I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

L'INVITATO

MICHAL WOCIAL

«Ho fatto il noviziato da clandestino»

Incontro con il salesiano don Vitaliy Krivitskiy, nuovo vescovo di Kiev-Zhytomyr in Ucraina

Il salesiano don Vitaliy Krivitskiy, appartenente all'Ispettoria di Polonia-Cracovia (PLS), attualmente parroco della parrocchia “San Pietro” a Odessa, Ucraina, è stato nominato da papa Francesco nuovo vescovo della diocesi di Kiev-Zhytomyr, Ucraina.
Padre Vitaliy, com'è cominciato il tuo cammino di fede?
Naturalmente, l'inizio della vita cristiana è stato il giorno del battesimo, che ho ricevuto subito dopo la nascita; un grande dono dei miei genitori. All'età di 15 anni, grazie all'aiuto della famiglia e del mio padrino, ho cominciato a frequentare di mia iniziativa la Chiesa cattolica. Per così dire sono tornato alla fonte. Sono stato ben preparato alla prima confessione e prima Comunione, da quel momento ho iniziato a sentire il gusto per la vita spirituale decidendo di intraprendere un cammino che si è sviluppato fino ad oggi.
Come è nata la tua vocazione?
All'inizio ho pensato così: se sono stato aiutato a incontrare Dio, anch'io devo trasmetterlo agli altri. Più tardi ho capito che questo sarebbe stato un impegno che riguardava la mia famiglia, sull'esempio del mio padrino che mi ha aiutato ad incontrare Dio. Nel frattempo ho avuto la gioia di conoscere il carisma salesiano. L'ho provato e ho capito che rispondeva al mio anelito spirituale. Il fatto che l'unico sacerdote nel sud dell'Ucraina, don Tadeusz Hoppe, fosse un salesiano di don Bosco, è stato il segno per me che questa strada era stata già preparata. È stato il mio primo incontro con la vocazione, anche se non avevo ancora scoperto tutti gli aspetti del carisma “salesiano”. Don Tadeusz aveva il divieto da parte del governo di svelare la sua appartenenza salesiana e di operare salesianamente. Più tardi, quando ho incontrato i salesiani, al secondo anno di filosofia a Cracovia, ho scoperto aspetti come l'educazione, il lavoro con i ragazzi e i giovani, quegli aspetti che sentivo molto vicini negli anni precedenti. Prima del seminario sentivo una forte predilezione per i giovani, durante gli studi in seminario poi ho approfondito la mia vocazione.
Ho fatto il noviziato clandestinamente, ogni giorno venivo da don Hoppe per servire all'altare, per ascoltare le sue conferenze e di sera tornavo a casa. I miei primi voti sono stati emessi segretamente in Chiesa in presenza di don Tadeusz Hoppe e due salesiani testimoni.
Ricordi la più bella esperienza della vita salesiana?
Ogni tappa della mia missione salesiana è diversa l'una dall'altra: il lavoro in parrocchia, in oratorio con i giovani cristiani cattolici o in un centro giovanile con delle persone che sono lontane dalla Chiesa. E per ogni volta ci sono dei momenti che sono rimasti nel cuore e fanno parte della mia esperienza salesiana. Parlando dei giovani cristiani cattolici, interessante per me è stata la formazione degli animatori che erano un prolungamento delle mie mani, o meglio delle mani di Dio! Questo è stato un periodo in cui si poteva condividere la propria vocazione con le persone che erano disposte non solo ad accettarla, ma anche a trasmetterla agli altri. Efficace è stato l'incontro con coloro che non hanno mai sentito parlare di Dio, che non hanno mai pensato ai temi della morale e della vita eterna. E proprio nei centri giovanili la gente sentiva il bisogno di aprirsi a questo tipo di dialogo, discutere, confrontarsi con me. Molti hanno iniziato un serio cammino di fede. Per me, questi sono stati momenti molto importanti della mia esperienza di vita salesiana.
Qual è la situazione generale in Ucraina?
In Ucraina, nonostante sia uno Stato indipendente dal 1991, il processo di consolidamento risulta piuttosto doloroso. Ancora oggi continua la guerra anche se non sempre se ne parla a livello internazionale. In generale vi è una sorta di crisi non solo in senso materiale o politico ma soprattutto nel cuore di ogni persona, incerta nel vedere il proprio futuro. La crisi è vista da molti come una sfida, infatti ci sono persone forti che combattono per il Paese e proprio grazie a loro la nazione si sta trasformando.
Com'è Odessa, la città che adesso ti chiama “padre”?
Odessa è la città dove sono nato e ho studiato. Qui è nata la mia vocazione e di qui sono partito per andare in seminario. Conosco molto bene la gente del posto con la quale lavoro con grande gioia e dedizione. È una città interessante, grande, dove le nuove tendenze stanno crescendo. Città aperta al nuovo. Ma ci sono molti e diversi pericoli prima di tutto di carattere morale. Odessa è una sfida per i salesiani: coinvolgere i giovani che sono incerti, deboli nella scelta degli ideali. Odessa è un campo di attività, un luogo dove si può sperimentare Dio che aiuta ogni persona quando la persona si apre a Lui.
Che tipi sono i giovani ucraini?
Parlando dei giovani in Ucraina dobbiamo tener conto delle diverse regioni d'Ucraina: Centro, Sud, Transcarpazia. Ogni regione ha le sue caratteristiche. Ciò che unisce i giovani è in generale l'apertura, la gentilezza. Si nota anche un po' di chiusura riguardo ai sentimenti. Non accettano che qualcuno possa essere migliore. Vi è una certa debolezza di carattere, una persona più forte è in grado di inibire un altro nella sua ricerca, nel suo sviluppo. Per quanto riguarda la situazione attuale, vi è molta incertezza. Il giovane che finisce la scuola, non sa che cosa fare in futuro. Il mestiere che sto imparando sarà utile domani? Questa è la domanda che spesso si pongono. Così tante persone scappano in Europa per ottenere una formazione per poi rimanere lì. L'Occidente ha bisogno di persone che svolgano lavori manuali e spesso trovano negli ucraini operai responsabili e capaci che facilmente lasciano il loro paese per trasferirsi in questi luoghi. Comunque in questi anni di crisi in Ucraina si è risvegliato un sentimento patriottico nei giovani e, di conseguenza, il desiderio di lavorare per il Paese, anche se in tanti vanno via. Per noi salesiani è questa la sfida: inventare con il Signore delle opportunità affinché i giovani possano rimanere e costruire qui in Ucraina il loro futuro.
Com'è la Chiesa cattolica in Ucraina?
La Chiesa cattolica in Ucraina è presente con i suoi due riti: orientale e latino. L'Ucraina è l'unico paese in Europa che ha due conferenze e gerarchie di vescovi. Parlando della Chiesa cattolica romana, dobbiamo ricordare i tempi della persecuzione. Dopo che le Chiese sono state restituite, la gente è tornata a frequentare ed ogni giorno abbiamo tante conversioni. La Chiesa in Ucraina vive una primavera di ricostruzione di strutture: il collegio dei vescovi, alcuni campi di attività, i movimenti.
Che cosa fanno i salesiani in Ucraina?
I salesiani della Chiesa cattolica romana in Ucraina lavorano in quattro città: Odessa, Korostyshiv, Peremyshlyany, Bibrka. Hanno oratori, parrocchie e scuole. I salesiani che operano seguendo il rito orientale della Chiesa Greco-Cattolica risiedono a Kiev e a Lviv e operano in condizioni simili: parrocchie, centri giovanili e scuole.
Che cosa bisogna fare per diventare vescovo?
Non posso dare una ricetta per questo, perché la decisione del Santo Padre è stata davvero inaspettata. Ho lavorato dove la mia congregazione mi ha inviato, forse il Santo Padre e altri mediatori hanno visto il positivo o i lati buoni nel mio lavoro e hanno deciso di farmi diventare vescovo. Certo, non ho fatto niente per diventarlo: ognuno deve essere responsabile del campo che il Signore gli ha affidato.
Quali sono i timori che hai adesso?
In primo luogo, ho un po' di paura. Dopo 27 anni di servizio nella missione salesiana devo animare una diocesi e servire senza la presenza della comunità. Chiedo al Signore di poter superare questa difficoltà. Chissà poi se potrò compiere tutti gli impegni che la Chiesa pone davanti a me eleggendomi come vescovo ordinario! Metto tutto nelle mani del Signore e della Vergine Maria perché in questo tempo il mio ministero sia vissuto fortemente in Cristo Gesù. I timori di oggi sicuramente potranno essere superati con l'aiuto della sua grazia.

IL SUO CAMMINO
Vitaliy Krivitskiy è nato il 19 agosto 1972 a Odessa. Nel 1987 ha iniziato un percorso di formazione religiosa in clandestinità nella città natale, sotto la guida di don Tadeusz Hoppe, SDB. Il 1° gennaio del 1991 ha emesso i primi voti ad Odessa mentre la professione perpetua l'ha pronunciata a Rumia il 27 luglio del 1996.
Successivamente, si è preparato al sacerdozio nel seminario maggiore di Cracovia, Polonia, ricevendo l'ordinazione presbiterale il 24 maggio 1997.
Dal 1997 al 2004 è stato Vicario parrocchiale a Odessa, mentre dal 2004 al 2012 ha ricoperto vari incarichi presso la comunità salesiana di Korostyshiv: vicario, parroco, direttore dell'oratorio ed economo. È stato direttore dell'oratorio di Peremyshlany dal 2012 al 2014; nel 2014 ha assunto l'incarico di parroco della parrocchia di San Pietro a Odessa.
È stato anche Delegato di Pastorale Giovanile della Circoscrizione Est, dal 2004 al 2006, e Consigliere ispettoriale, dapprima della Circoscrizione Est (2009-2012) e poi dell'Ispettoria PLS (2012-2015).