincide con la nostra campagna “Stop Tratta”».