I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

VOLONTARI

RAMÓN RONDA

Servizio civile all'estero con i salesiani
«Quello che ho imparato qui non ha eguali»

Nel cuore della Sierra di Cadice, in un piccolo paese chiamato San José del Valle c'è un luogo unico dove istruzione e familiarità si incontrano e formano un focolare che è la casa di 60 giovani.

«Facciamo tutto ciò con l'unico obiettivo di farli diventare 'buoni cristiani e onesti cittadini'. Un obiettivo che con il passare del tempo e l'aiuto di Dio i volontari del servizio civile stanno facendo diventare realtà».

La “escuela-hogar” (scuola-casa) è un centro educativo che dal lunedì al venerdì ospita in regime di internato bambini e bambine provenienti da famiglie considerate a rischio di esclusione sociale. Ospita soprattutto minori provenienti da famiglie destrutturate, di scarso o nullo reddito economico o poca istruzione.
Gli studenti residenti sono bambini, bambine e ragazzi dai 6 ai 17 anni. Ciascun profilo è diverso e complesso e spesso caratterizzato da fallimento scolastico. La maggior parte di loro si porta dietro grandi problemi di autostima dovuti a situazioni familiari problematiche vissute sin dai primi anni di infanzia.
L'obiettivo dei professori e degli educatori del centro è quello di offrire ai giovani una casa dove possano trovare una vera e propria famiglia in cui crescere e maturare, seguendo le orme di don Bosco e del suo sistema educativo basato sul dialogo e sull'amore.
Per raggiungere i nostri obiettivi contiamo sull'aiuto di molti volontari, che mettono a disposizione del centro e dei ragazzi il loro tempo e le loro capacità e permettono loro di partecipare alle attività più disparate.
Inoltre, per il secondo anno consecutivo la escuela-hogar di San José del Valle ha accolto quattro volontari del servizio civile italiano, che hanno rappresentato una grande risorsa per i nostri giovani, affiancandoli tanto nella parte formativa quanto in quella ludica e personale.
Nello specifico, il lavoro che svolgono i volontari con i giovani è molto vario e riguarda le seguenti attività: aiuto nello studio, giochi, sport, teatro, escursioni, ballo, laboratori di manualità, assistenza nel refettorio.
Il lavoro dei volontari, come educatori salesiani, è aiutare i giovani a scoprire i loro talenti e l'universo che hanno davanti a sé, facendo crescere la grande ricchezza che portano dentro. Il sistema preventivo viene applicato giorno per giorno: la parolina all'orecchio, la vicinanza, l'accoglienza incondizionata, la fiducia nel ragazzo, l'amore, il dare valore ai piccoli e grandi passi che ciascuno compie, il dolce momento della buonanotte.
Le testimonianze dei volontari del Servizio Civile degli ultimi due anni ci permettono di mettere in evidenza la dinamica di scambio che caratterizza il volontariato. Spesso ci si sofferma su quanto si possa apportare agli utenti delle strutture nelle quali si presta servizio tralasciando la grande ricchezza che i volontari raccoglieranno in questa esperienza, ricchezza che è professionale ma soprattutto personale e umana.
«È successa una magia»
Ecco come i giovani volontari italiani spiegano la loro esperienza.
Francesca Giordano: «Quello che possono insegnarti questi ragazzi va al di là di ogni aspettativa, hai l'opportunità di crescere con loro giorno per giorno, di svuotarti di te e riempirti delle loro storie e del loro affetto. Dopo quasi un anno ho con loro un bellissimo rapporto, ci prendiamo in giro, ci divertiamo e spesso si confidano quando hanno un problema scolastico o personale».
Fabio La Iacona: «Sono felice di aver fatto questa esperienza. Sono partito con lo spirito di chi vuole rendersi utile e cercare di fare qualcosa per il prossimo e mi ritrovo arricchito di ciò che mi hanno insegnato questi ragazzi con le loro storie e il loro affetto. Quello che puoi imparare qui non ha eguali ed è qualcosa che non si impara sui libri».
Anna Vassallo: «L'esperienza del servizio civile è più di un semplice anno all'estero: ci si mette alla prova a 360º. Non avevo mai lavorato prima con bambini e non avevo mai capito a fondo fin dove potessi arrivare mettendomi totalmente al “servizio” di qualcun altro. A poco a poco, il lavoro con loro si è trasformato in passione, in gioia di vederli, in emozione per le piccole conquiste di ogni giorno, per una tabellina a memoria, per uno spettacolo di teatro ben riuscito, per un abbraccio sudato dopo una partita a pallone. E quando succede questa magia, improvvisamente smetti di “andare a lavoro” e vai dalla tua famiglia, a dare una mano, a giocare con loro, a collaborare per un progetto sicuramente più grande di te ma a misura di “volontario”, perché effettivamente questa parola assume un nuovo significato e ti entra dentro fino a far parte di te».
Riccardo Tortora: «L'esperienza di volontario durante questi mesi, oltre a conferirmi delle conoscenze e degli strumenti importanti e basilari sotto il punto di vista professionale, mi ha formato in modo particolare dal punto di vista umano. Toccare con mano realtà quali emarginazione sociale, dispersione scolastica, povertà e quant'altro ha fatto di me ad oggi una persona migliore, dove il cambiamento è stato inevitabile».
Don Ramón, direttore del centro, è lapidario: «Ci auguriamo che il Governo Italiano continui a rinnovare la sua adesione al nostro progetto: invitiamo chiunque fosse interessato a conoscere i nostri progetti e a scoprire foto e testimonianze dei volontari a visitare il sito www.salesianoselvalle.com»