I numeri del Bollettino Salesiano dal 1877

LE CASE DI DON BOSCO

GIOVANNI LUBINU

Sassari

“Nostra Signora del Latte Dolce”:
con questo nome pieno di tenerezza, una comunità di salesiani impegna la vita in una città generosa e buona, ferita dalla crisi economica.

La presenza dell'opera salesiana a Sassari ha avuto inizio nel 1973; in seguito, i salesiani completano la costruzione della chiesa parrocchiale e dell'oratorio-centro giovanile, che vengono inaugurati nel 1976.
La parrocchia Nostra Signora del Latte Dolce svolge, pertanto, la sua attività da oltre quarant'anni, da quando è nato il quartiere in cui è sita. Si tratta di un quartiere popolare nel quale, intorno agli anni settanta, confluirono abitanti di zone periferiche della città. L'oratorio, già da allora, risultò essere un fondamentale punto di riferimento per le famiglie nel vuoto sociale dovuto anche al debole intervento delle istituzioni, ricreando il tessuto culturale giovanile attraverso l'aggregazione variegata delle attività (sportive, musicali, teatrali).
Nel tempo, non risulta variata né la funzione della Parrocchia e dell'Oratorio né la situazione sociale del “Latte Dolce”.
Secondo gli ultimi dati diffusi dall'ISTAT, il quartiere conta circa 16 000 individui, 2480 famiglie e circa 1700 giovani in un'età compresa fra i 16 ed i 30 anni.
I dati sulla povertà, resi noti dalla Regione Sardegna, rivelano una situazione di indigenza diffusa in numerosi nuclei familiari residenti nel territorio. Basti considerare che il tasso di disoccupazione nella provincia di Sassari è il più alto fra le province sarde, attestandosi oltre il 17% ed in continua crescita rispetto agli anni precedenti. La disoccupazione giovanile (15-24 anni), nella stessa provincia, supera il 35%.
In tale contesto si svolge la vita della Parrocchia, animata ed organizzata attraverso il lavoro di diverse Commissioni che, periodicamente, si incontrano per la programmazione e la verifica delle attività. Gli ambiti in cui si è maggiormente impegnati sono: l'animazione liturgica e spirituale, che coinvolge diverse persone, tra cui un buon numero di Ministranti adulti, Ministri straordinari della comunione eucaristica e giovani ministranti; la dimensione della carità, seguita da un gruppo di volontari che, in stretta collaborazione con la Caritas Diocesana, si preoccupa di rilevare le necessità delle famiglie del quartiere. Attualmente sono seguiti circa 50 nuclei familiari per un totale di 160 persone.

Parrocchia, Oratorio e Santuario
Un posto di particolare rilievo è occupato, ovviamente, dall'Oratorio, con le sue varie attività, per l'organizzazione delle quali si riunisce mensilmente il consiglio oratoriano.
Oltre alla dimensione della prima accoglienza nell'ambiente più informale dei cortili e della sala giochi, a cui si cerca sempre di dare comunque una connotazione educativa, un notevole impegno viene profuso nell'attività della catechesi d'iniziazione cristiana, con tutte le difficoltà che caratterizzano il senso religioso dei nostri tempi. Tuttavia, c'è un discreto gruppo di ragazzi che continua a seguire un cammino di formazione anche dopo la Cresima (sono i cosiddetti “Gruppi Apostolici”), per una crescita personale e comunitaria, volta anche al servizio verso gli altri nell'appassionante esperienza dell'animazione.
Molto importante e qualificante per l'Oratorio è anche l'attività di “Estate Ragazzi”, che vede ogni anno tanti ragazzi ed adulti impegnati in un prezioso servizio alle famiglie del quartiere (e non solo), durante tutto il mese di luglio.
Particolarmente importante per la Parrocchia e per tutto il quartiere è la presenza del nostro Santuario, risalente alla fine del XII secolo e intitolato alla Madonna del Latte Dolce, la cui festa si svolge, con grande partecipazione, la seconda domenica del mese di ottobre. Del 1238 è l'elemento più significativo e cioè l'affresco che ritrae la Madonna, tra Santa Caterina d'Alessandria e Santa Lucia, nell'atto di allattare il bambino Gesù.

Le sfide e il coraggio per affrontarle
Al di là e prima delle varie attività, però, vengono le persone e cioè la Comunità Educativa Pastorale, l'insieme di tutti coloro che operano per l'educazione e l'evangelizzazione, specialmente dei giovani più poveri, secondo lo stile di don Bosco. Tale comunità, attraverso il proprio Consiglio, anima e coordina le iniziative dell'Opera salesiana attraverso la riflessione, il dialogo, la programmazione e la revisione dell'azione educativo-pastorale. La Comunità Educativa Pastorale trova il proprio nucleo animatore nella Comunità salesiana, composta dal parroco don Giovanni Lubinu e da altri quattro confratelli, impegnati sia nella Parrocchia sia nell'Oratorio e attenti a favorire il coordinamento e la corresponsabilità di tutti al servizio dell'unità.
La CEP e la famiglia Salesiana si trovano in questo momento a dover affrontare una serie di sfide e criticità.
Tra queste, la difficoltà più rilevante è data dalla scarsa frequenza alle messe della domenica da parte delle famiglie e, di conseguenza, dei ragazzi. A frequentare e partecipare alle diverse attività organizzate (gruppi di lettura della Parola di Dio, liturgie Penitenziali, Adorazioni Eucaristiche ecc.) sono sempre le medesime persone.
Risulta inoltre difficile sia far continuare il cammino dei ragazzi dopo il Sacramento della Cresima sia contattare e riavvicinare coloro che hanno terminato la formazione della catechesi negli anni passati.
Per rispondere a questi e altri problemi, la Comunità Educativa, negli ultimi mesi, ha realizzato un Progetto Educativo Pastorale della Parrocchia, in modo da definire obiettivi, linee guida, azioni e attività da porre in essere per migliorare la situazione.