I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LE CHIESE DI DON BOSCO

FERDINANDO COLOMBO

Il Santuario del
Sacro Cuore di Bologna

Don Filippo Rinaldi, Rettor Maggiore dei salesiani scrisse a don Antonio Gavinelli: «Porta tutto al S. Cuore; diffondi la devozione al S. Cuore; mentre crescono le mura, cresca l'amore al Sacro Cuore». Nel centro dell'Italia, questa splendida chiesa continua la sua missione.

La domenica 11 giugno 1899, papa Leone XIII, che, un mese prima, aveva indetto il giubileo dell'anno santo, aveva solennemente consacrato il mondo, credente e non credente, al Sacro Cuore di Gesù, in vista del nuovo secolo, che avrebbe chiuso il millennio. In quel giorno volle che ogni diocesi, ogni parrocchia, ogni comunità religiosa facesse l'atto di consacrazione.
Rispondendo all'appello del Papa il cardinale Domenico Svampa, arcivescovo di Bologna dal 1894 al 1907 (anno della sua morte), progettò di erigere un tempio “che da tutta la Diocesi di Bologna fosse consacrato al Sacro Cuore di Gesù, quale monumento comune di pietà sul principio del secolo ventesimo”.
Il papa Leone XIII ne approvò l'idea con un breve scritto ufficiale e concorse all'impresa con ripetute e generose offerte. Dietro l'esempio del Papa, numerosi furono i donatori dalla diocesi, dall'Italia, ed anche dall'estero.

Contemporaneamente nasce l'Opera salesiana
Don Rua impose la consacrazione al Sacro Cuore a tutte le case, a tutti i salesiani, consigliandola anche a tutti i giovani dei suoi collegi. Lo storico Cena annota: “Da quel giorno la congregazione iniziò un progressivo aumento della devozione al Sacro Cuore di Gesù” (Annali, vol. 1, pag. 95).
A Bologna, don Bosco era stato molte volte e contava, tra i tanti, una grande benefattrice, la contessa Zambeccari. C'era anche un cardinale d'eccezione, il cardinale Svampa, ammiratore di don Bosco e dei salesiani. C'era inoltre, come a Modena, un fervente gruppo di cooperatori. Per questo, fu scelta Bologna per il grande primo Congresso Internazionale dei Salesiani Cooperatori nel 1895, che riuscì splendido, con 4 Cardinali, 28 Arcivescovi e Vescovi e una moltitudine di popolo. Il movimento salesiano intendeva istituire un rapporto più stretto e non conflittuale tra religione e società, tra tensione spirituale e impegno sociale.
Le ragioni e gli scopi del Congresso furono confermati dai discorsi dell'arcivescovo di Bologna, il cardinale Svampa, e da don Michele Rua successore di don Bosco:
“Riannodare coi vincoli dell'amore le classi sociali, per ottenerne con l'osservanza dei mutui obblighi la concordia e il benessere; rendere l'operaio conscio della sua dignità, ma in pari tempo dei suoi doveri; educare la gioventù affinché risponda degnamente alle speranze della Religione e della patria; evangelizzare popoli nelle missioni e renderli degni di conoscere Gesù Cristo e la sua civiltà assistere gli emigrati italiani per far sentir loro, coi benefizi della fede meno amaro il ricordo della terra natale: far conoscere più largamente lo spirito da cui fu informato don Bosco, il farlo penetrare e crescere, il moltiplicarne le istituzioni, è opera quanto mai corrispondente ai bisogni dell'età nostra” (card. Svampa).
La presenza salesiana iniziò con l'Oratorio, prima nella Chiesa di San Carlino, e dopo alcuni anni al di là della stazione ferroviaria. Il 30 maggio 1899 veniva inaugurato l'Istituto: centro professionale per legatori, sarti, calzolai, falegnami, e anche per compositori e tipografi. L'Istituto, su progetto del migliore architetto, il Collamarini, venne eretto dal 1897 al 1899. Un miracolo, fu detto. Intanto, proprio in quell'anno, il Papa indiceva la consacrazione del mondo al Sacro Cuore. Si aggiunsero scuole elementari e ginnasiali, il Centro Giovanile.

Il Santuario
Il 14 giugno 1901 il card. Svampa mise la prima pietra del Santuario ed espresse il desiderio che “fosse il centro diocesano che al S. Cuore attraesse gli affetti, le preghiere, le aspirazioni di tutti”. Contemporaneamente fondò il bollettino mensile del Santuario del Sacro Cuore in Bologna: “Il secolo del Sacro Cuore di Gesù”.
Il tempio del Sacro Cuore di via Matteotti è opera pregiata del Collamarini (1864-1928), artista di grande cultura e di squisita sensibilità, che regalò alla città di Bologna il più bel tempio eretto in Italia al Sacro Cuore.
Il 19 giugno 1903 era compiuta la cripta e veniva affidata per l'officiatura ai salesiani.
Il 15 ottobre 1912 mons. Giacomo Della Chiesa (futuro papa Benedetto XV), arcivescovo di Bologna, procedeva alla consacrazione del tempio ormai ultimato.
Il 13 giugno 1915 il Santuario, con decreto arcivescovile, veniva elevato a parrocchia autonoma per andare incontro alle necessità spirituali del quartiere “Bolognina”.
Veniva affidato in modo definitivo al clero diocesano, anche se l'arcivescovo ne manteneva ad honorem il titolo di parroco.

Il crollo della cupola
Il 21 novembre 1929 crollava la cupola del Santuario e trascinava nella rovina il pavimento, la parte superiore delle fiancate e lesionava gravemente anche le altre parti dell'edificio.
Il cardinale Nasalli Rocca non ebbe dubbi: dare il Santuario ai salesiani, perché lo ricostruissero. Ma chi poteva assumersi un tale gravoso incarico? Ed ecco don Rinaldi chiamare a Torino don Gavinelli e proporgli l'obbedienza. Mai scelta fu più felice e feconda! Un dono dello Spirito. Don Gavinelli arrivò a Bologna nel maggio del 1930 e vi stette 38 anni, fino alla morte. Dire quanto operò a Bologna è pressoché impossibile.

Il Santuario rinasce
Il 5 aprile 1930 il Santuario-Parrocchia veniva affidato ai salesiani, riprendendo il progetto del card. Svampa, e diveniva primo parroco salesiano don Antonio Gavinelli.
Con l'approvazione dell'arcivescovo card. G. Battista Nasalli Rocca e la benedizione del Papa, egli fondava l'Opera Salesiana S. Cuore con il Bollettino del Santuario del S. Cuore.
Ad opera dei salesiani si riprendeva in pieno il disegno del card. Svampa, così sintetizzato da don Filippo Rinaldi, Rettor Maggiore dei salesiani in una lettera autografa a don Gavinelli: «Porta tutto al S. Cuore; diffondi la devozione al S. Cuore; non trascurare nessuna forma della devozione al S. Cuore; fa passare tutto e tutti per il S. Cuore; mentre crescono le mura, cresca l'amore al Sacro Cuore».
L'Associazione si diffondeva largamente nella città e diocesi di Bologna, in Italia e trovava adesione anche all'estero.
Il 19 maggio 1935 si riapriva il Santuario, rinnovato nelle sue strutture, nei suoi ornati e nei suoi arredi. Ritornava ad essere centro del culto al S. Cuore e focolaio di rinnovamento spirituale specie per la “Bolognina”. Altezze del Santuario dal piano stradale: alla cima della croce m 67,50; al vertice del grande catino m 55,50; alla seconda ringhiera m 38,80; alla prima ringhiera m 29.

Una fioritura mortificata dalla guerra
Il 25 settembre 1943 il Santuario viene colpito da un furioso bombardamento aereo e gravissimi furono i danni. Successivamente fu colpito l'Istituto, ancora il Santuario, i laboratori, la casa delle suore. Quando alla metà del 1945 don Gavinelli può tornare dal confino alla sua Bologna, ritrova rovine, macerie e desolazione.
Ma don Gavinelli non si scoraggia.
Il 22 giugno 1947, il Santuario interamente restaurato viene inaugurato per la terza volta.
Intanto don Gavinelli nel dopoguerra ricostruisce i laboratori, amplia l'oratorio, consolida l'Istituto e, nel 1948, fa rifiorire dalle macerie l'orfanotrofio di Castel De' Britti. Infine, prima di morire don Gavinelli porta quasi a termine i lavori di costruzione del grande tempio di san Giovanni Bosco in via Genova (poi via Beato Dal Monte) a Bologna.

L'idea madre
I grandiosi lavori di ricostruzione erano ormai giunti a compimento, ma non furono mai considerati il principale scopo da raggiungere: il vero fine, l'idea madre che aveva guidato don Gavinelli per tanti anni era stata di servirsi della riedificazione del tempio per diffondere la devozione al Sacro Cuore di Gesù.
Rivolgendosi alla Fraterna Unione Eucaristica, aveva scritto: «è in me la certezza che sono le vostre sante Comunioni che ci attirano le benedizioni del Sacro Cuore, ci ottengono tante grazie per i nostri benefattori, e le offerte. Vogliate dunque continuare e, se potete, accrescere il vostro zelo. Curate gli interessi del Sacro Cuore ed Egli curerà gli interessi vostri. Siate generosi con Lui e Gesù sarà generosissimo con voi».